{"id":5907,"date":"2017-10-25T13:00:03","date_gmt":"2017-10-25T11:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5907"},"modified":"2017-10-23T15:54:31","modified_gmt":"2017-10-23T13:54:31","slug":"papa-francesco-e-il-mistero-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/papa-francesco-e-il-mistero-della-morte\/","title":{"rendered":"Papa Francesco e il mistero della morte"},"content":{"rendered":"<p>Saggezza \u00e8 saper contare i propri giorni. \u00c8 pensare alla propria morte, al giorno in cui Ges\u00f9 verr\u00e0 per prenderci per mano e dirci, come alla figlia di Giairo: \u201cVieni, alzati! Vieni, risorgi!\u201d. Nell\u2019udienza di oggi, Papa Francesco ha esortato a fare i conti con la propria morte, una realt\u00e0 che la nostra civilt\u00e0 tende sempre pi\u00f9 a cancellare. Alla fine, un appello per la Somalia, colpita da un tragico attentato terroristico.<br \/>\n\u201cContare i propri giorni fa che il cuore divenga saggio\u201d, dice il Papa a braccio per sintetizzare l\u2019atteggiamento del cristiano nei confronti della morte: quando arriva, per chi ci sta vicino o per noi stessi, ci troviamo impreparati, privi di qualsiasi alfabeto adatto per abbozzare parole di senso. Eppure, si pu\u00f2 dire che l\u2019uomo sia nato con il culto dei morti: altre civilt\u00e0, prima della nostra, hanno avuto il coraggio di guardarla in faccia, e i vecchi la raccontavano alle nuove generazioni come una realt\u00e0 ineludibile. Poi la citazione del Salmo 90: \u201cInsegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio\u201d. Parole che ci riportano a un sano realismo e scacciano qualunque delirio di onnipotenza. Noi siamo quasi un nulla, ci dicono i salmi: \u201cI nostri giorni scorrono via veloci: vivessimo anche cent\u2019anni, alla fine ci sembrer\u00e0 che tutto sia stato un soffio\u201d. \u00c8 cos\u00ec che dicono gli anziani: \u201cla vita mi \u00e8 passata come un soffio\u201d.<br \/>\nLa morte mette a nudo la nostra vita: ci fa scoprire che i nostri atti di orgoglio, di ira e di odio erano pura vanit\u00e0. Di fronte alla morte, \u201cci accorgiamo con rammarico di non aver amato abbastanza e di non aver cercato ci\u00f2 che era essenziale. E, al contrario, vediamo quello che di veramente buono abbiamo seminato: gli affetti per i quali ci siamo sacrificati, e che ora ci tengono la mano\u201d.<br \/>\nGes\u00f9 ha pianto davanti alla tomba del suo amico Lazzaro: \u00e8 l\u00ec che lo abbiamo sentito come un fratello, quando le sue lacrime ci hanno autorizzato a sentirci addolorati quando una persona cara se ne va. Ma poi Ges\u00f9 prega il Padre e ordina a Lazzaro di uscire dal sepolcro, e cos\u00ec avviene: \u201cTutta la nostra esistenza si gioca qui, tra il versante della fede e il precipizio della paura\u201d.<br \/>\n\u201cIo non sono la morte, io sono la risurrezione e la vita, credi tu questo? Credi tu questo? Noi che oggi stiamo qui in piazza, crediamo questo?\u201d, chiede Francesco rivolgendosi alla folla in piazza San Pietro. L\u2019episodio evangelico \u00e8 la risurrezione della figlia di Giairo, un padre tentato di reagire con rabbia e disperazione perch\u00e9 \u00e8 morta la sua bambina. Ges\u00f9, invece, gli chiede solo di tenere viva la fiammella della fede: fa cos\u00ec anche con Marta che piange per suo fratello Lazzaro. \u201c\u2018Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno. Credi tu questo?\u2019. \u00c8 quello che Ges\u00f9 ripete ad ognuno di noi, ogni volta che la morte viene a strappare il tessuto della vita e degli affetti\u201d.<br \/>\nSiamo tutti piccoli e indifesi davanti al mistero della morte, ma quando quel giorno verr\u00e0, Ges\u00f9 ci prender\u00e0 per mano, come prese per mano la figlia di Giairo, e ripeter\u00e0 ancora una volta: \u201cTalit\u00e0 kum\u201d, \u201cFanciulla, alzati!\u201d. Lo dir\u00e0 a noi, a ciascuno di noi: \u201cRialzati, risorgi!\u2019\u201d.<br \/>\n\u201cOgnuno di noi pensi la propria morte\u201d, l\u2019invito finale del Papa: \u201cE si immagini quel momento, che avverr\u00e0, quando Ges\u00f9 verr\u00e0 da ognuno di noi e ci prender\u00e0 per mano con la sua tenerezza, con la sua mitezza, con il suo amore. L\u00ec finir\u00e0 la speranza e sar\u00e0 la realt\u00e0, la realt\u00e0 della vita\u201d.<br \/>\n\u00c8 questa la speranza cristiana davanti alla morte: per chi crede, \u00e8 una porta che si spalanca completamente, per chi dubita \u00e8 uno spiraglio di luce che filtra da un uscio che non si \u00e8 chiuso proprio del tutto. \u2022<\/p>\n<p>M. Michela Nicolais<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saggezza \u00e8 saper contare i propri giorni. \u00c8 pensare alla propria morte, al giorno in cui Ges\u00f9 verr\u00e0 per prenderci per mano e dirci, come alla figlia di Giairo: \u201cVieni, alzati! Vieni, risorgi!\u201d. 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