{"id":5858,"date":"2017-10-23T15:17:12","date_gmt":"2017-10-23T13:17:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5858"},"modified":"2024-11-06T16:46:22","modified_gmt":"2024-11-06T15:46:22","slug":"nel-calderone-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/nel-calderone-della-scuola\/","title":{"rendered":"Nel calderone della scuola"},"content":{"rendered":"<p>Ancora alla ricerca della quadratura del cerchio, settembre vede la riapertura delle scuole.<br \/>\n\u00c8 una quadratura che tiene campo tutti gli anni per un po\u2019, con i dibattiti sul senso della scuola odierna, sulle sue prospettive e sulla sua missione.<br \/>\nTuttavia dopo qualche settimana non se ne sente pi\u00f9 parlare se non per motivi accidentali o sindacali. Si tratta di un movimento massivo che entra nella routine quotidiana di tante famiglie, quasi un evento ineluttabile, da accettare senza farsi tante domande o coltivare illusioni.<br \/>\nPerch\u00e9 oggi c\u2019\u00e8 tanto disincanto per la vicenda scolastica?<br \/>\nI ragazzi e le ragazze non sembrano molto appassionati (se mai lo fossero stati nel passato!) a questa esperienza che ritengono spesso lesiva della crescita della propria personalit\u00e0 e che intendono vivere a modo loro, senza ritenere la proposta scolastica troppo degna di attenzione.<br \/>\nLe famiglie si ritrovano spesso catapultate in questa dimensione in cui si chiede loro partecipazione e corresponsabilit\u00e0 ma in cui, ben presto, si accorgono della difficolt\u00e0 a sentirsene parte.<br \/>\nGli insegnanti si assumono quella parte da \u201ccavalieri solitari\u201d alla disperata ricerca di un ruolo significativo (o per lo meno dignitoso) nei confronti delle loro classi di studenti, sentendosi costretti in una struttura normativa, spesso instabile e contraddittoria, che fatica a riconoscerne un ruolo generativo di cultura e civilt\u00e0.<br \/>\nChe non sia per tutti nociva quella definizione particolare di \u201cscuola dell\u2019obbligo\u201d?<br \/>\nNel 1962 il Ministro per l\u2019istruzione Gui, nello spiegare la riforma della scuola media unica (fino ad allora divisa in Scuola Media e Avviamento) spieg\u00f2 che sarebbe stata utile al futuro del paese una scuola che desse a tutti giovani una base comune, una esperienza da condividere insieme che dotasse ciascuno della possibilit\u00e0 e della capacit\u00e0 di poter scegliere con libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 quale potesse essere la propria strada futura dopo i 14 anni.<br \/>\nForse pochi ricordano che la scuola italiana fu la prima in Europa ad adottare questo principio che poneva fine ad una scuola selettiva tipica della tradizione aristocratica europea in cui vigeva il principio che \u201cpochi molto intelligenti\u201d avrebbero dovuto dirigere i \u201cmolti meno intelligenti\u201d. Vale la pena sottolineare che in alcuni paesi europei, ritenuti oggi all\u2019avanguardia, vige ancora oggi questa indicazione dal punto di vista pragmatico, se non pi\u00f9 da quello giuridico-formale.<br \/>\nA quel tempo, gi\u00e0 da anni, negli USA e nell\u2019URSS (pur con sviluppi e obiettivi diversi) era stata impostata una scuola di base che accomunasse tutti i giovani per farli sentire parte di un unico popolo e nazione, e che da l\u00ec partisse per dare spazio alle attitudini e alle scelte personali.<br \/>\nQuell\u2019obbligo, in quel tempo, era inteso come obbligo che ci si assumeva per dare una possibilit\u00e0 alle nuove generazioni di diventare protagoniste del futuro dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nOggi, al contrario, sembra che prevalga l\u2019obbligo alla prestazione, al raggiungimento degli obiettivi (quali?), alla gestione istituzionale di \u201ceccellenza\u201d.<br \/>\nL\u2019istituto pi\u00f9 accattivante ha meno possibilit\u00e0 di soffrire la concorrenza delle iscrizioni; si preferisce gestire la difficolt\u00e0 dell\u2019overbooking che la mancanza di numeri, causa di chiusura delle classi. Argomenti di realpolitik e seduzione sembrano dominare la scena in quell\u2019ambito scolastico dove abbiamo assistito per tanti anni e con tanta fatica alla mutazione che dall\u2019indottrinamento aveva portato all\u2019istruzione per poi passare all\u2019educazione.<br \/>\n\u00c8 evidente da pi\u00f9 segnali come l\u2019educazione sia in crisi, forse perch\u00e9 \u00e8 in crisi la modalit\u00e0 delle relazioni intergenerazionali che, poi, nasconde quella crisi pi\u00f9 profonda delle autentiche relazioni tra persone autentiche.<br \/>\nMa \u201ccrisi\u201d, non lo dimentichiamo, \u00e8 \u201cstare sul crinale\u201d. Ci chiama a discernere, giudicare, valutare e scegliere.<br \/>\nScegliere tra il farci abbindolare da seducenti sirene di conduzioni manageriali che vanno di moda nelle stanze di tante istituzioni (sia pubbliche che private) oppure scegliere di seguire la strada, forse pi\u00f9 impopolare e discreta, che passa attraverso il rispetto della dignit\u00e0 della persona umana da considerare al di sopra di ogni valore.<br \/>\nPer dare spazio a relazioni autenticamente umane occorre innanzitutto tempo; tempo per far maturare il frutto della conoscenza reciproca, tempo per far accrescere la stima vicendevole, tempo per consentire l\u2019affidamento della fiducia.<br \/>\nEh gi\u00e0! \u2026 la fiducia non puoi misurarla nella profondit\u00e0 della vita di una persona. La fiducia puoi darla e basta (non come fanno le banche che definiscono fiducia un indice numerico di affidabilit\u00e0 che misura la solvibilit\u00e0 economico-finanziaria dell\u2019individuo). La fiducia non puoi ritirarla una volta data perch\u00e9 non ti torna indietro nulla se non la delusione che castra ogni possibilit\u00e0 futura di ridare fiducia e acciglia lo sguardo su tanti esponendo al rischio delle minoranze elette.<br \/>\nLa fiducia mai ritratta \u00e8 la cifra del rispetto della dignit\u00e0 della persona umana; la fiducia non si ferma alla delusione scaturita dalle vicende ma dribbla le illusioni preconcette sull\u2019altro per puntare al cuore e alla mente sapendo che un talento prezioso si nasconde nella profondit\u00e0 di ogni essere umano.<br \/>\nTale rispetto richiede riconoscimento e riconoscenza nei confronti di un\u2019unica umanit\u00e0 che cresce e si fortifica solo quando facciamo esperienza di accompagnamento, quando qualcuno ci si pone a fianco e condivide con noi la strada e il pane.<br \/>\nBuona scuola a tutti noi: studenti, insegnanti, educatori, genitori e dirigenti. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora alla ricerca della quadratura del cerchio, settembre vede la riapertura delle scuole. \u00c8 una quadratura che tiene campo tutti gli anni per un po\u2019, con i dibattiti sul senso della scuola odierna, sulle sue prospettive e sulla sua missione. 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