{"id":5566,"date":"2017-07-11T14:00:16","date_gmt":"2017-07-11T12:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5566"},"modified":"2017-07-10T12:22:49","modified_gmt":"2017-07-10T10:22:49","slug":"la-forza-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/07\/la-forza-dellamore\/","title":{"rendered":"La forza dell\u2019amore"},"content":{"rendered":"<p>Parole forti, esigenti quelle che leggiamo nel Vangelo di questa domenica. Matteo riporta un\u2019altra parte, l\u2019ultima, del discorso missionario di Ges\u00f9; parla ai suoi discepoli, ma se vogliamo parla a tutti noi, per indicare la strada di quell\u2019andare nel mondo, per essere testimoni della novit\u00e0 cristiana. Certo ci sono fatiche e sofferenze, dice sempre Matteo, ma chi compie questa scelta \u201cnon perder\u00e0 la sua ricompensa\u201d.<br \/>\nParole forti, dunque, anzi esigenti: \u201cChi ama padre o madre pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me\u201d; cos\u00ec chi ama di pi\u00f9 il proprio figlio o non prende con s\u00e9 la propria croce. Non leggiamo queste parole come un assoluto, pretesa davvero inaudita, ma cerchiamo di comprenderne la verit\u00e0 profonda, cui esse invitano. Non si tratta cio\u00e8 di non amare padre, madre \u2013 come la mettiamo con il quarto comandamento? \u2013 o di non amare i figli. Ges\u00f9 non esige un amore totalitario per la sua persona, ma chiede quel \u201cmorso del pi\u00f9\u201d, direbbe don Ciotti, richiama l\u2019amore che deve essere dato al Signore, e chiede, semplicemente, che a lui, alla sua volont\u00e0, non sia preferito niente e nessuno da colui che vuole essere suo discepolo. \u201cL\u2019affetto di un padre, la tenerezza di una madre, la dolce amicizia tra fratelli e sorelle, tutto questo, pur essendo molto buono e legittimo \u2013 dice Papa Francesco all\u2019Angelus \u2013 non pu\u00f2 essere anteposto a Cristo. Non perch\u00e9 egli ci voglia senza cuore e privi di riconoscenza, anzi, al contrario, ma perch\u00e9 la condizione del discepolo esige un rapporto prioritario con il maestro\u201d.<br \/>\nLa nostra vita \u00e8 fatta di tanti fili sottili che ci legano, come il voler bene a una persona, l\u2019affetto e la stima degli altri, il timore di non essere \u201cqualcuno\u201d, paure e insicurezze che ci impediscono di essere accoglienti, di guardare l\u2019altro come un fratello e non un nemico, e di chiuderci nelle nostre pseudo sicurezze. Ma \u00e8 questa la strada?<br \/>\n\u201cChi non prende la propria croce e non mi segue, non \u00e8 degno di me. Chi avr\u00e0 tenuto per s\u00e9 la propria vita, la perder\u00e0, e chi avr\u00e0 perduto la propria vita per causa mia, la trover\u00e0\u201d. Cosa ci dice, dunque, Matteo? Essere discepoli di Cristo, essere cristiano, richiede scelte serie, altrimenti, per usare le parole di Papa Francesco, si \u00e8 cristiani \u201cda pasticceria\u201d, delle belle torte, \u201ccristiani da salotto\u201d, pi\u00f9 attenti alla forma che alla sostanza.<br \/>\nFrancesco parlando ai fedeli all\u2019Angelus, sottolinea due aspetti essenziali per la vita del discepolo: \u201cIl suo legame con Ges\u00f9 \u00e8 pi\u00f9 forte di qualunque altro legame; il missionario \u2013 ed \u00e8 il secondo aspetto \u2013 non porta s\u00e9 stesso, ma Ges\u00f9, e mediante lui l\u2019amore del Padre celeste\u201d. I due aspetti sono connessi per il Papa, perch\u00e9 \u201cpi\u00f9 Ges\u00f9 \u00e8 al centro del cuore e della vita del discepolo, pi\u00f9 questo discepolo \u00e8 trasparente alla sua presenza\u201d.<br \/>\n\u201cChi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato\u201d. Questo feeling trasforma il discepolo in un rappresentante di Ges\u00f9, dice Papa Francesco, \u201cun suo ambasciatore, soprattutto con il modo di essere, di vivere\u201d. Insomma per la gente, \u00e8 sempre la riflessione del Papa all\u2019Angelus, \u00e8 importante percepire che \u201cper quel discepolo Ges\u00f9 \u00e8 veramente in Signore, \u00e8 veramente il centro, il tutto della vita\u201d. Come ogni persona umana avr\u00e0 \u201ci suoi limiti e anche i suoi sbagli \u2013 purch\u00e9 abbia l\u2019umilt\u00e0 di riconoscerli \u2013 l\u2019importante \u00e8 che non abbia il cuore doppio, ma semplice, unito; che non tenga il piede in due scarpe, ma sia onesto con s\u00e9 stesso e con gli altri. La doppiezza non \u00e8 cristiana. Per questo Ges\u00f9 prega il Padre affinch\u00e9 i discepoli non cadano nello spirito del mondo\u201d.<br \/>\nAlla base di tutto c\u2019\u00e8 la forza dell\u2019amore. Cos\u00ec se siamo spaventati da quelle parole esigenti, dare la vita, portare la propria croce, Ges\u00f9 ai suoi discepoli dice che anche un piccolo gesto, come quello di dare \u201cun solo bicchiere d\u2019acqua fresca a uno di questi piccoli perch\u00e9 \u00e8 un discepolo, in verit\u00e0 io vi dico: non perder\u00e0 la sua ricompensa\u201d.<br \/>\nCome dire: non c\u2019\u00e8 amore pi\u00f9 grande che dare la vita. Ma anche il gesto pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 piccolo, che tutti possono permettersi, \u00e8 un gesto non banale, ma vivo, vero. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parole forti, esigenti quelle che leggiamo nel Vangelo di questa domenica. Matteo riporta un\u2019altra parte, l\u2019ultima, del discorso missionario di Ges\u00f9; parla ai suoi discepoli, ma se vogliamo parla a tutti noi, per indicare la strada di quell\u2019andare nel mondo, per essere testimoni della novit\u00e0 cristiana. 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