{"id":5635,"date":"2017-07-24T19:30:53","date_gmt":"2017-07-24T17:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5635"},"modified":"2024-11-06T17:18:05","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:05","slug":"uno-stimolo-per-i-cattolici-spesso-demotivati-e-irrilevanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/uno-stimolo-per-i-cattolici-spesso-demotivati-e-irrilevanti\/","title":{"rendered":"Uno stimolo per i cattolici  spesso demotivati e irrilevanti"},"content":{"rendered":"<p>Leggere il giornale come abitudine \u00e8 importante, aiuta a riflettere, inoltre riesce a farci distogliere lo sguardo da tablet, cellulari e computer. Migliora il linguaggio e il leggere \u00e8 anche darsi una buona dose di cultura, quindi fa bene. La lettura solitamente \u00e8 un passatempo per\u00f2, come la scrittura, serve anche per capire ci\u00f2 che le persone attorno a noi chiedono oppure anche per capire le risposte ai problemi. Leggere pu\u00f2 anche aiutare a pensare e pu\u00f2 anche far sognare, sognare un mondo nuovo o un tempo antico fatto di ricordi e di storia vera. Grazie alla lettura nascono sentimenti, ideali nuovi ed importanti. La lettura \u00e8 libera e specialmente chi legge il giornale riesce ad interpretare meglio ci\u00f2 che succede e riesce anche a dare osservazioni corrette riguardanti il mondo odierno, specialmente attraverso la comparazione di vari quotidiani o periodici come il nostro: La Voce delle Marche.<br \/>\nDa quando sono passata al \u201cmondo dei pensionati attivi\u201d, ho avuto modo di \u201ccollaborare\u201d alle pagine di questo periodico diocesano. La prima tiratura \u00e8 del lontano 1892 a seguito della Conferenza Episcopale Marchigiana del settembre 1891 e prese ispirazione, fin dagli esordi, dall\u2019Enciclica di Leone XIII \u201cEtsi nos\u201d, nella quale il Pontefice riteneva necessario per i cattolici l\u2019impegno nel settore della stampa.<br \/>\nIl Direttore Responsabile dal 2007 \u00e8 don Nicola Del Gobbo. Il lavoro \u00e8 di squadra, rappresentato da un comitato di redazione e da una rete di vari corrispondenti dal territorio. Qualche anno fa il giornale in questione si presentava in forma cartacea e usciva settimanalmente. Lo si distribuiva nelle Parrocchie del territorio diocesano e agli abbonati, attraverso spedizioni postali. Ma le cose non sono andate come si sperava: la scarsa attenzione da parte di alcuni Parroci e dei laici, i pochi abbonamenti e le onerose spese di gestione, ne hanno cambiato la forma che da cartacea e costosa \u00e8 diventata digitale e quindi pi\u00f9 conveniente.<br \/>\nUna cosa che mi ha sempre fatto riflettere \u00e8 stato l\u2019avvicendarsi negli anni dei collaboratori sparsi in tutto il territorio diocesano: attenti e addetti al monitoraggio locale. Figure utili e preparate, che hanno apportato un valore aggiunto al periodico e per le quali nutro profonda stima e gratitudine.<br \/>\nAltro aspetto, tipico de La Voce delle Marche cos\u00ec come di ogni giornale, \u00e8 stata la \u201clinea editoriale\u201d tracciata fin dalla sua prima nomina dall\u2019attuale Direttore don Nicola. Negli incontri di redazione, attraverso un dialogo aperto e attinente, si ricerca una condivisibile identit\u00e0 di vedute che poi si esprime attraverso la produzione dei vari articoli.<br \/>\nLe prime pagine mettono in luce i \u201cproblemi reali\u201d e questo \u00e8 un titolo di merito verso chi ne ha la responsabilit\u00e0.<br \/>\nIl giornale, in tutti questi anni ed oggi ancora, accompagna da protagonista la vita della nostra diocesi. Gi\u00e0 nel suo programma, si pone come uno strumento che invita i cattolici a riflettere, a muoversi, ad agire. Ci sono state stagioni politiche, sociali e culturali diverse e inevitabilmente anche il giornale, nella sua linea e nei suoi contenuti, ne ha segnato il passo. Esso tuttavia, con la lungimiranza dei vari Vescovi che sono succeduti, \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora uno strumento pastorale che ha mantenuto una presenza viva ed efficace di informazione, di comunicazione e di formazione che ha saputo segnare significativamente i cento e pi\u00f9 anni della nostra chiesa.<br \/>\nL&#8217;ispirazione \u00e8 e rimane religiosa ed ecclesiale ma non mancano gli avvenimenti sociali e politici del nostro Paese, la sensibilit\u00e0 e l&#8217;attenzione alla cultura del popolo e alle sue vicende storiche concrete. Proprio la fedelt\u00e0 alla dimensione religiosa, popolare e sociale del nostro territorio, ha caratterizzato profondamente La Voce delle Marche.<br \/>\nLa grande eredit\u00e0 che questo giornale diocesano ci affida \u00e8 la capacit\u00e0 di saper mantenere anche oggi uno sguardo idoneo a leggere e a discernere come comunit\u00e0 cristiana, i fatti e gli orientamenti sociali, culturali e religiosi nei quali noi siamo posti a vivere, continuando nel tempo ad essere quella sentinella che esorta a rimanere svegli, attenti e pronti all&#8217;azione.<br \/>\nMi auguro di non aver trasmesso il messaggio di un nostalgico ricordare, guardando soltanto al passato ma possa aver dato l\u2019idea che sia necessario promuovere un ulteriore impulso e diffusione al nostro giornale diocesano, consentendogli di svolgere nel modo migliore quella missione intuita e generosamente iniziata nel lontano 1892.<br \/>\nChe la comunicazione sia attualmente on-line e sporadicamente in formato cartaceo poco importa anche se la via cartacea \u00e8 pi\u00f9 salutare e rispetta le nostre abitudini. Tuttavia leggere i testi attraverso i mezzi elettronici \u00e8 molto pi\u00f9 comodo e rapido. I tempi corrono ed \u00e8 giusto accogliere e guardare senza pregiudizi alle nuove tecnologie. Ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 il rapporto pensiero-parola nella verit\u00e0 e con lo sguardo sempre proteso verso il mondo ma anche verso \u201cl\u2019alto\u201d cos\u00ec come i nostri lettori si aspettano e ci chiedono. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggere il giornale come abitudine \u00e8 importante, aiuta a riflettere, inoltre riesce a farci distogliere lo sguardo da tablet, cellulari e computer. Migliora il linguaggio e il leggere \u00e8 anche darsi una buona dose di cultura, quindi fa bene. 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