{"id":5727,"date":"2017-09-28T16:58:52","date_gmt":"2017-09-28T14:58:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5727"},"modified":"2024-11-06T17:18:05","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:05","slug":"informare-e-formare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/09\/informare-e-formare\/","title":{"rendered":"Informare \u00e8 formare"},"content":{"rendered":"<p>\u201cInformazione e comunicazione sono due necessit\u00e0 assolute per la vita della Chiesa e per la condivisione del patrimonio culturale, sociale e spirituale che le \u00e8 proprio\u201d (Cfr. Nota Pastorale n\u00b0 4, La Carit\u00e0 del Vangelo, pag. 65, Scheda n\u00b0 12, Arcidiocesi di Fermo, ottobre 2008).<br \/>\nInformazione \u00e8 un termine che proviene dal latino informatio. Significa idea, rappresentazione, ma anche istruzione, formazione, educazione. Il termine Informatio a sua volta deriva dal latino informare, cio\u00e8 dare forma. I significati latini si conservarono a lungo nell\u2019Italiano colto e letterario. Dante usava la parola \u201cinformazione\u201d nel senso di formazione, l\u2019atto del dare forma, del modellare. Gi\u00e0 nel Trecento al significato di formazione si affianca quello d\u2019istruzione. Col tempo la parola ha assunto il valore di dare e ricevere notizie. Nella nostra societ\u00e0 l\u2019informazione non \u00e8 pi\u00f9 legata alla semplice notizia ma anche a tutto il sistema di produzione, diffusione e vendita delle notizie, attraverso i mezzi di comunicazione di massa: stampa, editoria, radio e televisione.<br \/>\nIl vocabolo \u201ccomunicazione\u201d deriva sempre dal latino communicare, mettere in comune; propriamente chi compie il suo dovere con gli altri, composto di cum insieme e munus ufficio, incarico, dovere, funzione. Consapevole delle proprie responsabilit\u00e0 e forte del proprio ruolo, la comunicazione \u00e8 un\u2019espressione sociale, un mettere un valore al servizio di qualcuno o qualcosa fuori da s\u00e9. Non basta pronunciare, scrivere o disegnare per comunicare; la comunicazione avviene quando arriva, quando l\u2019espressione \u00e8 compresa e diventa patrimonio comune per la costruzione di una discussione, di un sapere, di una cultura.<br \/>\nLa parola \u201ccultura\u201d deriva dal verbo latino colere con il significato di curare o coltivare, da cui cultus, come in cultus deorum e cultus agri, locuzione quest\u2019ultima, divenuta in seguito cultura agri, agricoltura. C\u2019\u00e8 l\u2019agricoltura, coltura del campo, ma c\u2019\u00e8 anche la cultura dell\u2019animo Cultus animi di Cicerone, con il quale termine si intende la coltivazione, la cura dell\u2019animo attraverso la conoscenza del vero e del bello.<br \/>\nLa chiesa universale ma anche quella fermana ha un proprio patrimonio culturale, sociale e spirituale che una volta conosciuto va condiviso. Fare informazione \u00e8 mettersi a servizio degli altri, \u00e8 una delle tante diaconie che qualsiasi fedele pu\u00f2 e deve fare sua. Nel corso dei secoli, la chiesa ha assolto spesso la funzione di sussidiariet\u00e0 rispetto allo stato, nell\u2019ambito dell\u2019assistenza ai bisognosi. Basti pensare alle Domus Hospitalis, antesignane degli ospedali. Oggi pi\u00f9 che mai il cristiano si trova in prima linea a promuovere e sostenere progetti di accoglienza e d\u2019integrazione di migranti che fuggono dalle persecuzioni e dalle guerre. La Caritas Diocesana sta accumulando nel tempo un patrimonio d\u2019iniziative e proposte che vanno in questa direzione.<br \/>\nL\u2019Unit\u00e0 Pastorale San Pietro-Cristo Re di Civitanova Marche e la Caritas Diocesana hanno proposto incontri durante lo scorso anno pastorale per formare quanti si dedicano al servizio dei pi\u00f9 bisognosi, tra i quali non ci sono solo i migranti ma anche italiani che vivono situazioni di disagio. La conferenza di luned\u00ec 16 gennaio 2017 presso il salone di via del Timone, presenti gli operatori Caritas e don Virginio Colmegna, fondatore e direttore della \u201cCasa della Carit\u00e0 Angelo Ambriani\u201d di Crescenzago (MI) \u00e8 servita per condividere esperienze nate in contesti diversi, dare libero corso ai sogni di quanti operano nella casa della carit\u00e0 \u201cDon Lino Ramini\u201d, inaugurata sabato 28 maggio 2016, alla presenza del vescovo mons. Luigi Conti e delle autorit\u00e0 cittadine.<br \/>\nOggi non bastano pi\u00f9 un posto letto e un piatto di minestra. Offendono la dignit\u00e0 della persona. Occorre ripartire dal basso e rimettere al centro le storie delle persone, come fa don Antonio Loffredo a Napoli, nel rione Sanit\u00e0, don Nandino Capovilla a Mestre o don Giovanni Nicolini a Bologna, don Vinicio Albanesi nella comunit\u00e0 di Capodarco. Il modo di uscire dall\u2019emergenza \u00e8 partire dalla nostra quotidianit\u00e0 e sollecitare le Istituzioni. Se non si riesce a dare una vita dignitosa ai pi\u00f9 fragili, \u00e8 a rischio la vita democratica dei nostri paesi e questo vale per l\u2019Europa intera percorsa da egoismi nazionali e da venti d\u2019intolleranza che sono ritornati a soffiare impetuosi. Questo non vuol dire che l\u2019Europa non debba difendersi dagli attacchi terroristici perpetrati da coloro che, confondendosi tra i profughi, portano morte nelle nostre piazze e nei nostri luoghi di ritrovo e del tempo libero.<br \/>\nDifesa e politiche di accoglienza devono andare di pari passo.<br \/>\nL\u2019accoglienza, la condivisione della fragilit\u00e0 \u00e8 un dono che ci viene fatto dalle circostanze presenti perch\u00e9 la chiesa diventi povera tra i poveri, ha detto don Virginio Colmegna. Scegliere di stare dalla parte dei poveri \u00e8 una categoria teologica. Avr\u00e0 pure un senso se adoriamo un bambino che \u00e8 nato in una mangiatoia e in una delle periferie pi\u00f9 lontane dell\u2019impero romano ed \u00e8 morto come malfattore in croce, in mezzo a due ladroni. La crisi che stiamo vivendo non \u00e8 solo economica ma \u00e8 una crisi di umanit\u00e0. Ne va di mezzo il destino di tutti. La violenza \u00e8 entrata nel nostro vivere quotidiano. Per tutta l\u2019estate passata, televisione e carta stampata hanno riportato notizie di donne ammazzate da mariti, fidanzati, amanti, compagni. Il sogno di cieli nuovi e terra nuova \u00e8 l\u2019orizzonte del cristiano. Questo sogno rimanda alla gioia di essere umani, alla voglia di futuro. \u201cIl cristiano \u00e8 uno che sa spaccare il proprio cuore per farvi entrare il mondo intero\u201d (Thomas Merton).<br \/>\nIn un mondo squassato da guerre e da rigurgiti razzisti, occorre dar voce alla profezia della Chiesa. L\u2019ospitalit\u00e0 genera futuro, l\u2019egoismo produce solo paure. Scoprire le povert\u00e0 degli altri, porta a misurarsi con le proprie. La solidariet\u00e0 verso chi si trova nel bisogno vuol dire condividere con l\u2019altro il senso del limite. Non siamo onnipotenti ma anche con i nostri limiti possiamo e dobbiamo intravvedere spazi di futuro. La carit\u00e0 ha dentro un pezzo di follia. Dobbiamo restituire alla politica il suo ruolo che \u00e8 quello di aver cura dell\u2019altro e costruire una cittadinanza aperta. La carit\u00e0 senza giustizia \u00e8 una truffa, diceva don Milani. Preghiera e contemplazione sono due abiti mentali propri dell\u2019operatore impegnato in gesti di carit\u00e0, definita come la soglia che sta tra monachesimo e foresteria. La preghiera e la contemplazione vanno coniugate sempre con l\u2019azione, quest\u2019ultima da sola non genera nulla. L\u2019altro non \u00e8 una persona da cui difendersi come insegna una cultura diffusa, ma \u00e8 sempre una ricchezza. Questo non vuol dire che non ci debbano essere controlli da parte delle istituzioni per separare chi ha bisogno da chi, tra gli immigrati e profughi, predica e compie gesti di efferata crudelt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cInformazione e comunicazione sono due necessit\u00e0 assolute per la vita della Chiesa e per la condivisione del patrimonio culturale, sociale e spirituale che le \u00e8 proprio\u201d (Cfr. Nota Pastorale n\u00b0 4, La Carit\u00e0 del Vangelo, pag. 65, Scheda n\u00b0 12, Arcidiocesi di Fermo, ottobre 2008). Informazione \u00e8 un termine che proviene dal latino informatio. 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