{"id":5643,"date":"2017-07-25T16:00:15","date_gmt":"2017-07-25T14:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5643"},"modified":"2017-07-24T14:36:51","modified_gmt":"2017-07-24T12:36:51","slug":"santi-segnali-luminosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/santi-segnali-luminosi\/","title":{"rendered":"Santi: segnali luminosi"},"content":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 porta la Parola e la consegna senza alcun pregiudizio rispetto alle persone cui \u00e8 destinata; queste ultime, nel racconto di Matteo, sono identificate con quattro luoghi, quattro terreni: la strada, il terreno sassoso, i rovi e la terra buona<br \/>\nIl Vangelo di questa domenica \u00e8 la celebre parabola del seminatore, il quale continua a seminare incurante, si potrebbe dire, del luogo dove il seme cade. Non indifferente \u00e8 il legame con la prima lettura, nella quale Isaia sottolinea come la pioggia e la neve non calcolano dove scendere. Contadino distratto, allora? O piuttosto seminatore generoso, anche caparbio perch\u00e9 non lascia nulla di intentato nel tentativo di far attecchire il seme. Seminatore che ancor prima di raccogliere \u00e8 venuto per seminare, e continua a farlo nonostante gli insuccessi, si potrebbe quasi dire. Si perch\u00e9 nella parabola il seminatore \u00e8 Ges\u00f9 che porta la Parola e la consegna senza alcun pregiudizio rispetto alle persone cui \u00e8 destinata; queste ultime, nel racconto di Matteo, sono identificate con quattro luoghi, quattro terreni: la strada, il terreno sassoso, i rovi, e la terra buona.<\/p>\n<p>\u201cPagina in qualche modo autobiografica\u201d, affermava Benedetto XVI, perch\u00e9 \u201criflette l\u2019esperienza stessa di Ges\u00f9 e della sua predicazione\u201d; Ges\u00f9 \u00e8 il seminatore \u201cche sparge il buon seme della parola di Dio e si accorge dei diversi effetti che ottiene, a seconda del tipo di accoglienza riservata all\u2019annuncio\u201d.<\/p>\n<p>Nel linguaggio di Ges\u00f9 la parabola aveva la funzione di far comprendere facilmente, attraverso immagini e esempi di vita quotidiana, il senso del suo discorso; il suo non era un linguaggio complicato come \u201cquello che usavano i dottori della legge del tempo\u201d, pieno di rigidit\u00e0 e \u201callontanava la gente\u201d. Linguaggio semplice, non una \u201cteologia complicata\u201d.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u201cnon si impone, ma si propone\u201d, afferma Papa Francesco all\u2019Angelus; \u201cnon ci attira conquistandoci, ma donandosi: butta il seme. Egli sparge con pazienza e generosit\u00e0 la sua Parola, che non \u00e8 una gabbia o una trappola, ma un seme che pu\u00f2 portare frutto\u201d.<\/p>\n<p>Ecco allora l\u2019importanza del terreno, cio\u00e8 del cuore dell\u2019uomo e della sua capacit\u00e0 di accogliere. C\u2019\u00e8 chi ascolta superficialmente ma non accoglie la parola: \u00e8 il seme caduto lungo la strada e mangiato dagli uccelli. Il cuore \u201cduro, impermeabile\u201d, dice Francesco; la Parola \u201cci rimbalza addosso, proprio come su una strada\u201d. Se \u201cbuttiamo un seme sui \u2018sanpietrini\u2019 non cresce niente. La parola non rimane; cos\u00ec come non fa frutto se non si ha perseveranza: c\u2019\u00e8 chi l\u2019accoglie sul momento ma non ha costanza e perde tutto; c\u2019\u00e8 chi viene sopraffatto dalle preoccupazioni e seduzioni del mondo. Sono gli altri due terreni che Francesco sottolinea con le sue parole in questa \u201cradiografia spirituale\u201d del nostro cuore.<\/p>\n<p>Il primo \u201cterreno intermedio\u201d, tra la strada e la buona terra, \u00e8 quello sassoso, dove non c\u2019\u00e8 molta terra, per cui il seme germoglia ma non mette radici profonde. \u201cCos\u00ec \u00e8 il cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non \u2018decolla\u2019 mai. \u00c8 un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l\u2019amore \u00e8 incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto\u201d. L\u2019altro terreno intermedio \u00e8 fatto di rovi: la parola arriva, ferisce, ma il cuore \u00e8 soffocato da altre presenze potenti e dominanti. I rovi, ricorda Francesco, rappresentano \u201cla preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza\u201d. I rovi \u201csono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per s\u00e9 stessi, per l\u2019avere e per il potere\u201d.<\/p>\n<p>La terra buona, infine, \u00e8 il cuore che accoglie, che non ha pietre e rovi, o che \u00e8 \u201cstato curato\u201d, che si \u00e8 affidato alle cure del seminatore. Ges\u00f9, dice Francesco, ci invita \u201ca lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore \u00e8 aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore, portando al Signore nella confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 porta la Parola e la consegna senza alcun pregiudizio rispetto alle persone cui \u00e8 destinata; queste ultime, nel racconto di Matteo, sono identificate con quattro luoghi, quattro terreni: la strada, il terreno sassoso, i rovi e la terra buona Il Vangelo di questa domenica \u00e8 la celebre parabola del seminatore, il quale continua a &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":5644,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[761],"tags":[1005,1730],"class_list":["post-5643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-la-chiesa","tag-fabio-zavattaro","tag-numero-14-2017"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/670539_90484859.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1t1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5643"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5643\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5645,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5643\/revisions\/5645"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}