{"id":5799,"date":"2017-10-09T15:30:07","date_gmt":"2017-10-09T13:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5799"},"modified":"2017-10-09T12:20:13","modified_gmt":"2017-10-09T10:20:13","slug":"la-nuova-parrocchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/la-nuova-parrocchia\/","title":{"rendered":"La nuova parrocchia"},"content":{"rendered":"<h2><strong>NOTA PASTORALE NUMERO 6<\/strong><\/h2>\n<p>Una profonda riflessione e ripensamento intorno alla capacit\u00e0 evangelizzatrice e missionaria della parrocchia nei tempi moderni, quello richiesto da monsignor Luigi Conti con la Nota pastorale n. 6 del 2011 esposta durante il convegno diocesano del 2 ottobre del 2011. Il documento accende una spia rossa permanete sulla necessit\u00e0 di una inversione di rotta affinch\u00e9 il ruolo di questa \u2018istituzione\u2019 continui ad essere quello di rifugio indispensabile per la comunit\u00e0 e venga riformata per evitarne il collasso attraverso una serie di interventi correttivi, ed una pastorale adeguata alla realt\u00e0 contemporanea e meno radicata negli spazi e nei tempi passati. Una fotografia ingiallita quella scattata con il documento nel 2011 e che pian piano riacquista colore nella successione dei vari interventi suggeriti da mons. Conti sulla necessit\u00e0 di parrocchie interconnesse e meno autoreferenziali ripiegate su s\u00e9 stesse, o sulla necessit\u00e0 di una revisione del ruolo dei laici, sull\u2019importanza della famiglia come primaria agenzia educativa, alla necessit\u00e0 di educare ad una fede pi\u00f9 motivata, capace di dialogare anche con chi si avvicina alla Chiesa solo occasionalmente, con i credenti di altre religioni e con i non credenti. Sono solo alcune delle tonalit\u00e0 con cui si dipinge questo quadro.<br \/>\n\u201cLa parrocchia sta franando forse, ed \u00e8 l\u2019insidia pi\u00f9 grave, perch\u00e9 si scopre che sotto la sua costruzione c\u2019\u00e8 un certo vuoto evangelico. &#8211; Afferma l\u2019arcivescovo nelle prime pagine della nota pastorale. &#8211; Sembra che la parrocchia abbia perso il suo necessario radicamento nella comunione ecclesiale, e si chiuda nell\u2019insularit\u00e0, nel particolarismo, nell\u2019autoreferenzialit\u00e0 appunto. Ma cos\u00ec non \u00e8 possibile che ci sia neppure la missione. La preghiera di Ges\u00f9 nel capitolo 17 di Giovanni ci ricorda che il mondo creder\u00e0 solo se i discepoli saranno uniti. Ma di quale unit\u00e0 si tratta? \u00c8 sufficiente l\u2019unit\u00e0 interna della parrocchia? (quando c\u2019\u00e8) o non bisogna invece pensare all\u2019unit\u00e0 grande dell\u2019intera Chiesa? All\u2019unit\u00e0 che unisce le singole chiese?\u201d.<br \/>\nLa Nota pastorale prosegue ponendo l\u2019accento sul monito dei Vescovi che domandano un profondo ripensamento della parrocchia, evidenziando \u201cil pericolo di autoreferenzialit\u00e0, di particolarismo, di ripiegamento su se stessa\u201d.<br \/>\nMons. Conti prosegue la dettagliata riflessione scrivendo: \u201cUn grazie immenso alla figura del parroco, che fino a ieri \u00e8 apparso efficacemente unico responsabile della comunit\u00e0 cristiana, &#8211; ma \u00e8 ora di ripensare il ruolo dei laici. Ripensarlo in un disegno complessivo\u201d. I vescovi dicono: \u201csi tratterebbe di concepire la parrocchia come un tessuto di relazioni stabili\u201d. \u00c8 necessario introdurre \u201cuna logica integrativa\u201d cio\u00e8 \u2018Un modo di pensare e di procedere capace di integrare le diversit\u00e0\u2019\u201d. La Nota pastorale continua la disamina sulle misure da intraprendere affinch\u00e9 la parrocchia non rischi il collasso.<br \/>\n\u201cI compiti della parrocchia: legittimi nel passato, inadeguati oggi. La parrocchia continua oggi a esprimere istituzionalmente compiti legittimi nel recente passato, ma inadeguati oggi: non \u00e8 pi\u00f9 punto di riferimento religioso unico e abituale per la gente del territorio\u201d.<br \/>\n\u201cContinua a offrire quasi soltanto servizi religiosi \u2018sacramentali\u2019 per tutti quelli che li chiedono garbatamente e dimostrano di essere \u2018brave persone\u2019; \u00e8 luogo di riferimento per una vita cristiana che nel passato nasceva e si sviluppava altrove (in famiglia e nel contesto sociale), mentre oggi si \u00e8 persa ogni trasmissione delle fede cristiana nella sua identit\u00e0 capillare e dunque la parrocchia non \u00e8 pi\u00f9 riferimento di nulla\u201d.<br \/>\nIl primo importante passaggio richiesto perch\u00e9 si vada verso una \u201cnuova parrocchia\u201d, \u00e8 quello di adottare una \u201cscelta evangelizzatrice\u201d e che sia in grado di \u201ceducare alla buona vita del Vangelo\u201d. \u201cQuesto \u00e8 il primo cambiamento istituzionale della parrocchia, &#8211; si legge nel documento &#8211; richiesto dal tempo in cui viviamo: da struttura che offre rifugio e sacramenti a struttura che evangelizza\u201d. La parrocchia come crocevia delle istanze educative. \u201cSolo una comunit\u00e0 accogliente e dialogante pu\u00f2 trovare le vie per instaurare rapporti di amicizia e offrire risposte alla sete di Dio che \u00e8 presente nel cuore di ogni uomo. &#8211; Prosegue Mons. Conti. &#8211; Oggi si impone la ricerca di nuovi linguaggi, non autoreferenziali e arricchiti dalle acquisizioni di quanti operano nell\u2019ambito della comunicazione, della cultura e dell\u2019arte\u201d.<br \/>\nTante le urgenze esaminate per fornire alla comunit\u00e0 diocesana eventuali criteri d\u2019intervento correttivo. Tra queste la necessit\u00e0 di riaprire il cantiere dell\u2019educazione Cristiana attraverso la catechesi come primo atto educativo della Chiesa nell\u2019ambito della sua missione evangelizzatrice, \u201cla liturgia come \u2018luogo educativo e rivelativo\u2019 in cui la fede prende forma e viene trasmessa, la carit\u00e0 come agenzia che educa il cuore dei fedeli e svela agli occhi di tutti il volto di una comunit\u00e0 che testimonia la comunione, si apre al servizio, si mette alla scuola dei poveri e degli ultimi, impara a riconoscere la presenza di Dio nell\u2019affamato e nell\u2019assetato, nello straniero e nel carcerato, nell\u2019ammalato e in ogni bisognoso\u201d.<br \/>\nLe osservazioni che seguono a questo richiamo, aprono la strada ad un cambiamento radicale della pastorale: non pi\u00f9 una pastorale per et\u00e0, separando ci\u00f2 che Dio ha unito, ma una pastorale intergenerazionale \u201cin cui i figli si trovino insieme ai genitori per imparare entrambi come si diventa cristiani\u201d.\u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTA PASTORALE NUMERO 6 Una profonda riflessione e ripensamento intorno alla capacit\u00e0 evangelizzatrice e missionaria della parrocchia nei tempi moderni, quello richiesto da monsignor Luigi Conti con la Nota pastorale n. 6 del 2011 esposta durante il convegno diocesano del 2 ottobre del 2011. 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