{"id":5861,"date":"2017-10-23T15:30:38","date_gmt":"2017-10-23T13:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5861"},"modified":"2017-10-23T15:23:29","modified_gmt":"2017-10-23T13:23:29","slug":"nasce-una-scuola-senza-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/nasce-una-scuola-senza-cultura\/","title":{"rendered":"Nasce una scuola senza cultura"},"content":{"rendered":"<p>La sensazione \u00e8 che ci\u00f2 che si chiama scuola \u2013 e soprattutto \u201cbuona scuola\u201d \u2013 altro non sia che un \u00abcomplesso di cose e di persone\u00bb preposte all\u2019alfabetizzazione forzata (scuola dell\u2019obbligo) dei nostri ragazzi e che dura, come pedissequo caotico addestramento, fin quasi a vent\u2019anni.<br \/>\nL\u2019addestramento esprime la volont\u00e0 delle istituzioni pi\u00f9 forti tendente a formare individui a propria immagine e utilit\u00e0, o meglio a immagine e utilit\u00e0 dei veri detentori del potere. E oggi che tecnologia, management, informatica, lavorismo efficientistico, movimentato, delocato, continuamente spostato (dove lavoro si riesca a trovare), iperburocrazia e disinformazione determinano la sostanza delle forme-istituzioni, si auspica una scuola come addestramento, negotium, apprendimento di abilit\u00e0 e di strategie di sottomissione allo sfruttamento. Si auspica, insomma, una regressione dell\u2019Homo Sapiens a Homo Habilis, parente dell\u2019Australopithecus.<br \/>\nLe istituzioni statali in verit\u00e0 \u2013 al di l\u00e0 della competenza e buona volont\u00e0 dei singoli che continua a essere tanta e con infinita pazienza riesce a costruire dove tutto sembra organizzato a demolire \u2013, prone agli ordini di burocrati e mercanti, e titolari di una visione laicista tutta orientata all\u2019adorazione del vuoto, non potrebbero e non dovrebbero nemmeno gestire la scuola, perch\u00e9 essa, nella forma della schol\u00e8, otium, \u00e8 elevazione genuina della mente e dello spirito, svincolata dalla supremazia dei presupposti utilitaristici (che pure deve contemplare); \u00e8 l\u2019esatto contrario dell\u2019addestramento (che pure deve perseguire).<br \/>\nEssa, infatti, pu\u00f2 realizzarsi, invece, e vivere, in essenza e scopo reale, del fervido diuturno legame tra maestro e discepolo, che siano capaci di intersecare le loro esperienze nella passione per la ricerca di Grandi Risposte a Grandi Domande.<br \/>\n(\u201c&#8230;la cara e buona imagine paterna \/ di voi quando nel mondo ad ora ad ora \/ m\u2019insegnavate come l\u2019uom s\u2019etterna\u201d (Inf., XV, 83-85): cos\u00ec Dante al maestro Brunetto Latini.)<br \/>\nSi sviluppa, in quella schol\u00e8 di cui non sono rimaste molte tracce, la cultura come sguardo allenato alla coerenza del dire, che \u00e8 la traccia del percorso prudente e coraggioso tra la finitezza del \u2018detto\u2019 e l\u2019infinit\u00e0 del \u2018dicibile\u2019 sul mondo. Un viaggio che ha da essere socraticamente innovativo, libero dalla burocrazia e dal conformismo dogmatico e retorico. Ma nessun viaggio pu\u00f2 condurre (con-ducere) educando (e-ducere) da qualche parte, se non v\u2019\u00e8 una m\u00e9ta; ed oggi la m\u00e9ta, semplicemente, non c\u2019\u00e8.<br \/>\nLe stesse coordinate del pensare e dell\u2019agire, che schiere di intellettualoidi prezzolati e disonesti si sforzano di accreditare come valori-guida, in manzanza di un previsto, o anche solo vagheggiato e sognato, porto di attracco (senso dell\u2019esistenza come sentimento e attenzione per la \u201ccosa ulteriore\u201d), non \u201ce-ducano\u201d verso niente che valga davvero la pena di essere perseguito.<br \/>\nDonne e uomini veramente colti, non necessariamente intellettuali, sono una risorsa per la polis, ma una minaccia per le strutture conservatrici, ottuse e censorie del potere reale. Ecco perch\u00e9 le istituzioni non faranno mai scuola, non promuoveranno mai la cultura come libert\u00e0 \u2018nel\u2019 pensiero, semmai come libert\u00e0 \u2018dal\u2019 pensiero, ligia e organica agli obiettivi di chi controlla la cosiddetta societ\u00e0.<br \/>\nE se si considera la crisi strutturale nella quale ci ha confinato l\u2019auri sacra fames di un pugno di sconsiderati famelici che possiede quasi tutta la ricchezza mondiale prodotta da miliardi di schiavi di fatto \u2013 anche se in giacca, cravatta e tablet \u2013, si pu\u00f2 facilmente comprendere perch\u00e9 l\u2019istruzione scolastica non potr\u00e0 essere che finalizzata all\u2019adesione mentale e pratica al progetto di mantenimento e consolidamento di tale iniqua situazione.<br \/>\nUn tal degrado del volere e dell\u2019agire \u2013 sempre insito negli istinti dell\u2019animal (ir)rationale \u2013 \u00e8 stato supportato e confortato da un parallelo \u2018de-grado\u2019 del concepire noi stessi e il nostro destino.<br \/>\nLa nebbia comincia con il secolo dei lumi. Celando il senso delle cose, cela le cose stesse. Con la pretesa di prescrivere la forma della ragione, abbiamo visto il mondo liquefarsi ed ora ci accontentiamo del nulla, ci basta l\u2019annusamento estetizzante e cinico, edonistico e rapace. La scuola non serve alla razionalit\u00e0 moderna, razionalit\u00e0 strumentale del \u2018de-finito\u2019, perch\u00e9 l\u2019anima della schol\u00e9 \u00e8 il kal\u00f2n k\u00e0i agath\u00f2n (il bello e il buono), la razionalit\u00e0 dell\u2019indefinito o dell\u2019infinito, il secretum finis scientiae (il segreto di ci\u00f2 che sta oltre il confine dello stesso conoscere, soprattutto del conoscere strettamente scientifico). \u2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sensazione \u00e8 che ci\u00f2 che si chiama scuola \u2013 e soprattutto \u201cbuona scuola\u201d \u2013 altro non sia che un \u00abcomplesso di cose e di persone\u00bb preposte all\u2019alfabetizzazione forzata (scuola dell\u2019obbligo) dei nostri ragazzi e che dura, come pedissequo caotico addestramento, fin quasi a vent\u2019anni. 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