{"id":5661,"date":"2017-07-26T17:00:07","date_gmt":"2017-07-26T15:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5661"},"modified":"2017-07-24T14:55:53","modified_gmt":"2017-07-24T12:55:53","slug":"fertilizzanti-eco-inconsapevoli-efficaci-e-rispettosi-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/fertilizzanti-eco-inconsapevoli-efficaci-e-rispettosi-della-terra\/","title":{"rendered":"Fertilizzanti eco-inconsapevoli  efficaci e rispettosi della terra"},"content":{"rendered":"<p>Dopo lo vatte e prima dell\u2019aratura del terreno per la semina, un\u2019altra occupazione che impegnava non poco il contadino, era la concimazione dei campi. Non si conoscevano ancora i fertilizzanti chimici. Le mucche nelle stalle, i maiali nei porcili, gli animali da cortile, producevano in abbondanza letame che, ammucchiato nella concimaia, nel corso dell\u2019anno, veniva prelevato in questa occasione. Era chiamato lo stabbio, parola derivante dal termine latino stabulum che stava ad indicare la dimora per gli animali, la stalla, ma anche pollaio, ovile. \u00c8 importante notare come la lingua si evolva e muti nel tempo, passando ad indicare, dal contenente, il contenuto. Lo stabi\u00e9l, nel dialetto brianzolo, era il recinto per i maiali, contiguo alla stalla, sistemata in un\u2019ala della cascina. Padanus latine loquitur. Parla in Latino, l\u2019abitante della Padania.<br \/>\nIl letame, parola derivante dal latino laetamen, era la ricchezza, perch\u00e9 procurava abbondanza di messi. Il termine rimanda all\u2019aggettivo laetus &#8211; ricco; ager laetus pabuli, campo ricco di pascoli. Non \u00e8 uno sfoggio di cultura. Il confronto con lo stabi\u00e8l del dialetto brianzolo \u00e8 l\u2019occasione per riaffermare radici comuni.<br \/>\nEra un lavoro svolto tutto a forza di braccia, con forconi e ramponi, quello della concimazione, prima che apparisse il pi\u00f9 moderno spandi letame, costituito da un cassone montato su un telaio a ruote, sul fondo del quale, un apposito nastro porta lo stabbio verso la parte posteriore della macchina, facendolo cadere sul terreno. La sistemazione, la raccolta dello stallatico, lu grasci\u00e0 delle nostre parti, la moda de ro nella cascina brianzola, richiedeva un\u2019attenzione particolare; perch\u00e9 il letame arrivasse ad una stagionatura perfetta, pronto per l\u2019uso, lo si ricopriva nel corso dell\u2019anno con un po\u2019 di terra che impediva l\u2019infiltrazione d\u2019acqua e permetteva una fermentazione maggiore. Lu grasci\u00e0, termine derivante dal latino crassus, grasso, era costituito da pi\u00f9 strati sovrapposti e quelli pi\u00f9 bassi contenevano il letame migliore, fumante quando veniva infilzato dal forcone e sistemato sul biroccio o biroccetta per essere portato nei campi. Il cambio della lettiera nelle stalle avveniva due volte al giorno, una al mattino presto, l\u2019altra alla sera. La paglia impregnata di sterco e di urine, veniva tolta, caricata sulla cariola e portata nella concimaia dove si provvedeva a sistemare il tutto in modo ordinato, ricoprendo il letame con manciate di terra, prelevata con la pala. Le urine, nella cascina brianzola, venivano raccolte nella bunza, una grossa botte dalla pancia capiente che, caricata sul carro, prendeva la via dei campi. Si dava il caso che a volte, cavallo, carro e contadino, il pais\u00e0n attraversassero per un motivo qualsiasi, parte delle strade del centro dei paesi e la bunza lasciava cadere, lungo il percorso, parte del contenuto, disegnando rigagnoli maleodoranti. Tutto questo avveniva lass\u00f9 agli inizi degli anni cinquanta, quando i paesi crescevano a dismisura sotto la spinta demografica locale, ma anche per l\u2019arrivo degli immigrati dal Sud o dal Veneto. Le costruzioni edilizie ad uso industriale ed abitativo aumentavano in un batter d\u2019occhio. La campagna e la cascina venivano soffocate da una urbanizzazione selvaggia e rimanevano soltanto esemplari isolati della cultura rurale di un tempo.<br \/>\nDa noi invece, il cambiamento, se mai c\u2019\u00e8 stato, \u00e8 un ricordo assai pi\u00f9 vicino. La campagna c\u2019\u00e8 ancora e come cosa ben distinta dalla citt\u00e0. Il letame non viene pi\u00f9 sparso per i campi a forza di braccia o non viene sparso affatto perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 n\u00e9 stalle n\u00e9 mucche. Il carro agricolo il biroccio non passa pi\u00f9 \u201ctra le viti e gli olmi\u201d, trainato dalle vacche. Il forcone ricurvo, che serviva per tirar gi\u00f9 lo stabbio dal carro, \u00e8 confinato in un qualche museo delle tradizioni ed arti popolari.<br \/>\n\u00c8 il fertilizzante chimico a farla da padrone, concime che, se dato in quantit\u00e0 eccessive, causa l\u2019inquinamento delle falde idriche.<br \/>\nNon so se esistano pi\u00f9 i contadini nelle nostre campagne e se quelli che lavorano la terra possono essere meglio chiamati industriali terrieri che, rispetto ai contadini di una volta, hanno obiettivi diametralmente opposti.<br \/>\n\u201cI contadini purtroppo non fanno uso oculato di sostanze\u201d. Contadini ignoranti dunque.<br \/>\n\u201cChi di gallina nasce, terra ruspa\u201d. \u00c8 il ritornello di sempre. Il grado della civilt\u00e0 contadina \u00e8 assai lontano da quella cittadina. No! Questa non \u00e8 informazione; per lo meno, chi scriveva queste cose doveva chiedersi se l\u2019onest\u00e0 e l\u2019ingenuit\u00e0 nella pratica agricola dei contadini di una volta siano state sostituite da altro che non ha nulla da spartire con il paesaggio agrario di cinquant\u2019anni fa, con le culture di allora e con un tipo di agricoltura che sapeva solo di economia familiare. Si produceva solo quello che serviva per soddisfare i bisogni elementari della sopravvivenza. Oggi, tutto questo \u00e8 scomparso. Da un lato \u00e8 un bene, ma dall\u2019altro \u00e8 anche un male. Il progresso nasconde sempre un prezzo da pagare. L\u2019onest\u00e0 e l\u2019ingenuit\u00e0 di un tempo non pagavano pi\u00f9. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo lo vatte e prima dell\u2019aratura del terreno per la semina, un\u2019altra occupazione che impegnava non poco il contadino, era la concimazione dei campi. Non si conoscevano ancora i fertilizzanti chimici. Le mucche nelle stalle, i maiali nei porcili, gli animali da cortile, producevano in abbondanza letame che, ammucchiato nella concimaia, nel corso dell\u2019anno, veniva &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":5662,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1730],"class_list":["post-5661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-numero-14-2017"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/fotografia-biroccio-presso-un-ristorante.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1tj","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5661"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5663,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5661\/revisions\/5663"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}