{"id":5611,"date":"2017-07-24T12:45:09","date_gmt":"2017-07-24T10:45:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5611"},"modified":"2024-11-06T17:18:06","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:06","slug":"scriviamo-da-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/scriviamo-da-anni\/","title":{"rendered":"Scriviamo da anni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/file_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-5612\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/file_01.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/file_01.jpg 685w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/file_01-283x300.jpg 283w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a>Formano un cuore. Sono i collaboratori de La Voce delle Marche. Hanno, per 10 anni, diffuso nel corpo diocesano interrogativi, idee, pensieri, suggerimenti, punti di vista, notizie, \u201cbuona notizia\u201d. Hanno, come il cuore, pompato la linfa della Vite senza la quale ogni tralcio secca e viene bruciato. Sono persone, uomini e donne, sacerdoti e laici, che hanno resistito, hanno tenuto fede al loro compito di testimoniare il vangelo attraverso i loro articoli. Hanno scritto e scrivono per informare e formare, per far aprire gli occhi su aspetti non usuali, per far sentire comunit\u00e0 una Arcidiocesi grande come quella di Fermo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire che molti, e in molte maniere, hanno auspicato la chiusura de La Voce delle Marche. Ma, come si vede, abbiamo resistito per dieci anni. L\u2019Arcivescovo, pi\u00f9 volte, ha incoraggiato la redazione perch\u00e9, ha detto &#8220;fa bene alla Diocesi avere un gruppo pensante come voi\u201d. Nell&#8217;articolo di pag. 7 Francesca, una collaboratrice di Morrovalle, si dice onorata di appartenere a questo gruppo di persone &#8220;pensanti&#8221;.<br \/>\nSenza un periodico una Diocesi \u00e8 muta. Ed \u00e8 per questo allora che deve esistere un futuro per il giornale diocesano. Sar\u00e0 un futuro integrato tra web e cartaceo, nuovo e migliore, difficile, in salita, ma fedele a quanto lo stesso Ges\u00f9 ha detto ai discepoli: \u201candate e ammaestrate!\u201d.<br \/>\nNelle notizie di manifestazioni ufficiali, accadimenti pubblici, conferenze, fatti di cronaca nera, La Voce delle Marche non pu\u00f2 competere con i quotidiani locali. Pu\u00f2 invece concorrere con le notizie che \u201csvelano\u201d avvenimenti e situazioni, cio\u00e8 tutte quelle informazioni che non balzano di per s\u00e9 alla ribalta dell\u2019opinione pubblica, ma che tocca al giornalista scovare e proporre. Non per nulla il giornalista deve essere un buon segugio.<br \/>\nVi sono interi settori nei quali le testate laiche non pescano per scelta. Classico esempio l\u2019informazione ecclesiale e religiosa, dove nessuno ci pu\u00f2 battere. E siccome l\u2019esperienza religiosa fa parte della vita della gente della diocesi fermana, \u00e8 anch\u2019essa attesa e noi la diamo in una sorta di esclusiva.<br \/>\nVi sono poi i reportage, le inchieste, le interviste, i servizi che rendono appetibile e vivace il nostro giornale. Su questo settore La Voce delle Marche primeggia nel confronto con gli altri giornali. Ed \u00e8 per questo che il nostro periodico non deve avere complessi di inferiorit\u00e0 nei confronti di nessuno. Bisogna crederci e darsi molto da fare.<br \/>\nVi \u00e8 un altro aspetto da considerare in tema di concorrenza: la qualit\u00e0 dell\u2019informazione. Il primato sul territorio lo si gioca anche e soprattutto a questo livello. E un\u2019informazione di qualit\u00e0 \u00e8 frutto di un progetto complessivo che punta sull\u2019onest\u00e0, sulla correttezza, sulla competenza, che non risponde a interessi economici, a interessi politici, alla voglia di protagonismo.<br \/>\nLa Voce delle Marche ha come traguardo guadagnarsi la fiducia di un gruppo di persone che abitano l&#8217;Arcidiocesi fermana. Il lettore ha bisogno di fidarsi e di appoggiarsi a una testata o a un autore. Vi presentiamo (a lato)i volti dei redattori. Non ci nascondiamo dietro uno pseudonimo. Ogni articolo \u00e8 sempre firmato. E quando manca la firma \u00e8 perch\u00e8 viene cucinato dalla redazione. Qualcuno (cfr. pag. 3) chiede di allargare gli articoli in una sorta di blog, il web 2.0, il cosiddetto social network, cercando una interattivit\u00e0, sollecitando l\u2019espressione del pensiero dei lettori. Ci penseremo. Ma gi\u00e0 nel nostro giornale online ogni articolo pu\u00f2 essere commentato non solo con un \u201cmi piace\u201d.<br \/>\nAltro traguardo raggiunto del giornale diocesano \u00e8 l\u2019informazione gratuita. Sebbene si debba pensare ad una forma di abbonamento in quanto, se vogliamo che il giornalismo continui ad essere una professione, un mestiere di cui si pu\u00f2 vivere, \u00e8 evidente che l\u2019informazione non pu\u00f2 essere gratuita. Google non pu\u00f2 vivere di rendita sul lavoro altrui.<br \/>\nIl confronto tra web e cartaceo, con tutti i problemi che comporta, non \u00e8 per contrapporre i due mondi, immaginando un duello che prelude alla sconfitta di uno dei due contendenti. Di fronte alle novit\u00e0 e ai dubbi, non serve domandarsi se il giornale di carta rester\u00e0 in vita. Dobbiamo cercare di inventare un nuovo modo di esistere dell\u2019informazione nei diversi media. Dobbiamo pensare all\u2019informazione giornalistica come integrata. Occorre fare un unico prodotto che ha pi\u00f9 facce e pi\u00f9 chance da valorizzare al massimo.<br \/>\nAbbiamo una carta vincente, anzi due: una nicchia di lettori fidelizzati e un valore intorno al quale aggregare lettori. La Voce delle Marche \u00e8 un periodico diocesano: quindi ha un territorio, la diocesi, ha un bacino di utenza ben preciso; e ha un valore da presentare raccontando ogni notizia.<br \/>\nSi potrebbe pensare ad una tavola rotonda con i lettori di una vicaria, di una citt\u00e0 di una parrocchia. Il lettore potrebbe in qualche modo diventare una specie di giornalista aggiunto. Dobbiamo far capire pian piano che \u00e8 possibile far collaborare persone comuni, non solo giornalisti. Potremmo cio\u00e8 attivare un gruppo di cittadini a partecipare in un ruolo attivo nel processo di raccolta, stesura, analisi e diffusione delle notizie e dell\u2019informazione. Un giornale dunque che viene realizzato il pi\u00f9 possibile dalla comunit\u00e0 diocesana puntando sulla partecipazione.<br \/>\nDigitale, personalizzabile, con la possibilit\u00e0 di un dialogo diretto tra lettori e redattori, basato su un mix tra notizie, reportage, ritratti, informazioni utili, editoriali scritti dalla redazione e blog esterni. Cos\u00ec sar\u00e0 il nostro giornale nei prossimi anni. Che ne dite? Ci scommettiamo? \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Formano un cuore. Sono i collaboratori de La Voce delle Marche. Hanno, per 10 anni, diffuso nel corpo diocesano interrogativi, idee, pensieri, suggerimenti, punti di vista, notizie, \u201cbuona notizia\u201d. Hanno, come il cuore, pompato la linfa della Vite senza la quale ogni tralcio secca e viene bruciato. 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