{"id":5740,"date":"2017-09-28T17:06:47","date_gmt":"2017-09-28T15:06:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5740"},"modified":"2024-11-06T17:18:05","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:05","slug":"una-storia-che-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/09\/una-storia-che-cambia\/","title":{"rendered":"Una storia che cambia"},"content":{"rendered":"<p>La Voce delle Marche di Fermo, \u00e8 nata per animare la societ\u00e0 con il Vangelo. Leone XIII diceva per la salvezza delle anime: \u201cConta molto che si vada largamente diffondendo la buona stampa\u201d. I vescovi delle Marche, riuniti a Fermo dal 16 al 21 novembre 1891 con l\u2019arcivescovo Amilcare Malagola, avevano proclamato la necessit\u00e0 dei cattolici di unire spiritualmente le loro forze per creare, nello spirito cristiano, il presente e il futuro. Nella loro lettera pastorale dichiaravano necessario di fronteggiare le forme di vita anticristiane che entravano nelle menti dei fedeli da libri, opuscoli, giornali, scuole, svaghi, istituti di beneficenza, feste, spettacoli, banchetti, sette. Nel 1892 nacquero due periodici: La Patria giornale cattolico della diocesi di Ancona e La Voce delle Marche di Fermo. ll numero il 15 maggio 1892 conteneva un articolo di Romolo Murri che dichiarava che la miseria, l\u2019emigrazione, il dispendio militaristico erano disordine economico derivante dal disordine morale. Diceva che i diritti delle persone erano sacrificati agli interessi dei gruppi dominanti in nome dell\u2019individuo borghese proprietario. L\u2019attenzione cristiana era rivolta alla cultura, alla scuola, ai giovani, al lavoro, alla povert\u00e0 e all\u2019economia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il cardinale Malagola, convinto della buona indole del popolo, usava modi garbati, invitava gli amministratori e i magistrati scrivendo: \u201cAbbiate ognuno somma affabilit\u00e0, somma larghezza di consiglio, di aiuto, di difesa verso i sudditi\u201d. La Voce delle Marche esprimeva l\u2019impegno di aiutare le persone per costruire una societ\u00e0 misura della dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Tra i collaboratori c\u2019era anche don Domenico Svampa, futuro arcivescovo di Bologna che nel 1896 diede avvio a L\u2019Avvenire quotidiano di ispirazione cristiana. La Voce delle Marche considerava le situazioni con un giornalismo efficace nell\u2019evangelizzare e preoccupava gli avversari. Gi\u00e0 esisteva a Fermo il giornale anticlericale \u201cl Piceno. Nel 1892 aggiunsero la pubblicazione del nuovo giornale Il risveglio.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il giornalismo de La Voce delle Marche era uno strumento di animazione cristiana del territorio. All\u2019informazione, univa la trasmissione dei valori con approfondimenti e commenti utili al vissuto quotidiano. Il Murri scriveva sulla solidariet\u00e0 cristiana interclassista, non demagogica: \u201cChiesa e popolo sono fatti per intendersi fra loro e andare mirabilmente d\u2019accordo (29.10. 1893)\u201d. Il settimanale diocesano dava notizie su agricoltura, Casse rurali, Cooperative di consumo, Mutuo soccorso, gruppi giovanili.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Dava rilievo al ruolo fondamentale della famiglia nella societ\u00e0, all\u2019insegnamento della religione nella scuola, alla libert\u00e0 di educazione. Pubblicava i suggerimenti per i Segretariati del popolo e per le scuole di arti tra cui quella fermana degli \u2018Artigianelli\u2019. L\u2019arcivescovo mons. Papiri, successore del Malagola, istitu\u00ec in Seminario una cattedra di Economia sociale e una cattedra di Agricoltura pratica e di Chimica agraria per rendere i futuri sacerdoti competenti nel migliorare non solo la vita morale, anche la vita materiale del popolo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il settimanale Fermano faceva intendere come l\u2019esperienza cristiana tocca il cuore delle persone con cose che si comprendono e danno un senso alla vita.<\/p>\n<h2 lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">\u00a0<span lang=\"it-IT\">LA VOCE DELLE MARCHE ISPIRATA AD UN PENSIERO ATTUALIZZATO NEI MOMENTI STORICI<\/span><\/h2>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\">N<\/span><span lang=\"it-IT\">ell\u2019inaugurare il Comitato Diocesano Fermano l\u2019arcivescovo Roberto Papiri nel 1906 chiamava i credenti a vivere con consapevolezza la loro ora presente. Alle confraternite diceva che la loro azione era generalmente sorpassata, ristretta nell\u2019ambito delle chiese e vi era bisogno di uscirne fuori perch\u00e9 molti non le frequentavano pi\u00f9. L\u2019esperienza del periodico Fermano <\/span><span lang=\"it-IT\">La Voce delle Marche <\/span><span lang=\"it-IT\">maturava attraverso le vicende storiche che restano ancora significative per noi e per il futuro. Il periodo fascista segn\u00f2 la fase di persecuzione per cui il giornale fu ostracizzato da Fermo per effetto della dittatura ideologica vigente. La guerra fece decadere quel totalitarismo militarista.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Nel frattempo il giornale profilava una societ\u00e0 dal volto nuovo di democrazia, di autocoscienza civica, di partecipazione diretta e attiva alla vita pubblica. Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 port\u00f2 l\u2019Italia ad essere una Repubblica democratica. Il giornale diocesano trattava della presenza operosa dei lettori nell\u2019animare la societ\u00e0 con un cristianesimo civile a fronte di altri movimenti che erano avversi alla religione. Dopo le selvagge e tragiche vicende della guerra la direzione de La Voce delle Marche ricominci\u00f2 ad essere edita a Fermo e fu affidata tra il \u201846 e il \u201848 alla direzione del professor Luigi Marconi il quale proponeva la dottrina e l\u2019insegnamento sociale adatti a creare una civilt\u00e0 umana partecipativa. Egli propagandava per mezzo del settimanale la tesi dell\u2019unit\u00e0 imprescindibile dei cattolici nella vita politica ed illustrava il volto comunista come totalitarismo riflesso di quello di Hitler. Gli articoli del periodico favorivano la consapevolezza del contesto storico e sociale di quei momenti in cui si viveva e favorivano la ricerca della libert\u00e0, nell\u2019avversione agli integralismi non libertari. La presenza del periodico fermano nella vita culturale e sociale e politica aveva una progettualit\u00e0 concreta. I cristiani erano invitati ad ispirarsi ad un pensiero attuale. Dopo il decadere dei contrapposti blocchi tra i regimi liberisti e quelli comunisti, le informazioni del giornale si aprivano al confronto con le posizioni culturali contemporanee, anche non cattoliche. Il nuovo metodo del dialogo portato avanti con senso critico, proponeva ai lettori di affrontare e risolvere i problemi della vita civile del Paese assieme ai non cristiani allo scopo di voler agire tutti per far trionfare la giustizia, il rispetto delle persone e la pace. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Voce delle Marche di Fermo, \u00e8 nata per animare la societ\u00e0 con il Vangelo. Leone XIII diceva per la salvezza delle anime: \u201cConta molto che si vada largamente diffondendo la buona stampa\u201d. 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