{"id":5823,"date":"2017-10-11T16:00:54","date_gmt":"2017-10-11T14:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5823"},"modified":"2017-10-09T13:42:08","modified_gmt":"2017-10-09T11:42:08","slug":"il-grembo-della-chiesa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/il-grembo-della-chiesa-2\/","title":{"rendered":"Il grembo della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019arcivescovo, scherzando, a volte ci ha ripetuto che un uomo, superati i quarant\u2019anni, o ha un figlio o scrive un libro. Egli ha esercitato la sua fecondit\u00e0 di pastore anche lasciandoci questo testo dove si condensa la sua esperienza di presbitero, parroco, rettore del Seminario, Vescovo e padre nella fede. Richiamo alcuni aspetti salienti di questo testo.<br \/>\nIl primo \u00e8 il rilancio della Chiesa come comunit\u00e0 eucaristica, il riferimento alla Chiesa come si \u00e8 riscoperta e ripensata nel Concilio Vaticano II riattingendo alle origini. Si giunge alla comunit\u00e0 cristiana grazie ad un percorso di condivisione e di annuncio del Vangelo (Plantatio Caritatis Christi e Plantatio Caritatis, Plantatio Evangelii, Fractio Panis e Plantatio Ecclesiae, Plantatio Caritatis e Plantatio Caritatis Ecclesiae), la comunit\u00e0 cristiana diventa a sua volta un popolo in cammino che offre la Carit\u00e0 del Vangelo.<br \/>\nLa Chiesa che nasce dall\u2019Eucaristia \u00e8 tutta ministeriale: in ascolto della Parola e dei bisogni di un territorio sa promuovere e valorizzare i carismi che lo Spirito suscita per il servizio al Vangelo e all\u2019uomo di ogni tempo. Questa comunit\u00e0 ha un grembo sempre fecondo di tutte le vocazioni necessarie perch\u00e9 esiste per servire e spinge a servire.<br \/>\nIl secondo aspetto riguarda poi la formazione data in Seminario ai candidati al presbiterato. Il tempo che viviamo chiede una urgente revisione dei percorsi formativi. Bisogna prendere atto che oggi la formazione non pu\u00f2 ridursi ad una acquisizione di contenuti teologici o competenze specifiche per l\u2019esercizio del ministero. Tenendo fermi i quattro cardini gi\u00e0 indicati da S. Giovanni Paolo II (umana, spirituale, teologica, pastorale), non bisogna nei seminaristi, vocazioni anche adulte provenienti da esperienze pi\u00f9 disparate, dare per scontata la fede. Bisogna offrire un percorso di iniziazione alla sequela di Ges\u00f9 e di discernimento in vista del ministero, con tappe e verifiche, avendo come punti fermi il primato della Parola e la centralit\u00e0 dell\u2019Eucaristia.<br \/>\nIn terzo luogo, per chi \u00e8 gi\u00e0 presbitero, Mons. Conti pone una domanda: Quis custodiet custodem?, chi si prende cura di chi, presbitero, \u00e8 chiamato a prendersi cura degli altri fratelli e sorelle nella fede? \u00c8 il popolo di Dio nella sua globalit\u00e0, nel popolo di Dio \u00e8 la famiglia del presbiterio. Oltre i vari ambiti di premura pastorale, oggi diventa necessaria pi\u00f9 che mai una pastorale presbiteriale, un aver cura della persona di ogni presbitero e una sollecitudine nel fare presbiterio. La comunione tra presbiteri e tra presbiteri e coniugi \u00e8 l\u2019urgenza da cui ripartire per annunciare il Vangelo in questo tempo con una esistenza bella e gioiosa. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arcivescovo, scherzando, a volte ci ha ripetuto che un uomo, superati i quarant\u2019anni, o ha un figlio o scrive un libro. Egli ha esercitato la sua fecondit\u00e0 di pastore anche lasciandoci questo testo dove si condensa la sua esperienza di presbitero, parroco, rettore del Seminario, Vescovo e padre nella fede. 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