{"id":5445,"date":"2017-06-22T15:49:09","date_gmt":"2017-06-22T13:49:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5445"},"modified":"2024-11-06T16:52:50","modified_gmt":"2024-11-06T15:52:50","slug":"la-fede-dipinta-e-tramandata-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/06\/la-fede-dipinta-e-tramandata-2\/","title":{"rendered":"La fede dipinta e tramandata"},"content":{"rendered":"<p>Sibilla maga, Sibilla veggente, e poi fata ed anche strega\u2026 Decine sono le caratterizzazioni, le vulgate e le leggende sulla Sibilla appenninica.<br \/>\nIl mito e la magia restano forti. Ed oggi lo sono ancora di pi\u00f9 dopo che il suo ventre \u2013 come il ventre di tutti i Sibillini &#8211; ha ruggito ad agosto del 2016.<br \/>\nIl Monte Sibilla \u00e8 alto 2173 metri. All\u2019apice, una corona di rocce rende la vetta di una regalit\u00e0 assoluta.<br \/>\nCentinaia sono gli escursionisti che ogni anno la raggiungono salendo da Montemonaco (in provincia di Ascoli Piceno) e, la pi\u00f9 parte, dal rifugio omonimo e sottostante. Un tratto del percorso \u00e8 lo stesso compiuto dal Guerin detto il Meschino. Le gesta del cavaliere errante e solitario che, alla ricerca delle sue origini e della sua famiglia, raggiunse la maga per interrogarla, furono narrate da Andrea da Barberino. Un racconto molto noto e popolare che ispir\u00f2 Wagner per il suo Tannh\u00e4user.<br \/>\nIn questi mesi, un gruppo di persone capeggiato dal dr Lando Siliquini, medico, scrittore, cultore di antropologia, a lungo sindaco di Montefortino (provincia di Fermo), e presidente del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea, sta preparando la richiesta all\u2019UNESCO di riconoscimento della Sibilla e dei Sibillini come patrimonio materiale e immateriale dell\u2019Umanit\u00e0.<br \/>\nI percorsi per raggiungere la cima con nel fianco il piccolo pertugio \u2013 l\u2019antro (in gran parte franato) &#8211; sono stati riaperti e hanno visto un nuovo interesse.<br \/>\n60 chilometri circa in auto, e poi tre ore di cammino, distanziano la montagna dal mare Adriatico.<br \/>\nNei giorni limpidi di primavera, le cime innevate si scorgono dal porto turistico e peschereccio di Porto San Giorgio. Il Mercato ittico ha una struttura all\u2019avanguardia: cemento e ferro, e una forma quasi di balena che si rituffa nelle onde. La cittadina balneare fu raccontata da Gabriele D\u2019Annunzio, ammiratore e partecipe dei Canottieri piceni. Eleonora Duse aveva 15 anni quando recit\u00f2 nel Teatro comunale che si trova sotto la Rocca Tiepolo, podest\u00e0 fermano di origini venete come l\u2019altro: Ranieri Zeno, che fu prelevato da una flotta della Serenissima perch\u00e9 eletto doge mentre era podest\u00e0 di Fermo.<br \/>\nIl vescovo e guerriero del papa, Niccol\u00f2 Bonafede, defin\u00ec la citt\u00e0 di Fermo \u00absplendore delle Marche\u00bb. Era la fine del Quattrocento. Qualche decennio dopo, Sisto V, gi\u00e0 vescovo fermano come Felice Peretti, la rese arcivescovado. La sua statua campeggia in piazza del Popolo, affacciandosi dalla parete del Palazzo dei Priori sede della ricca Pinacoteca dove si conservano, tra gli altri, L\u2019Adorazione dei Pastori di Pier Paolo Rubens e le tavole con La vita di Santa Lucia di Jacobello del Fiore. Ricchissima Biblioteca civica (350 mila volumi e documenti), palazzi nobiliari e agrari, chiese medievali e Cattedrale in pietra d\u2019Istria rendono unica questa citt\u00e0, capoluogo di provincia, custode della Casula di Thomas Becket.<br \/>\nRisalendo il fiume Tenna (Tignum per i Romani, Tinna per gli Etruschi), una breve deviazione porta a Montegiorgio, dove gli affreschi della Cappella Farfense raccontano la storia di Elena alla ricerca, a Gerusalemme, della Vera Croce.<br \/>\nTornati in piano, dopo il grande teatro romano di Falerio Picenus (oggi Piane di Falerone) costruito in et\u00e0 augustea, appare la \u00abcitt\u00e0 ideale\u00bb: Servigliano, gi\u00e0 Castel Clementino, uno dei Borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia. Ha la forma quasi quadrata, come di un accampamento romano: tre porte, una piazza centrale con diverse altre piazze minori intorno. Celebre per il Torneo Cavalleresco di Castel Clementino e per l\u2019antica Fiera del piano.<br \/>\nAttraversato l\u2019imbocco per la zona montana, un tempo controllato da due rocche al di qua e al di l\u00e0 del fiume: Belluco e Ajello, si scorge Smerillo, conosciuto come il \u00abTibet delle Marche\u00bb, quasi mille metri sul mare e con una Fessa (apertura nella roccia) le cui pareti conservano i fossili, specie conchiglie, eredit\u00e0 di dieci milioni di anni fa, quando il gruppo montano si erse dalle acque.<br \/>\nPoco pi\u00f9 in l\u00e0, Montefalcone conserva uno stupendo quadro dell\u2019Alemanno.<br \/>\nL\u2019odore di acqua sulfurea annuncia l\u2019Abbazia dei santi Ruffino e Vitale, uno dei primi insediamenti monastici nella zona.<br \/>\nAmandola \u00e8 cittadina aristocratica, quasi capitale dei monti, numerosi sono gli stranieri che la abitano (inglesi, scozzesi, israeliani), passaggio obbligato, un tempo, di pellegrini e pastori transumanti verso le pianure laziali e Roma.<br \/>\nNella chiesa del Santuario della Madonna dell\u2019Ambro, in territorio di Montefortino, tra il verde e all\u2019inizio di una gola, sono dipinte le varie sibille. Quella \u00abalchemica\u00bb \u00e8 la sibilla appenninica.<br \/>\nL\u2019altra gola: quella dell\u2019Infernaccio che portava a Capotenna e all\u2019eremo di San Leonardo mentre andiamo in stampa \u00e8 ancora chiusa per i danni del sisma.<br \/>\nMontefortino \u00e8 un piccolo paese che possiede una delle pi\u00f9 belle pinacoteche del centro Italia. \u00c8 stata ribattezzata \u00abla piccola Louvre degli Appennini\u00bb. La minuscola chiesa di sant\u2019Angelo in Montespino, usciti dal centro e presa la strada per Montemonaco, guarda, il Vettore, la Sibilla e la Priora. Da quel luogo, genitori attenti a storia e leggende, indicano ai figli, sul lato sinistro della Sibilla un immaginario Cavaliere errante alla ricerca dell\u2019Antro misterioso.<br \/>\nIl monte fatate lo si attacca da Isola San Biagio, provenendo da Montemonaco, centro che conserva intatto il suo Medio Evo e la presenza dei Cavalieri Templari. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sibilla maga, Sibilla veggente, e poi fata ed anche strega\u2026 Decine sono le caratterizzazioni, le vulgate e le leggende sulla Sibilla appenninica. Il mito e la magia restano forti. 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