{"id":5589,"date":"2017-07-13T16:00:18","date_gmt":"2017-07-13T14:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5589"},"modified":"2024-11-06T16:52:50","modified_gmt":"2024-11-06T15:52:50","slug":"la-storia-coperta-dalle-erbacce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/la-storia-coperta-dalle-erbacce\/","title":{"rendered":"La storia coperta dalle erbacce"},"content":{"rendered":"<h2><em>Amandola: verso il monastero dei benedettini<\/em><\/h2>\n<p>La costa \u00e8 incandescente. Scelgo di nuovo la montagna.<br \/>\n\u00c8 da tempo che non salgo al monastero dei santi Vincenzo e Anastasio.<br \/>\nAttraverso Amandola, scegliendo la strada del vecchio trenino, che evita il centro storico. \u00c8 bianca, polverosa, piena di buche, ma suggestiva.<br \/>\nSuperato il camposanto, dopo un po\u2019 si gira a destra. Ci sono indicazioni per Garulla Superiore e Inferiore. La strada \u00e8 stretta, ombreggiata, piacevole. Nessuno oltre me.<br \/>\nFatto qualche chilometro, un\u2019altra deviazione, a sinistra, per Abbadia e altri borghi. Lascio l\u2019auto, zaino in spalla, cappello largo e scarponi. Salgo. Me la ricordavo meno impegnativa. Lo \u00e8. E molto ripida pure. A sinistra scorre un rigagnolo. I giornali nazionali hanno titolato: allarme siccit\u00e0. Qui non ce n\u2019\u00e8. A destra il fosso \u00e8 molto pi\u00f9 consistente d\u2019acqua.<br \/>\nCurve su curve, poi la vegetazione lascia un pertugio. Eccolo, il monastero dei Benedettini che domina Amandola e le sue frazioni. \u00c8 messo male. La porzione ultima sulla destra \u00e8 crollata, le macerie sono ancora l\u00ec. La chiesa ha enormi crepe sopra la porta. Il cortile dell\u2019edificio dove abitavano i monaci prima e la fraternit\u00e0 dei Francescani poi \u00e8 sbarrato. Arrampicandosi un po\u2019, si vede il crollo della parte centrale che ha lasciato scoperti i locali dei frati e il grande tubo del camino.<br \/>\nL\u2019ultima volta che ci sono stato risale a tre anni fa. Si celebrava la messa in latino secondo il Concilio di Trento. Prima del terremoto, i frati hanno avuto problemi per il loro stile.<br \/>\nMi seggo sotto ai pini. Passa un\u2019auto della Protezione civile, si reca a Casalicchio, un poco pi\u00f9 sopra. Pi\u00f9 sotto invece si vede Amandola. Fu una delle prime Comunanze. \u00c8 una pagina bella e dimenticata: la rivolta ai feudatari da parte dei contadini che volevano libert\u00e0 dalla terra, inurbamento, casa propria. La comunanza si ricorda per il nome del comune e per un cartello \u2013 chiss\u00e0 se oggi sparito \u2013 all\u2019ingresso di Balleria di Rubbiano, in terra di Montefortino. Non era un possedimento farfense quello che sto guardando. Di originale ha avuto anche un periodo storico, dal 1439 al 1473: quello degli abati manuali, quando i parrocchiani eleggevano l\u2019abate. Democrazia? Un po\u2019 eccessiva, ma democrazia come partecipazione popolare. Scrivo mentre la radio fornisce i dati dei ballottaggi. Ha vinto l\u2018astensionissmo: oltre il 50 per cento. Non \u00e8 un bel segno. Mi tornano gli scritti di Antonio Gramsci che invitava la gente a \u00abfare la storia\u00bb, e Vaclav Havel, drammaturgo, dissidente carcerato, presidente della Repubblica Cecoslovacca, quello del Potere dei senza potere. I minori, cio\u00e8, ognuno di noi.<br \/>\nRiprendo la strada. C\u2019\u00e8 una cappellina solitaria, tra ginestre, fichi selvatici, margherite giganti, tarassaco, malve e conifere. \u00c8 stata la casa del Beato Antonio Migliorati, agostiniano del 1300. Nubigero, perch\u00e9 comandava alle nuvole e alla pioggia. Le sue spoglie mortali furono \u00abfucilate\u00bb dai soldati francesi nel 1798.<br \/>\nMi piacerebbe raccontare queste storie ai profughi. E ascoltare le loro. Come quando a Montecassino il goto si sedeva accanto al vandalo e al franco e al latino. Ricostruendo cos\u00ec un mondo e una convivenza. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amandola: verso il monastero dei benedettini La costa \u00e8 incandescente. Scelgo di nuovo la montagna. \u00c8 da tempo che non salgo al monastero dei santi Vincenzo e Anastasio. Attraverso Amandola, scegliendo la strada del vecchio trenino, che evita il centro storico. \u00c8 bianca, polverosa, piena di buche, ma suggestiva. 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