{"id":5491,"date":"2017-06-29T12:00:06","date_gmt":"2017-06-29T10:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5491"},"modified":"2024-11-06T16:55:32","modified_gmt":"2024-11-06T15:55:32","slug":"elisabetta-vesprini-insegnante-di-lettere-della-scuola-secondaria-di-monterubbiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/06\/elisabetta-vesprini-insegnante-di-lettere-della-scuola-secondaria-di-monterubbiano\/","title":{"rendered":"Elisabetta Vesprini, insegnante di Lettere della Scuola secondaria di Monterubbiano"},"content":{"rendered":"<p>La giornata si preannuncia calda fin dal mattino. La via centrale di Monterubbiano \u00e8 assolata e limpido il paesaggio fra monti azzurri e dolci colline: un panorama mozzafiato, a tutto tondo. Ho appuntamento con l\u2019insegnante Elisabetta Vesprini che finalmente incontro dopo vari tentativi nel riuscire a concordare una data e un orario che vada bene ad entrambe. Vorrei conoscere pi\u00f9 da vicino il lavoro di ricerca storica che \u00e8 stato realizzato e presentato in un libro di cui Rai 3 Regione ne ha parlato ai primi di giugno. Si intitola \u201cUn magico viaggio\u2026d\u2019altri tempi. Il ritorno del Picchio tra le dolci colline Picene\u201d ed \u00e8 stato ideato fin dai primi passi e quindi portato a conclusione, dagli alunni delle classi seconda A e seconda B della Scuola Secondaria di Monterubbiano. Elisabetta mi viene incontro con un solare sorriso. Attraversiamo, chiacchierando, viuzze dalle finestre in fiore e strade silenziose per arrivare alla casa dove abita. Un luogo incantevole, immerso nel verde e circondato da un paesaggio da cartolina. Mi sento a mio agio, come accade con una vecchia conoscenza, parliamo inizialmente di argomenti utili e familiari per me ex docente, e per lei giovane insegnante in servizio, tuttavia il mio interesse si fa esplicito: desidero che mi racconti come sia nata l\u2019idea del libro scritto dai suoi ragazzi e che ha avuto tanto successo.<br \/>\nGli alunni delle classi 2A e 2B della scuola secondaria \u201cTemistocle Calzecchi Onesti\u201d di Monterubbiano, hanno presentato sabato 3 giugno nella Chiesa di San Francesco la loro prima pubblicazione -\u201cUn magico viaggio \u2026 d\u2019altri tempi. Il ritorno del picchio fra le dolci colline picene&#8221;.- L\u2019evento ha aperto i festeggiamenti dell\u2019Armata di Pentecoste con la lettura straordinaria del bando della Festa.<br \/>\nIn costumi cinquecenteschi i ragazzi hanno letto alcune pagine dl libro, calandosi ciascuno nel ruolo che avrebbe ricoperto l\u2019indomani \u201cd\u00ec solemne di festa\u201d.<br \/>\nTra storia e fantasia, al suono dei tamburi e delle chiarine, in una cornice insolita quanto suggestiva c\u2019\u00e8 stata l\u2019incursione dei \u201cguazzar\u00f2\u201d gli antichi Sabini divenuti Piceni. Con la loro veste bianca, zappa e canne in mano, hanno \u201cbenedetto\u201d il pubblico sbruffando vino sorseggiato dal trufo, secondo l\u2019antica consuetudine delle Saturnalia romane.<br \/>\nUn\u2019esperienza del tutto nuova, che a scuola non pensavamo di poter vivere. Certo \u00e8 stata una bella \u201cfatica\u201d, ma ne siamo contenti. Ognuno ha lavorato per quello che sa fare: dal gruppo dei pensatori ai disegnatori ai grafici. Abbiamo voluto raccontare le origini della nostra regione: le Marche, pensando al giovane popolo dei Sabini, che seguendo un picchio trovarono questa terra e divennero Piceni. Narriamo la vicenda di quattro ragazzi giunti, grazie ad un magico portale, nel 1500 alle prese con cavalieri e dame, capitano d\u2019armata e guazzar\u00f2. Si trovavano infatti nel giorno della Pentecoste a Monterubbiano, al tempo una nobile Terra. Il Picchio sar\u00e0 la loro guida, ma troveranno di volta in volta mentori importanti, che li aiuteranno in una caccia alla \u201cparola\u201d tra le corporazioni, nei luoghi pi\u00f9 importanti del paese. Ritorneranno nel presente, ma\u2026 Davvero \u201c Un magico viaggio \u2026 d\u2019altri tempi\u201d.<br \/>\nIl lavoro ha avvicinato necessariamente i ragazzi alla ricerca storica, un approccio non cattedratico, ma quasi ludico, teso a coniugare l\u2019analisi e la valutazione storica con immaginazione preadolescenziale. Di ogni documento consultato si \u00e8 scelto quello che poteva suscitare stupore ed interesse: dalla lingua alle leggi, dalle consuetudini ai giochi. La scrittura ha favorito la coscienza e conoscenza storica anche se non a tutti nota, rendendoli consapevoli della ricchezza del territorio in cui si vive.<br \/>\nConoscere il territorio ed essere in grado di leggere l\u2019imago urbis significa riscoprire la realt\u00e0 che ci circonda e che spesso scivola via dalla nostra attenzione, in un rapporto pi\u00f9 profondo e significativo. Sviluppare la consapevolezza in tal senso, porta anche ad acquisire la capacit\u00e0 di relazionarsi col patrimonio da tutelare. Conservare risulta di fondamentale importanza alfine di custodire le radici storiche e culturali che sussistono ancora nel nostro quotidiano. Assumono particolare rilievo, le possibili forme di lettura e di osservazione del territorio a disposizione in rapporto alle tracce lasciate dall\u2019attivit\u00e0 umana che con la sua azione ha costruito nel tempo e costruisce tuttora, ci\u00f2 che la circonda. In fondo, l\u2019immagine di Monterubbiano storica di cui si parla nel libro \u00e8 proprio quella che i suoi stessi abitanti hanno modellato e plasmato nel corso dei secoli. Una continua opera di sovrapposizione, di stratificazione influenzata dalle vicende della storia socio-economica, politica e religiosa. Il tentativo di preservare, di mantenere le tracce distintive di questa realt\u00e0 storico-territoriale, siano esse chiaramente visibili o costrette a una progressiva trasformazione ed eliminazione, non \u00e8 vano.<br \/>\nCosa rappresentano le pagine scritte dai ragazzi dell\u2019imago urbis e del territorio?<br \/>\nIn primis possiamo fare riferimento allo stile letterario scelto, alla descrizione particolareggiata di un ambiente di media collina, con gli elementi caratterizzanti e peculiari; ma gli autori portano anche l\u2019attenzione del lettore all\u2019ambito pi\u00f9 urbanistico o architettonico andando quindi a riscoprirne le diverse tappe dello sviluppo. Emergono due \u201cconcetti\u201d, l\u2019immagine del paese del tempo e nel tempo e della zona di appartenenza, rappresentati in chiave geomorfologica, antropica, socio-economica.<br \/>\nEsistono, in realt\u00e0, molteplici possibilit\u00e0 di lettura in relazione alle nozioni di imago urbis legate alla diversa prospettiva da cui ci si pone nel guardare al paese.<br \/>\nL\u2019aspetto del discorso educativo concernente la rappresentazione e la fruizione dell\u2019imago urbis \u00e8 principalmente legato ad una chiave interpretativa di tipo storico. Le immagini del libro ne danno un chiaro riscontro in una visione complessiva articolata e variegata. L\u2019analisi storica \u00e8 anche multidisciplinare e le numerose argomentazioni potrebbero indurre a \u201cpensare\u201d ad un proseguo del libro stesso.<br \/>\nA seguito di queste considerazioni, risulta evidente che una proposta di educazione al territorio e alla conoscenza del volto di Monterubbiano fra Medioevo e primo Rinascimento \u00e8 di primaria importanza sia per gli studenti che per una attivit\u00e0 scolastica di stile interdisciplinare. Il progetto nasce proprio dal desiderio di solleticare in ogni alunno un\u2019iniziale forma di \u2018curiosit\u00e0\u2019, che si trasformi poi in vero e proprio percorso di ricerca e di lettura dei documenti storici.<br \/>\nL\u2019attualit\u00e0 e la rilevanza che tale argomento riveste, oltre alla possibilit\u00e0 di diversificare le modalit\u00e0 di approccio, hanno consentito di proporlo ad un pubblico adulto al termine dell\u2019anno scolastico 2016\/2017. In tal modo, lo studio sull\u2019immagine dei costumi d\u2019epoca e dei luoghi visitati, partendo dai protagonisti, giunge sino agli adulti in un legame generazionale che stimola e avvicina.<br \/>\nMentre ascolto Elisabetta che mi parla del libro, osservo il suo sguardo, le brillano gli occhi.<br \/>\nSe ci chiedessimo quali siano stati i professori che ci hanno segnato in modo significativo, non esiteremmo a rispondere. Ricorderemmo i loro nomi, il loro stile e per quale motivo ci hanno lasciato il segno. Un bravo insegnante non si dimentica. Credo che Elisabetta Vesprini, insieme alle colleghe Sara Sbattella, Susy Martini ed Elisa Del Sordo che hanno collaborato insieme, abbiano fatto centro nel cuore e nella mente dei propri ragazzi.<br \/>\nLa stessa cosa vale anche per chi accompagna i ragazzi al di fuori dell\u2019ambito scolastico, le famiglie, la Parrocchia, ecc&#8230; perch\u00e9 chi sa educare in modo valido lascia una traccia indelebile che va oltre la sola conoscenza trasmessa.<br \/>\nNella nostra vita scorrono attraverso i ricordi i visi di centinaia di persone e la maggior parte di questi sbiadiscono, tuttavia, coloro che dimostrano una speciale abilit\u00e0 nel trasmettere conoscenza, restano indimenticabili. Ritengo fortunati i ragazzi delle seconde A e B.<br \/>\nFin da bambini si hanno vari eroi che ispirano tutta l\u2019infanzia ed oltre i genitori o altri personaggi, gli insegnanti occupano un posto molto importante nella vita. Saper inculcare il valore dello sforzo, la pronuncia delle parole giuste nel momento adeguato oppure saper utilizzare una tecnica di studio avvincente, fa s\u00ec che la conoscenza acquisita resti legata al ricordo dell\u2019elemento che la rendeva tanto singolare e affascinante. Il lavoro letterario e di ricerca da parte dei ragazzi \u00e8 ben espresso nel libro \u201cUn magico viaggio d\u2019altri tempi\u201d e tutto questo grazie a professori che hanno dimostrato una speciale abilit\u00e0 nel toccare l\u2019anima e sanno incuriosire insegnando ed aiutando a crescere i cittadini di domani che saranno in grado di scegliere con consapevolezza gli orientamenti fondamentali della propria vita. Il lavoro prodotto ha permesso agli alunni di superare i propri limiti, offrendo loro sfide di poco superiori alle proprie possibilit\u00e0. Guidati alla ricerca hanno potuto trovare il modo migliore affinch\u00e9 interiorizzassero il contenuto che si \u00e8 voluto trasmettere.<br \/>\nHo chiesto ad Elisabetta quanto sia stato importante saper affrontare il progetto del libro fin dall\u2019inizio. Mi risponde di aver offerto tutte le proprie conoscenze supportata anche dall\u2019argomento di storia della propria tesi di Laurea ed aiutando gli alunni ad affrontare via via gli inevitabili ostacoli. Si tratta di un affiancamento prezioso dato dall\u2019esperienza nel settore ed io aggiungo di un dono speciale per l\u2019insegnamento che sa trasmettere saggezza.<br \/>\n\u00abScrivere \u00e8 un grande privilegio; una possibilit\u00e0 miracolosa saper esprimere la propria opinione per una circolazione potenzialmente infinita\u00bb. Cos\u00ec descrive la scrittura Nicola Gardini, professore a Oxford e autore di \u201cViva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile\u201d (Garzanti).<br \/>\nPer invogliare i ragazzi alla scrittura, si deve capire il valore sociale dello scrivere: \u00abLa scrittura \u00e8 un modo di \u201crispondere\u201d al mondo, di parlare idealmente con tutti \u2013 sottolinea ancora Nicola Gardini \u2013.<br \/>\nChi scrive sta parlando al mondo e a proposito di docenti in gamba Carl Gustav Jung afferma: \u201cSi guarda indietro apprezzando gli insegnanti brillanti, ma la gratitudine va a coloro che hanno toccato la nostra sensibilit\u00e0 umana\u201d.<br \/>\nL\u2019anno scolastico non poteva terminare in modo migliore. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giornata si preannuncia calda fin dal mattino. La via centrale di Monterubbiano \u00e8 assolata e limpido il paesaggio fra monti azzurri e dolci colline: un panorama mozzafiato, a tutto tondo. 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