{"id":5458,"date":"2017-06-28T12:30:32","date_gmt":"2017-06-28T10:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5458"},"modified":"2017-06-28T11:17:48","modified_gmt":"2017-06-28T09:17:48","slug":"lerba-della-madonna-e-li-focaracci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/06\/lerba-della-madonna-e-li-focaracci\/","title":{"rendered":"L\u2019erba della Madonna e li focaracci"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Oh! Mamma, dove vai?\u201d &#8211; chiedeva Filippetto tra il divertito ed il preoccupato. Non era ancora l\u2019alba ed il ragazzo la vedeva trafficare in casa. Era troppo presto per andare in campagna, poi era Agosto e grandi lavori agricoli non ce n\u2019erano da fare. La terra avrebbe accolto di l\u00ec a poco, manciate di letame che i contadini spandevano per i campi per renderli pi\u00f9 fertili, quando ancora non si conoscevano concimi chimici. Ogni casa colonica aveva le proprie mucche nelle stalle. Vicino c\u2019era \u201clu grasci\u00e0\u201d, la concimaia con il proprio carico di urine e stabbio. Filippetto era dell\u2019interno e non sapeva poverino che lungo la costa, l\u00e0 dove ora abitava, al posto di lu, si diceva lo: lo patr\u00f2, lo fatt\u00f2, lo conte, lo marchese. In altre zone d\u2019Italia che aveva imparato a conoscere, davanti al nome si metteva invece ul: ul duttur, ul farmacista, ul marchese, ul sciur padrun, ecc. Sempre padroni erano, ma importante era mettere l\u2019articolo giusto davanti ai nomi. Qualcuno, che aveva sentito parlare in un\u2019occasione, si era risentito anche perch\u00e9 il suo interlocutore aveva usato lu al posto di lo. Ne era nata una discussione divertentissima, degna della migliore accademia d\u2019altri tempi.<br \/>\nChiss\u00e0 cosa avr\u00e0 da fare la mia mamma &#8211; pensava ancora il ragazzo. Tra l\u2019altro faceva anche la misteriosa, quasi volesse nascondere qualcosa. Avrebbe capito tutto, quando di l\u00ec a poco sarebbe ritornata con un fascio d\u2019erba sotto il braccio. Andava, come tutte le altre mamme della piccola frazioncina di campagna, a raccogliere l\u2019erba della Madonna. Era una pianta che cresceva spontanea nei campi di erba medica, sui fossati bagnati dagli scoli d\u2019acqua piovana. Ce n\u2019erano di due tipi: maschio e femmina. La prima, quando era il tempo della fioritura, si distingueva facilmente per i fiori di colore celeste, la femmina invece si ornava di fiori sul bianco. Non si faceva fatica a individuarla tra le altre erbe. Importante era che fosse raccolta prima che il sole sorgesse. Il giorno consacrato alla raccolta era Ferragosto, il giorno dell\u2019Assunzione.<br \/>\nFilippetto stentava ancora a capire. Che bisogno c\u2019era di andare cos\u00ec presto a raccogliere un po\u2019 d\u2019erba! Ne vedeva tanta per i campi. Il pap\u00e0 la falciava con la falciatrice meccanica tirata dalle mucche; la faceva seccare, poi portava a casa il fieno. No, diceva la mamma, l\u2019erba della Madonna era un\u2019erba speciale. Si conservava in casa per usarla quando sarebbe stato necessario.<br \/>\nLa preparazione dell\u2019infuso costituiva quasi un rito, al quale Filippetto partecipava interessato.<br \/>\nLe piantine raccolte erano lavate e messe in un recipiente colmo d\u2019acqua. Si aggiungevano nove foglie di olivo gi\u00e0 benedette il giorno delle Palme, nove acini di grano, nove pezzetti di lievito fatto in casa, nove teste di fiammiferi e nove grani di sale grosso. Il tutto veniva fatto bollire per circa venti minuti. Quando l\u2019acqua si era raffreddata, si divideva per tre volte nel catino per lavare i bambini. Dicevano che era un\u2019acqua miracolosa. Toglieva ogni mal di testa e allontanava il malocchio. Dopo essersi lavati il viso, l\u2019acqua raccolta nel catino, parte veniva gettata nella cenere del camino, altra nel lavandino, altra ancora dal balcone di casa.<br \/>\nFilippetto ricorda altre cose di quel periodo lontano: la raccolta della camomilla e i focaracci. La prima cresceva anche sui suoli aridi e scoscesi. Veniva portata in casa e messa ad essiccare in soffitta, distesa su piccole stuoie. Poi si metteva in vasetti di vetro e consumata ogni volta che se ne aveva bisogno. Si metteva a bollire l\u2019acqua dentro i fiori di camomilla prelevati dal vasetto e l\u2019infuso era pronto. Molte cose erano preparate in casa e non si doveva andare in paese per comprarle o in un negozio che era fornito di tutto, dal cordame, al mangime per gli animali, ai generi alimentari.<br \/>\nAveva sentito raccontare che qualche contadino, di notte, quando sentiva muggire le mucche nelle stalle, si alzava, metteva a bollire la camomilla e la dava da bere alle bestie che avevano qualche problema nella digestione. Alcuni contadini si vantavano di avere i capi di bestiame pi\u00f9 belli del circondario. Partecipavano a premi e a concorsi, riuscendo anche vincitori. Stagioni ed epoche lontane anni luce, anche se il tempo trascorso non \u00e8 poi cos\u00ec lontano.<br \/>\nI focaracci invece costituivano un rito del tutto particolare. Alla sera della vigilia di Ferragosto si raccoglieva la legna ed ogni altra cosa da bruciare. Si accendeva il fuoco; dalle colline e casolari lontani erano centinaia di fuochi che ardevano nella notte. Dicevano che erano in onore della Madonna, come quelli che brillavano al dieci di Dicembre per la Madonna della Venuta. I focaracci pi\u00f9 belli erano quelli che ardevano per pi\u00f9 tempo, allora era un andirivieni continuo di frichi e friche che si davano da fare per ammucchiare quanta pi\u00f9 roba possibile.<br \/>\nGli adulti ridevano divertiti ma contenti che tra loro ed i pi\u00f9 piccoli ci fosse questa continuit\u00e0 di riti e tradizioni. Ricordavano la propria adolescenza e il proprio passato.<br \/>\nFilippetto invece, ora che era diventato grande, non poteva n\u00e9 riusciva a vedere il se stesso giovane in quelli che aveva attorno, troppo lontani i modelli culturali. Ora nessun fuoco brillava pi\u00f9 nella notte per le campagne, scomparsi i protagonisti di un tempo n\u00e9 nessuno sapeva pi\u00f9 cosa fosse l\u2019erba della Madonna. Rimaneva solo lui e pochi altri a tramandarne la memoria. Altri si aggiungeranno col tempo pensava e questo lo rincuorava. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Oh! Mamma, dove vai?\u201d &#8211; chiedeva Filippetto tra il divertito ed il preoccupato. Non era ancora l\u2019alba ed il ragazzo la vedeva trafficare in casa. Era troppo presto per andare in campagna, poi era Agosto e grandi lavori agricoli non ce n\u2019erano da fare. 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