{"id":579,"date":"2013-04-24T09:23:05","date_gmt":"2013-04-24T09:23:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=579"},"modified":"2016-01-22T09:47:54","modified_gmt":"2016-01-22T09:47:54","slug":"credo-la-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/04\/credo-la-chiesa\/","title":{"rendered":"Credo la Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-580\" alt=\"copertina-7\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina-7-300x236.jpg\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina-7-300x236.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/copertina-7.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gli storici valutano la recezione di un concilio a partire dall\u2019incidenza che i suoi documenti hanno prodotto sul tessuto ecclesiale delle singole diocesi. Chiedersi tuttavia a che punto sia la recezione di una costituzione fondamentale come la Lumen Gentium non \u00e8 operazione semplice. Il documento sulla Chiesa si pu\u00f2 riassumere intorno a tre grandi nuclei tematici.<\/p>\n<p><!--more-->Il primo \u00e8 la visione sacramentale e non \u201cmilitante\u201d della Chiesa, ossia il suo essere primariamente strumento di salvezza. Il secondo \u00e8 il ripensamento del ruolo della gerarchia, in particolare dell\u2019episcopato, con la questione della collegialit\u00e0. I vescovi formano un collegio e il papa \u00e8 chiamato a stringere con loro un rapporto di comunione profonda come successori degli Apostoli. Il terzo \u00e8 il capitolo sul laicato. I laici devono uscire dalla marginalizzazione in cui sono collocati ed essere testimoni attivi, nella Chiesa e nel mondo, del Signore risorto. Anche se il tema del laicato viene ripreso e sviluppato in altri documenti come Apostolicam actuositatem e Gaudium et spes, \u00e8 in Lumen gentium che esso trova il suo fondamento teologico. Il filo rosso che lega la riflessione su questi ambiti \u00e8 l\u2019idea di una Chiesa meno piramidale e pi\u00f9 circolare, meno monarchica e pi\u00f9 partecipativa, in cui abbiano meno valore i compiti specifici di ciascuno e di pi\u00f9 il sacerdozio comune conferito nel battesimo. Se volessimo individuare una cornice di fondo, che precede e include gli argomenti cui abbiamo accennato, dovremmo riconoscere che il tentativo dei Padri conciliari \u00e8 stato innanzitutto ripensare una comunit\u00e0 cristiana attiva, in cui il compito di testimoniare Cristo fosse accolto con gioia e responsabilit\u00e0 da tutti. Insomma, non una Chiesa di \u201ctecnici\u201d, di addetti ai lavori, di specializzati, ma un organo vitale in cui ogni cristiano \u00e8 chiamato a dare il proprio contributo. Escluso \u00e8 solo chi non vuole. I Padri dei primi secoli chiamano questo stile con una parola tecnica: sinodalit\u00e0. Giovanni Crisostomo addirittura usa i termini \u201csinodo\u201d e \u201cChiesa\u201d come sinonimi: \u00abLa Chiesa ha nome sinodo\u00bb. Soltanto successivamente il \u201csinodo\u201d \u00e8 divenuto il luogo di incontro dei vescovi. Originariamente esso esprimeva la necessaria corresponsabilit\u00e0 riproposta come priorit\u00e0 dal Vaticano II. Credo che su questo tema molto sia stato fatto e molto sia ancora da compiere. Indubbiamente, il modello ecclesiologico delle nostre parrocchie e diocesi non \u00e8 pi\u00f9 quello di cinquant\u2019anni fa. La stessa consapevolezza che il laicato ha di s\u00e9 \u00e8 una grazia irreversibile. La dimensione partecipativa delle singole comunit\u00e0, la formazione personale dei credenti, un nuovo senso comunitario della trasmissione della fede, l\u2019effervescenza delle associazioni e dei movimenti religiosi sono fenomeni evidenti di cui rendere lode a Dio. D\u2019altra parte, gli organi di partecipazione ecclesiale, il cui funzionamento dopo cinquant\u2019anni sarebbe dovuto diventare una prassi ordinaria, sono ancora in una fase embrionale. In alcuni casi, svolgono una funzione di ratifica di decisioni gi\u00e0 prese. In altri, si limitano all\u2019ordinaria amministrazione e non hanno quella forza propulsiva di \u201cpensare\u201d una Chiesa adatta al nostro tempo. Questo porta con s\u00e9, tre le altre, due conseguenze principali. La prima \u00e8 che una considerazione solo formale di questi strumenti produce sfiducia e disinteresse in chi ne fa parte. La seconda \u00e8 che la stessa concezione di Chiesa \u00e8 ancora clericocentrica, in un momento storico in cui il Vaticano II avrebbe auspicato qualcosa di profondamente diverso. Guadagnare una nuova visione di Chiesa \u00e8 un dovere di fedelt\u00e0 alla comunit\u00e0 voluta da Cristo. Se il ripensamento viene sub\u00ecto come la conseguenza di una brutta influenza di cui si aspetta la fine per ricominciare tutto daccapo, l\u2019esito \u00e8 gi\u00e0 segnato e sar\u00e0 fallimentare. Se invece si abbandona un\u2019ottica puramente funzionale, allora la Chiesa torner\u00e0 ad essere la comunit\u00e0 che annuncia e testimonia con la vita la presenza del Signore (anche) in questo tempo.<\/p>\n<p>Enrico Brancozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli storici valutano la recezione di un concilio a partire dall\u2019incidenza che i suoi documenti hanno prodotto sul tessuto ecclesiale delle singole diocesi. 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