{"id":5615,"date":"2017-07-24T13:30:47","date_gmt":"2017-07-24T11:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5615"},"modified":"2024-11-06T17:18:06","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:06","slug":"chi-scrive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/chi-scrive\/","title":{"rendered":"Chi scrive"},"content":{"rendered":"<p>Quanto tempo impieghiamo per inviare una mail?<br \/>\nQuanto per rispondere ad un messaggio? O per leggere un documento?<br \/>\nE quanto per informarci sulle ultime notizie nel mondo?<br \/>\nLa risposta \u00e8: assai poco.<br \/>\nCon l&#8217;introduzione di Internet e dei nuovi supporti tecnologici, comunicare, lavorare ed informarsi non \u00e8 mai stato pi\u00f9 rapido. Ma non pi\u00f9 semplice.<br \/>\nNel nuovo scenario tecnologico in cui ogni utente dispone di pi\u00f9 canali social ed ha libero accesso alla rete, viene a contatto quotidianamente con un numero illimitato di notizie. Uno dei principali problemi della nuova informazione digitale \u00e8 che, dato che ognuno di noi, dalla propria postazione, possedendo competenze o meno, pu\u00f2 generare notizie. Tutti scrivono in rete, tutti commentano e forniscono dati e informazioni che altri leggono e prendono in considerazione. Siamo sia fruitori che produttori di materiale digitale. In questo modo si genera un &#8220;caos informativo&#8221;, un sovraccarico di informazioni che porta inevitabilmente alla creazione di fake news. Le notizie false si espandono a macchia d&#8217;olio perch\u00e8 gli utenti non sanno scindere la notizia vera da quella falsa. Sono pochi coloro che hanno le giuste competenze e che sanno far fronte a questo tipo di problematiche che ci troviamo ad affrontare quotidianamente.<br \/>\nMa allora che cosa possiamo fare?<br \/>\nCosa occorre all&#8217;informazione digitale per essere pi\u00f9 credibile ed efficace?<br \/>\nLa vendita dei giornali cartacei ha subito un drastico calo nell&#8217;ultimo ventennio a favore di un fiorente gionalismo online, con conseguenze sia positive che negative. Da un lato, oggi, \u00e8 possibile essere sempre aggiornati sui fatti quotidiani; le notizie sono tempestive e non occorre aspettare l&#8217;uscita del giornale il giorno dopo. Basta collegarsi ai propri canali social o al sito della testata giornalistica e leggere tutti gli sviluppi su un determinato fatto. Dall&#8217;altro per\u00f2 si incappa inevitabilmente nel rischio di mettere a repentaglio l&#8217;importanza dell&#8217;informazione stessa, abbracciando il principio che l&#8217;abbondanza porta indifferenza e dove resta sempre pi\u00f9 difficile distinguere i contenuti attendibili dalle fake news.<br \/>\nDiventa importante allora chiedersi, nello scenario attuale, chi compie una selezione di contenuti?<br \/>\nOltre ad accrescere dentro ognuno di noi uno spirito critico e tenere in considerazione le fonti da cui attingiamo informazioni, un ruolo decisivo viene svolto dal giornalista. Il giornalista di oggi \u00e8 ben diverso da quello che conosciamo. Innanzitutto dobbiamo smettere di vederlo nell&#8217;ottica di colui che esce dal proprio ufficio e va a caccia di scoop. Il giornalista del nuovo millennio \u00e8 online. E non \u00e8 pi\u00f9 un semplice nome in fondo ad un articolo, bens\u00ec un personaggio dotato di fama e seguito, che oggi viene idolatrato e domani potrebbe essere messo alla gogna dai suoi stessi seguaci. \u00c8 un&#8217;autorit\u00e0, \u00e8 un punto di riferimento, \u00e8 un opinionleader. E come tale deve rispettare questo rapporto di fiducia che instaura con i suoi lettori, fungendo da filtro con le notizie del web. Deve navigare sapientemente in quel mare informativo che \u00e8 la rete e deve saper riconoscere le notizie attendibili, scartare le bufale e portare sotto gli occhi dei lettori quello che molti scelgono di tenere nascosto. Seppur la carta stampata ne soffre, non \u00e8 possibile fermare l&#8217;evoluzione e i cambiamenti ormai effettuati nella nostra societ\u00e0. Il quotidiano ha subito attacchi ogni volta che una nuova invenzione ha fatto il suo ingresso nella societ\u00e0: la televisione, la radio e ora Internet. Ci\u00f2 che conta non \u00e8 il formato su cui si leggono le informazioni, ma i contenuti. Cosa scegliamo di pubblicare, come lo veicoliamo alle masse e cosa queste comprendono, quali dibattiti nascono. Non per forza di cose il nuovo deve essere visto come sconveniente o parassitario solo perch\u00e8 stravolge la nostra quotidianit\u00e0.<br \/>\nPossiamo dire che il desiderio espresso da Tim Berners Lee, considerato il padre del World Wide Web, si sia \u2013 quasi \u2013 realizzato: &#8220;Avevo (e ho) un sogno, che il web potesse essere meno un canale televisivo e pi\u00f9 un mare interattivo di conoscenza condivisa&#8221;. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto tempo impieghiamo per inviare una mail? Quanto per rispondere ad un messaggio? O per leggere un documento? E quanto per informarci sulle ultime notizie nel mondo? La risposta \u00e8: assai poco. 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