{"id":5928,"date":"2017-10-25T15:30:24","date_gmt":"2017-10-25T13:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5928"},"modified":"2024-11-06T17:25:43","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:43","slug":"ma-che-sorpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/ma-che-sorpresa\/","title":{"rendered":"Ma che sorpresa!"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno di S. Francesco, il 4 ottobre, don Rocco Pennacchio viene a salutare i sacerdoti anziani e malati che vivono in seminario. Arriva alle ore 13,30, \u201cperch\u00e9 \u2013 dice \u2013 non vuole disturbare il riposo che sono soliti fare dopo pranzo\u201d. Alcuni li incrocia davanti all\u2019ascensore, mentre salgono al terzo piano.<br \/>\nDon Rocco sale le scale per salire al terzo piano dove incontra tutti i residenti in veranda. Prima di sedersi per\u00f2 si avvicina ad ogni sacerdote, lo abbraccia, lo saluta, vuole conoscerne il nome. Poi si siede.<br \/>\nIn confidenza, come un fratello, inizia a parlare della sua vita, della sua nomina, della sua Matera.<br \/>\nNasce a Matera, citt\u00e0 capoluogo di provincia e sede arcivescovile, il 16 giugno 1963.<br \/>\nDopo aver conseguito il diploma di perito commerciale, inizia l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa e per un decennio presta servizio in una filiale di un istituto bancario. Presidente diocesano dell&#8217;Azione Cattolica Italiana (Aci), in seguito svolge un ruolo di rilievo presso la Regione ecclesiastica Basilicata; collaborando anche con i vertici nazionali dell&#8217;Aci.<br \/>\nA trent&#8217;anni, nel 1993, entra nel Seminario Interdiocesano Maggiore di Potenza dove consegue il baccellierato in teologia.<br \/>\nIl 4 luglio 1998 \u00e8 ordinato presbitero dall&#8217;arcivescovo Antonio Ciliberti per l&#8217;Arcidiocesi di Matera-Irsina.<br \/>\nNel 2006 consegue la licenza in antropologia teologica presso l&#8217;Istituto Teologico Pugliese di Molfetta.<br \/>\nHa ricoperto l&#8217;incarico di economo diocesano dell&#8217;Arcidiocesi di Matera-Irsinia dal 2004 al 2013. Da settembre 2011 a dicembre 2016 \u00e8 stato economo generale della Conferenza Episcopale Italiana. Da ottobre 2016 fino alla nomina di Arcivescovo di Fermo ha ricoperto l&#8217;incarico di parroco presso la parrocchia di San Pio X a Matera.<br \/>\nIl 14 settembre 2017 papa Francesco lo nomina Arcivescovo metropolita di Fermo. \u201cQuando il Nunzio mi ha dato la notizia \u2013 confida don Rocco sorseggiando un bicchiere d\u2019acqua \u2013 il mio volto non era raggiante. Il Nunzio se ne \u00e8 accorto e mi ha chiesto: Non \u00e8 contento del suo episcopato? Certo &#8211; Ho risposto &#8211; ma sono anche preoccupato per la mia situazione familiare\u201d. Da 5 mesi infatti la mamma ha scoperto un problema serio. Ha bisogno di terapie settimanali. Ed \u00e8 don Rocco che se ne occupa, che la accompagna in Ospedale. Ma, come sempre, &#8211; ha detto don Rocco &#8211; \u00e8 Dio che chiama e ha progetti misteriosi su ciascuno.<br \/>\nQualche sacerdote gli ha chiesto anche della sua Matera.<br \/>\nMatera \u00e8 \u201cla citt\u00e0 dei sassi\u201d.<br \/>\nNel corso dei secoli il popolo materano si \u00e8 distinto per precise virt\u00f9: umilt\u00e0, laboriosit\u00e0, tenacia, resilienza, forza d\u2019animo. Sono le virt\u00f9 che avr\u00e0 anche il futuro vescovo di Fermo.<br \/>\nLa storia di Matera insegna infatti quanto il carattere del popolo materano sia forte e coraggioso. Negli anni della guerra, Matera si contraddistinse per essere la prima citt\u00e0 del Sud Italia a insorgere contro le truppe nazifasciste, pagando con il sangue di civili la ribellione. Per tale atto eroico, la citt\u00e0 lucana \u00e8 stata poi insignita della medaglia al valor militare. Nessuna onorificenza, invece, \u00e8 stata assegnata al suo popolo per la battaglia altrettanto gloriosa condotta fino agli anni \u201950 del secolo scorso. Quando l\u2019Italia del Novecento viveva i suoi tempi moderni e assaggiava il boom economico, la citt\u00e0 dei Sassi era secoli indietro. Ferma, tristemente immobile. Da queste parti si viveva ancora in case scavate nella roccia, l\u2019acqua corrente non esisteva e con i muli si condividevano spazi domestici e fatiche quotidiane.<br \/>\nNon \u00e8 un premio che pu\u00f2 rimborsare delle proprie cicatrici una terra. Gli abitanti di Matera hanno saputo riconoscere il merito del proprio sacrificio costruendo un futuro migliore. I luoghi della vergogna oggi sono meraviglie visitate da centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Oggi Matera \u00e8 conosciuta come una perla turistica unica al mondo. Un centro di vita artistica, economica e culturale elogiato da intellettuali e artisti. Quale migliore dimostrazione di straordinaria resilienza e intraprendenza?<br \/>\nC\u2019\u00e8 un tempo per accettare la realt\u00e0, anche se amara e dura. E matura un tempo in cui il chino basso di chi lavora sa far spazio all\u2019azione per un futuro pi\u00f9 felice. Senza deleghe, n\u00e8 sconti. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno di S. Francesco, il 4 ottobre, don Rocco Pennacchio viene a salutare i sacerdoti anziani e malati che vivono in seminario. Arriva alle ore 13,30, \u201cperch\u00e9 \u2013 dice \u2013 non vuole disturbare il riposo che sono soliti fare dopo pranzo\u201d. Alcuni li incrocia davanti all\u2019ascensore, mentre salgono al terzo piano. 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