{"id":5947,"date":"2017-10-27T15:00:14","date_gmt":"2017-10-27T13:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5947"},"modified":"2024-11-06T16:53:49","modified_gmt":"2024-11-06T15:53:49","slug":"resilienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/resilienza\/","title":{"rendered":"Resilienza"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201c\u2026senza protezione religiosa, gli uomini devono vedersela da soli con l\u2019abisso della propria follia, che il sacro sapeva rappresentare e la<\/em><br \/>\n<em>ritualit\u00e0 religiosa placare\u201d (U.Galimberti)<\/em><\/p>\n<p>Molto interessante e partecipato il dibattito che ha avuto come teatro la piazza di Servigliano e che ha visto l\u2019intervento del prof. Galimberti, filosofo\u00a0 e studioso della civilt\u00e0 dell\u2019uomo anche sotto il profilo delle psicopatologie che nelle varie epoche l\u2019hanno contrassegnata, a fianco dallo psicoterapeuta Maurizio Stupiggia. Tema: \u201cI paesaggi dell\u2019anima: abitare il corpo, itinerari possibili\u201d.<br \/>\nLe due eminenze grigie hanno affrontato tematiche di scottante attualit\u00e0, relative all\u2019inserimento dei giovani in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa e ostica.<br \/>\nIl nodo principale \u00e8 stato l'(ab)uso dei supporti telematici (smartphone, tablet, computer\u2026) e gli effetti sugli utenti, in particolare sulla platea adolescenziale. Ne sono state illustrate le derive perniciose dovute al fatto che la comunicazione (se di comunicazione si pu\u00f2 parlare\u2026) online attraverso questi veri e propri \u201cordigni\u201d\u00a0 annulla quelle che sono le pause necessarie a scandire i vari momenti di riflessione (e ragionamento) riguardo a un argomento quale che sia, che si leghi ad una speculazione o ad una attivit\u00e0 pratica, e che si svolge nell\u2019arco di un\u2019intera giornata. Antesignane del cellulare le trasmissioni trash quali quelle condotte dalla De Filippi, che hanno inculcato nel popolo dei teleutenti il (falso) convincimento che buttare fuori le proprie emozioni e darle in pasto a un pubblico affamato di panem et circenses significhi catarticamente liberarsene, quando invece il pianto e il riso telecomandati non fanno altro che appiattire\u00a0&#8211; specie &#8211; i giovani su una concezione distorta dei sentimenti: per cui questi si possono pilotare a comando (o a casaccio), mimando le altrui (astruse?\u2026) vicende. In parole povere, i giovani non sanno pi\u00f9 nominare i sentimenti, che diventano indifferenziati liofilizzati al pari di qualsiasi altra sensazione ed emozione: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuna declinazione, una copula per \u201csuggellate\u201d l\u2019approccio \u00e8 \u201cuguale\u201d quanto alla valenza emozionale alla freccia di Cupido.<br \/>\nOra,\u00a0non essendoci pi\u00f9 questa capacit\u00e0 di discernimento, la via obbligata \u00e8 quella della omologazione, pericolosissima, che direziona queste povere vittime reclutate dal \u201cregime\u201d verso un pensiero unico, che fa di loro automi da catechizzare a proprio piacimento. I relatori sono poi passati a tracciare la linea di demarcazione tra cultura greca e cristianesimo\/cattolicesimo, quest\u2019ultimo largamente tributario della ferace civilt\u00e0 dell\u2019Egeo.<br \/>\nIl prof. Galimberti, tenace fautore della prima, ha tracciato il discrimine tra il significato di persona nel mondo greco e nel mondo cristiano.<br \/>\nPersona era la maschera che indossava l\u2019attore dell\u2019antico teatro greco, dalla quale usciva il suono (per sonum), che serviva a dare all\u2019attore le sembianze del personaggio che interpretava, ma anche a permettere alla sua voce di andare sufficientemente lontano per essere udita dagli spettatori: quindi qualcosa che nel celare la vera identit\u00e0 al tempo stesso la accampava.<br \/>\nIl professor Galimberti vi ha ravvisato un significato ulteriore in rapporto alla \u201cdicotomia\u201d tra le due civilt\u00e0: il cristianesimo pone l\u2019individuo al centro; egli \u00e8\u00a0 guidato da un comandamento, \u201cama il prossimo tuo come te stesso\u201d, da cui l&#8217;\u201dobbligo\u201d di\u00a0 relazionarsi con l\u2019altro-da-s\u00e9 per un fine squisitamente escatologico; viceversa, nel mondo greco\u00a0persona &#8211; da prosopos &#8211; \u00e8\u00a0 il soggetto messo di fronte all\u2019altro-da-s\u00e9, che trova la propria identit\u00e0 nella relazione comunitaria.<br \/>\nIl filosofo ha quindi tracciato la differenza fra universo maschile e universo femminile, per cui la donna \u00e8 nata per la relazionalit\u00e0, in quanto datrice di vita, mentre l\u2019uomo &#8211; a meno che non si metta in contatto con il femminile che \u00e8 in lui, che spesso egli esorcizza in nome di un pregiudizio atavico &#8211; va a caccia di relazioni, si preoccupa di mandare avanti un m\u00e9nage, laddove la donna se ne occupa. Tanto di cappello alla disamina del professor Galimberti (autoprofessatosi nichilista), variamente e perspicacemente declinata dall\u2019altro relatore. Tuttavia essa manca del tutto di trascendenza. Al di l\u00e0 di ogni atteggiamento consolatorio offerto a buon mercato dall\u2019apparato ecclesiastico (la Chiesa \u00e8 pi\u00f9 \u201cinteressata al potere che alla salvezza delle anime\u201d &#8211; sono parole di Galimberti), secondo la vulgata paolina noi siamo le membra del Cristo,\u00a0quindi non esiste una situazione monacale di isolamento di ciascun individuo, perch\u00e9 ciascuno di noi ovverosia la storia di ognuno di noi \u00e8 ricapitolata nell\u2019Unigenito,\u00a0 ontologicamente si d\u00e0\u00a0 ed escatologicamente si definisce attraverso l\u2019alterit\u00e1: \u00e8 questa la Vittoria della Croce sulla stoltezza degli uomini.\u00a0In fin dei conti, una disamina oggettiva e appassionata all\u2019un tempo non pu\u00f2 non sottolineare che la esistenza dell\u2019uomo si dibatte tra i due poli dell\u2019eroico e del tragico: di qui la resilienza dell\u2019eroe greco. Ma da qui a mettere in pratica la regola ce ne corre. Perch\u00e9 in fondo in fondo non si tratta (mi riferisco ovviamente al dibattito in questione e a tanti altri convegni \u201cperipatetici\u201d, tanto di moda di questi tempi\u2026) che di pillole a buon mercato per l\u2019anima: finiti gli applausi, che resta?\u2026 \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c\u2026senza protezione religiosa, gli uomini devono vedersela da soli con l\u2019abisso della propria follia, che il sacro sapeva rappresentare e la ritualit\u00e0 religiosa placare\u201d (U.Galimberti) Molto interessante e partecipato il dibattito che ha avuto come teatro la piazza di Servigliano e che ha visto l\u2019intervento del prof. 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