{"id":5778,"date":"2017-10-09T11:59:59","date_gmt":"2017-10-09T09:59:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5778"},"modified":"2024-11-06T16:46:23","modified_gmt":"2024-11-06T15:46:23","slug":"con-gli-occhi-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/10\/con-gli-occhi-della-fede\/","title":{"rendered":"Con gli occhi della fede"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Le linee maestre dell\u2019Arcivescovo Luigi Conti<\/strong><\/h2>\n<p>\u00abHo terminato la mia corsa, ho conservato la fede\u00bb. Con questa frase di S. Paolo (2Tm 4,7) si pu\u00f2 riassumere la vita di mons. Luigi Conti Vescovo (tra qualche settimana emerito) della diocesi di Fermo. Pi\u00f9 volte ha richiamato il suo clero a rimanere saldo nella fede. Quella fede insegnata e vissuta dai genitori di Luigi ad Urbania, paese natale. Spesso mons. Conti ha raccontato la sua vocazione dovuta alla famiglia. Adolescente, ha vissuto il dolore di perdere una sorella. E lui si \u00e8 arrabbiato con Dio. Non condivideva con i suoi genitori la preghiera serale. Da sotto le coperte, in camera, per\u00f2 li sentiva ripetere, nonostante il lutto, \u201cPadre nostro&#8230; venga il tuo regno&#8230; sia fatta la tua volont\u00e0\u201d; oppure \u201cPrega per noi adesso e nell\u2019ora della nostra morte\u201d. Non riusciva a capire come si potesse pregare il Rosario e credere dopo una ferita cos\u00ec grande.<br \/>\nEppure i suoi genitori erano l\u00ec a testimoniare e trasmettere la fede fondata sulla roccia. Quella fede, poi recuperata, lo ha fatto entrare in seminario. \u00c8 stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1965 e mandato a Roma a studiare. Nella capitale ha servito la Chiesa nella Congregazione dei Vescovi, poi \u00e8 stato viceparroco a Centocelle e parroco a Tor de\u2019 Schiavi, sempre al Prenestino, quindi \u00e8 stato chiamato come rettore del Seminario Romano.<br \/>\nDa rettore ha incontrato spesso il papa, oggi santo Giovanni Paolo II. Una volta, ha raccontato lo stesso mons. Conti, dopo essere stato in udienza privata dal Papa, nella sua casa all\u2019ultimo piano del Palazzo apostolico, udienza chiusa con un momento di preghiera in Cappella, \u00e8 scoppiato un temporale. Il Papa stesso gli ha prestato il suo ombrello per ritornare in Seminario. Quell\u2019ombrello che Mons. Conti \u201cnon \u00e8 riuscito a restituire\u201d \u00e8 adesso una reliquia preziosa che continua a proteggerlo con la grazia di quel Santo Padre. Come Vescovo, consacrato il 21 settembre 1996, ha dovuto spesso rifugiarsi sotto quell\u2019ombrello di grazia.<br \/>\nL\u2019ho incontrato la prima volta a Macerata, sua prima sede episcopale, per un\u2019intervista al settimanale diocesano. Poi \u00e8 stato eletto Arcivescovo di Fermo (13 aprile 2006) e ha fatto il suo ingresso in Diocesi il 4 giugno 2006.<br \/>\nPotrei raccontare i miei numerosi incontri con lui da assistente dell\u2019Unitalsi, da parroco, da direttore de La Voce delle Marche, da Rettore del Seminario. Ho conosciuto infine un vescovo capace anche di potare, seppure nella misericordia e nel perdono, perch\u00e9 la vite porti pi\u00f9 frutto. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le linee maestre dell\u2019Arcivescovo Luigi Conti \u00abHo terminato la mia corsa, ho conservato la fede\u00bb. Con questa frase di S. Paolo (2Tm 4,7) si pu\u00f2 riassumere la vita di mons. Luigi Conti Vescovo (tra qualche settimana emerito) della diocesi di Fermo. 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