{"id":5817,"date":"2017-10-10T13:00:50","date_gmt":"2017-10-10T11:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5817"},"modified":"2017-10-09T13:36:20","modified_gmt":"2017-10-09T11:36:20","slug":"incontri-con-il-mio-arcivescovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/incontri-con-il-mio-arcivescovo\/","title":{"rendered":"Incontri con il mio Arcivescovo"},"content":{"rendered":"<p>Era il mese di luglio del 2009. A Civitanova Alta impazzava la prima e unica edizione di \u201cTutto in gioco\u201d, biennale di cultura, politica e societ\u00e0. Mi trovavo in piazza della libert\u00e0 assieme ad un collega. Era un caldo insopportabile, nonostante fosse il pomeriggio inoltrato. Sandali ai piedi, calzoncini corti, camicetta, questo era il mio abbigliamento. Mi viene incontro l\u2019arcivescovo Luigi Conti, accompagnato da un sacerdote. Non nascondo che ero un po\u2019 imbarazzato perch\u00e9 vestivo veramente in modo del tutto dimesso. Abbozzo un saluto, dicendo che avevo piacere di conoscere da vicino il mio arcivescovo. Mi presento, dicendo il mio nome. Con mia sorpresa vengo a sapere che mi conosceva. Non riuscivo davvero a capire. Non avevo mai avuto occasione di incontrarlo da vicino. L\u2019avevo visto per la prima volta a Fermo, in cattedrale, il 4 giugno del 2006, in occasione del suo ingresso in diocesi, in una chiesa gremita di fedeli. Potenza dei mezzi di comunicazione. Gi\u00e0 da allora collaboravo al La Voce delle Marche. Scoprii subito l\u2019arcano. Aveva letto qualche mio articolo. Per questo ero una persona conosciuta.<br \/>\nDell\u2019arcivescovo avevo seguito, nel febbraio 2008, presso la chiesa di Cristo Re, a Civitanova Marche, dalle ore 21,00, la sua lectio divina tenuta per tutte le parrocchie della vicaria di Civitanova Marche e Potenza Picena. Il primo incontro aveva avuto inizio venerd\u00ec 8 febbraio 2008. I passi 4,1-11 del Vangelo di Matteo erano serviti per illustrare che le tentazioni di Ges\u00f9 sono anche le nostre. \u201cViviamo in un tempo nel quale siamo abituati a vivere come se Dio non esistesse. La secolarizzazione investe anche la Chiesa. I Media, anche se strumenti buoni in se stessi, ci hanno tolto il silenzio e la preghiera. L\u2019ultima parola, nelle case la dice il programma televisivo, l\u2019intrattenitore di turno. Si assolve il precetto festivo alla Domenica, ma al Luned\u00ec si torna ad essere quelli di sempre: il lavoro e gli affanni del quotidiano hanno il sopravvento\u201d.<br \/>\nNel secondo incontro di Venerd\u00ec 15 Febbraio, le riflessioni erano scaturite dalla lettura del libro della Genesi 12,1-4, circa la risposta di Abramo alla chiamata di Dio ed dal Vangelo di Matteo 17,1-9 sulla Trasfigurazione di Ges\u00f9 sul monte, presenti Pietro, Giacomo e suo fratello Giovanni. \u201cAbramo \u00e8 l\u2019icona della fede, con lui ha inizio il cammino della storia della salvezza. L\u2019ascolto della parola di Dio provoca un\u2019uscita dai propri progetti per entrare in quelli di Dio. Cos\u00ec \u00e8 stato per Abramo, ma anche per Maria, la madre di Ges\u00f9. Oggi si fa un abuso dell\u2019ascolto della parola. Tutti invitano ad ascoltarla: il prete, il catechista, il vescovo, il fedele, ma nessuno lo fa seriamente. Il diavolo che sa tutto questo, ci scippa questo dono\u201d.<br \/>\nNel terzo incontro di Venerd\u00ec 22 Febbraio, l\u2019attenzione era stata rivolta al vangelo di Giovanni 4,5- 42, relativo all\u2019episodio dell\u2019incontro di Ges\u00f9 con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe nella citt\u00e0 chiamata Sic\u00e0r. \u201cLa samaritana \u00e8 l\u2019icona della donna di ogni tempo. \u00c8 una persona ingannata nella sua sete d\u2019amore. Ges\u00f9 le parla di un dono che non si contratta, per ricevere il quale basta avere solo un cuore puro: \u201cL\u2019amore di Dio \u00e8 stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci \u00e8 stato dato\u201d (Romani 5,1 -2, 5-8). Ges\u00f9 si presenta come un mendicante, si mette al livello della donna, supera ogni pregiudizio perch\u00e9 le annuncia la salvezza e non la condanna. Dio cerca da sempre l\u2019uomo: Caino, Abele, Abramo. Superati gli idoli falsi e bugiardi del deserto, fatto l\u2019incontro con Ges\u00f9 sul Tabor, dopo averlo ascoltato, il terzo momento \u00e8 quello dell\u2019adorazione. Adorare (ad + os, oris = bocca) \u00e8 stare faccia a faccia con chi amiamo, stare l\u2019uno alla presenza dell\u2019altro. Adorare non \u00e8 l\u2019obbedienza alla legge, pagare il pedaggio della salvezza. Mos\u00e8 muore baciato da Dio. Il luogo dell\u2019adorazione non \u00e8 pi\u00f9 il monte Gariz\u00ecm n\u00e9 Gerusalemme ma il cuore di ognuno: \u201cNon vi turbate, ma adorate Cristo nei vostri cuori, pronti a dare testimonianza della vostra fede\u201d (Lettera di S. Pietro, cap. 3).<br \/>\nNel quarto e ultimo incontro di venerd\u00ec 29 Febbraio, la lettura del Vangelo di Gv. 9,1 \u2013 41 sul cieco nato aveva suggerito al vescovo di porre una domanda fondamentale per il cristiano: \u201cNoi siamo ciechi o ci vediamo? Ritornare al Battesimo, alla piscina di Siloe come il cieco nato, in un mondo sempre pi\u00f9 triste, \u00e8 il compito di ogni cristiano. Il gesto che Ges\u00f9 compie, restituendogli il dono della vista, \u00e8 una ri-creazione \u00e8 un ritorno alle origini. Il cieco riconosce in Ges\u00f9 un profeta. Subisce l\u2019interrogatorio dei Farisei ma non teme nulla. I suoi genitori invece fanno una figura penosa. Per timore di spiacevoli conseguenze rimandano il proprio figlio dal Sinedrio. Sono un po\u2019 l\u2019immagine di quanti hanno smesso di plasmare i propri figli. Educare non \u00e8 un\u2019imposizione ma come dice la parola stessa, vuol dire tirar fuori la verit\u00e0 che \u00e8 in ognuno di noi. Basta praticare la preghiera del cuore per ascoltarla e testimoniarla\u201d.<br \/>\nAltri momenti, per incontrare l\u2019arcivescovo mons. Luigi Conti, sempre qui a Civitanova Marche, li ho avuti ripetutamente in occasione della festa di San Marone con la processione in mare, dopo la messa nella chiesa di Cristo Re. Ricordo che un anno bacchett\u00f2 non poco un po\u2019 tutti, quando, citando Tertulliano, disse che diventiamo cristiani con il Battesimo ma viviamo tutta una vita senza mai esserlo veramente. Ripetuti poi, sono stati gli incontri presso il cine teatro \u201cConti\u201d di San Marone, in occasione di eventi, l\u2019ultimo dei quali, l\u2019apertura della \u201cCasa della carit\u00e0 Don Lino Ramini\u201d, sabato 28 maggio 2016, alle ore 11,00, presenti don Vinicio Albanesi, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, le maestranze della ditta Sardellini, l\u2019architetta Barbara Moschettoni e le autorit\u00e0 civili e militari. In quell\u2019occasione, dopo aver ricordato e lodato tutti i sacerdoti che, in diocesi e a Civitanova Marche in particolar modo, si sono segnalati sul servizio della carit\u00e0, precisava anche che la nuova \u201cCasa della Carit\u00e0 don Lino Ramini\u201d non \u00e8 un surrogato dei servizi sociali n\u00e9 una delega da parte della societ\u00e0 civile. \u00c8 un\u2019esperienza forte di Chiesa che esiste da duemila e pi\u00f9 anni, fondata non solo sul fare memoria dell\u2019Eucaristia ma anche sulla diaconia, sul servizio verso i fratelli pi\u00f9 deboli. Cordiale fu l\u2019incontro che ebbi in arcivescovado con tutta la redazione del La Voce delle Marche. Il nostro arcivescovo voleva conoscere da vicino chi metteva il proprio tempo libero per tentare di fare informazione, pur in mezzo a difficolt\u00e0 di ogni genere, riconducibili forse all\u2019afasia della parola nella societ\u00e0 contemporanea. L\u2019incontro termin\u00f2 con la Santa Messa celebrata dall\u2019arcivescovo nella cappellina della sede arcivescovile. Cerimonia sobria, intima e toccante, anche perch\u00e9 non avevo mai messo piede in arcivescovado, tranne che una volta, quando era andato a ritirare alcuni documenti per il mio matrimonio. Correva l\u2019anno di grazia 1978. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il mese di luglio del 2009. A Civitanova Alta impazzava la prima e unica edizione di \u201cTutto in gioco\u201d, biennale di cultura, politica e societ\u00e0. Mi trovavo in piazza della libert\u00e0 assieme ad un collega. Era un caldo insopportabile, nonostante fosse il pomeriggio inoltrato. 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