{"id":5787,"date":"2017-10-09T14:00:04","date_gmt":"2017-10-09T12:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5787"},"modified":"2017-10-09T12:12:10","modified_gmt":"2017-10-09T10:12:10","slug":"lex-orandi-lex-credendi-lex-vivendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/lex-orandi-lex-credendi-lex-vivendi\/","title":{"rendered":"Lex orandi lex credendi lex vivendi"},"content":{"rendered":"<h2><strong>NOTA PASTORALE NUMERO 3<\/strong><\/h2>\n<p>Nel vasto patrimonio dottrinale che si \u00e8 accumulato nel corso di secoli di storia della Chiesa non \u00e8 semplice districarsi agevolmente. Encicliche, esortazioni, lettere, ordinamenti, canoni, riti, istruzioni fanno parte del grande e caleidoscopico Magistero della Chiesa. Questi documenti sono tutti strettamente legati fra loro perch\u00e9 i rimandi e le citazioni li ritroviamo in abbondanza in ognuno di essi in una concatenazione stringente.<br \/>\nLa loro crescita numerica \u00e8 inarrestabile. Quando dieci anni fa, il nostro Arcivescovo si \u00e8 impegnato nella stesura della nota pastorale n. 3 Celebrare il Sacramento della Carit\u00e0 con dignit\u00e0 e decoro, \u00e8 evidente che abbia dovuto far riferimento alla multiforme ricchezza del Magistero precedente. In particolare il riferimento va alla quasi contemporanea Esortazione post sinodale: Sacramentum Caritatis dell\u2019emerito Papa Benedetto XVI, all\u2019Ordinamento generale del messale romano e a ulteriori contributi magisteriali. La nota, pur essendo densa di riferimenti e richiami offre una lettura agevole, concreta e sintetica trattando con \u201cleggerezza\u201d l\u2019Ars celebrandi da cui dipende la vita stessa della Chiesa particolare. L\u2019argomento \u00e8 complesso perch\u00e9 variegato in tanti aspetti; si trattava di ordinare il rito della celebrazione eucaristica, \u201cfonte e culmine della vita e della missione della chiesa\u201d, per renderla decorosa, dignitosa e il pi\u00f9 possibile uniforme senza tralasciare, gli ambienti, gli arredi, gli oggetti e gli atteggiamenti del corpo.<br \/>\nCi\u00f2 che conta ed \u00e8 pur vero, non \u00e8 l\u2019esteriorit\u00e0 di un rito bens\u00ec la \u201cfruttuosa partecipazione\u201d dei fedeli. Una celebrazione ordinata e uniformata alle norme liturgiche \u00e8 condizione necessaria per non svilire il mistero insondabile della \u201cconversione sostanziale del pane e del vino, in corpo e sangue del Signore Ges\u00f9\u201d. Una celebrazione sciatta, incerta, disordinata \u00e8 percepita dal fedele, sempre esigente nei confronti di altri, come un rito indecoroso che distoglie la concentrazione, impedisce la contemplazione del mistero che si celebra e sar\u00e0 oggetto di confronto polemico all\u2019interno della comunit\u00e0.<br \/>\nCi chiediamo, dopo dieci anni, quale sia la situazione oggi?<br \/>\nLe difficolt\u00e0 sono aumentate: le vocazioni sono al minimo storico, i parroci hanno pi\u00f9 parrocchie da seguire e quindi spostamenti sempre pi\u00f9 frenetici, celebrazioni in \u201cquantit\u00e0 industriale\u201d (quattro o cinque messe al sabato o alla domenica). Tutto ci\u00f2 ha originato un senso di ordinariet\u00e0 e di assuefazione abitudinaria che ha impedito l\u2019osservanza e direi l\u2019obbedienza alle disposizioni emanate.<br \/>\nIl nostro Vescovo, sentendo forte la responsabilit\u00e0 del compito a lui attribuito in materia, ha creduto opportuno richiamare l\u2019attenzione su tale argomento e nella nota, dopo un\u2019ampia e doverosa premessa, ha passato in rassegna le varie fasi della celebrazione eucaristica senza dimenticare ci\u00f2 che concorre ad una sua decorosa e dignitosa celebrazione. I suggerimenti che propone, si legge nella nota, \u201csembrano essere ovvi e lo sono. Tuttavia non sempre e da tutti sono rispettati\u201d. Forse perch\u00e9 sono talmente ovvi non hanno bisogno di essere messi in pratica?<br \/>\nScusate una nota personale. Essendo un ex militare tengo in particolar modo all\u2019ordine, alla preparazione di una cerimonia, a concordare e verificare ogni singola cosa che si usa, a non lasciare nulla al caso o all\u2019inventiva, alla pulizia, all\u2019arredo.<br \/>\nMi trovo a disagio come diacono, quando c\u2019\u00e8 confusione, chiasso, quando all\u2019altare c\u2019\u00e8 troppo movimento, quando si deve rimediare qualche lacuna e gli oggetti sacri non sono al loro posto.<br \/>\n\u00c8 un mio limite, ma credo che per \u201cgustare\u201d una messa non bisogna essere distolti da tante incombenze. Quando, appena uscita, ho letto per la prima volta la nota mi ha colpito in particolar modo la concretezza e la meticolosit\u00e0 dell\u2019esposizione, nessun argomento \u00e8 stato tralasciato e non ci sono alibi per giustificare qualche lacuna, non possiamo dire: \u201cnessuno ce l\u2019ha mai detto\u201d.<br \/>\nVi si trovano suggerimenti per ogni cosa, ogni situazione, ogni ambiente e ogni fase della liturgia. Sintetizzare tutto in poco spazio \u00e8 impossibile, l\u2019invito \u00e8 di leggerla o, per chi l\u2019ha gi\u00e0 fatto, di rileggerla. Ogni volta c\u2019\u00e8 sempre una scoperta e un \u201crichiamo di ordine liturgico-pastorale e spirituale\u201d da mettere in pratica. Potremo cos\u00ec rendere culto a Dio come Lui merita che sia. \u2022<\/p>\n<p>Angelo Talamonti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTA PASTORALE NUMERO 3 Nel vasto patrimonio dottrinale che si \u00e8 accumulato nel corso di secoli di storia della Chiesa non \u00e8 semplice districarsi agevolmente. Encicliche, esortazioni, lettere, ordinamenti, canoni, riti, istruzioni fanno parte del grande e caleidoscopico Magistero della Chiesa. 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