{"id":5312,"date":"2017-06-01T11:00:40","date_gmt":"2017-06-01T09:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5312"},"modified":"2017-05-29T14:24:28","modified_gmt":"2017-05-29T12:24:28","slug":"parole-materne-dipinte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/06\/parole-materne-dipinte\/","title":{"rendered":"Parole materne dipinte"},"content":{"rendered":"<h2><em>\u00a0Devozione e Arte Mariana nelle Marche<\/em><\/h2>\n<p>Pubblico numeroso alla conferenza del prof. Stefano Papetti, marted\u00ec 23 maggio, alle ore 21,15 presso il cine-teatro Conti di San Marone. Il tema Devozione e Arte Mariana nelle Marche era indubbiamente di grande richiamo. Il territorio marchigiano ha il pi\u00f9 alto numero di santuari mariani. Basti pensare a quello dell\u2019Ambro, Macereto, Loreto e Santa Maria Apparente, per rimanere vicini a noi. Il Santuario di Loreto poi ha una risonanza internazionale per essere stato visitato fin dalla sua fondazione da re, papi, artisti, intellettuali e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. L\u2019arte religiosa doveva servire da strumento per raccontare la storia della salvezza. Era insomma la Bibbia dei poveri, secondo l\u2019espressione usata da San Gregorio Magno. L\u2019iconografia mariana ha attraversato secoli di storia, ubbidendo di volta in volta a tipologie specifiche, frutto di bisogni materiali che cambiavano di volta in volta.<br \/>\nI Vangeli canonici non ci hanno lasciato nessuna immagine precisa di Maria, la madre di Ges\u00f9.<br \/>\nGli storici dell\u2019Arte Sacra ritengono che la prima rappresentazione figurativa della Madonna sia in una pittura murale nelle catacombe di Priscilla, a Roma, lungo la via Salaria. San Luca, l\u2019evangelista, dopo la morte di Maria, realizza un\u2019immagine mariana, ripresa da Raffaelo nel Rinascimento.<br \/>\nCon San Luca si afferma l\u2019iconografia Achiropita, termine che deriva dal Greco-Bizantino ac\u03b5\u03b9\u03c1\u03bf\u03c0\u03bfi\u03b7\u03c4\u03b1( a = non + \u03c7\u03b5i\u03c1 = mano + \u03c0\u03bf\u03b9\u03b5i\u03bd fare, produrre).<br \/>\nLa pittura non \u00e8 fatta da mano d\u2019uomo ma \u00e8 l\u2019intervento divino che completa l\u2019opera. Un\u2019iconografia di questo genere \u00e8 nella cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano Calabro dell\u2019undicesimo secolo.<br \/>\nNelle Marche, a Mercatello sul Metauro, attorno al 1100 viene commissionata una tela con Maria in trono con il bambino Ges\u00f9. La Madonna indica nel figlio che ha in grembo la persona da seguire. In tutte queste Madonne Achiropite sembra che i personaggi raffigurati somiglino a \u201cgufi appollaiati sui troni\u201d, secondo una definizione data da alcuni storici dell\u2019Arte.<br \/>\nTra il 1200-1300 la figura della Vergine acquista una tridimensionalit\u00e0 appena accennata ma sufficiente a far capire che il gusto pittorico va cambiando. L\u2019opera di Giotto nella Basilica di Assisi e dei suoi allievi che si distribuiscono tra le Marche, la Toscana e l\u2019Umbria, porta ad una nuova iconografia della Madre di Ges\u00f9. Allegretto Nuzi (1315- 1373), nato a Fabriano, lavora prima a Siena, poi a Firenze. Scappa da quest\u2019ultima citt\u00e0 invasa dalla peste e ritorna a Fabriano dove realizza una nuova iconografia della Madonna. \u00c8 la Madonna del latte. \u00c8 una tipologia che attraversa l\u2019Italia centrale per ben due secoli, fino alla Riforma protestante e alla Controriforma Cattolica. Arricchir\u00e0 chiese di opere d\u2019arte veramente di pregio.<br \/>\nLa Vergine Maria scende dal trono e diventa una donna del popolo.<br \/>\nSe i Francescani idealizzano la paupertas, la povert\u00e0 come la massima virt\u00f9 teologale, gli Agostiniani con il loro teologo Agostino Trionfi, di Ancona, teorizzano come pi\u00f9 importante la humilitas, l\u2019umilt\u00e0 che ama nascondersi senza apparire. Prende il via allora una prima teoria di iconografie legate alla Madonna dell\u2019umilt\u00e0. La Vergine \u00e8 dipinta nell\u2019atto dell\u2019allattamento del Bambino, mentre \u00e8 seduta in terra. Simone Martini \u00e8 il primo pittore che inizia questo ciclo di rappresentazioni. Questa serie di dipinti si irradia in tutte le Marche. Ascoli, Fermo, Monte San Giusto, Corridonia hanno tanti quadri propri di questo motivo iconografico. C\u2019\u00e8 chi ha voluto vedere in questa teoria di sacre rappresentazioni un richiamo alla maternit\u00e0. Si affermava la consuetudine nelle classi sociali alte, di affidare alla balia, l\u2019allattamento del proprio bambino. Con il richiamo della Madonna che allatta il Bambino si vuole riaffermare il valore dell\u2019allattamento materno. Andrea da Bologna, Carlo Crivelli, Gentile da Fabriano, Pietro di Domenico, questi i maggiori pittori che, nelle Marche, si rifanno a questa nuova iconografia.<br \/>\nDal 1400 al 1550 circa, prende il via un altro ciclo pittorico, proprio questa volta solo delle Marche e della vicina Umbria. \u00c8 l\u2019inizio della rappresentazione della Madonna del soccorso. La Vergine Maria \u00e8 rappresentata mentre brandisce un lungo bastone all\u2019indirizzo del diavolo che vuole sottrarre il Bambino. Il contesto storico nel quale germina questo nuovo ciclo \u00e8 quello delle sacre rappresentazioni che vengono date sui sagrati delle chiese. \u00c8 d\u2019origine francese la nascita di questo nuovo gusto artistico. Anche in questo nuovo ciclo pittorico, c\u2019\u00e8 chi ha voluto vedere il soccorso chiesto alla Madonna anche per debellare uno dei flagelli che allora mieteva vittime per tutte le contrade d\u2019Europa, quello della peste. A Civitanova Alta, Baldo De Serofino esegue per la chiesa di S. Agostino una tela nella quale la Madonna s\u2019impone con tutta la sua irruenza verso il diavolo, minacciandolo con un lungo bastone. Ora la tela \u00e8 collocata su una parete nella pinacoteca civica \u201cMarco Moretti\u201d, presso la casa avita di A. Caro in Civitanova Alta. Indubbiamente, il dipinto doveva essere pi\u00f9 grande di quanto sia ora. Quello esistente ne \u00e8 solo una piccola porzione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5313\" aria-describedby=\"caption-attachment-5313\" style=\"width: 181px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Michelangelo_Caravaggio_001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5313 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Michelangelo_Caravaggio_001-181x300.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Michelangelo_Caravaggio_001-181x300.jpg 181w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Michelangelo_Caravaggio_001-768x1276.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Michelangelo_Caravaggio_001-616x1024.jpg 616w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Michelangelo_Caravaggio_001.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5313\" class=\"wp-caption-text\">Madonna dei Pellegrini, Caravaggio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1294 con l\u2019arrivo sul colle lauretano della Santa Casa, trasportata dagli angeli secondo la vulgata dalla Palestina, prima a Tersatto in Croazia poi a Loreto, inizia una nuova iconografia di Maria, La Madonna di Loreto. La costruzione nel 1468 del grande tempio voluto dal vescovo di Recanati, il forlivese Nicol\u00f2 dall\u2019Aste, sia a protezione della Casa di Nazareth sia per accogliere la gran folla di pellegrini che arrivavano da ogni dove, convinse tutti i papi a investire nel nuovo tempio. L\u2019iconografia della Madonna di Loreto \u00e8 semplice. La Vergine con il Bambino in grembo sta seduta sul tetto della Santa Casa che sembra fluttuare tra le nuvole. Un nugolo di angeli regge la Santa Casa con le mani per trasportarla a Loreto. Nel santuario mariano di Loreto lavorarono i pi\u00f9 grandi pittori del Cinquecento-Seicento. Caravaggio che era a Loreto nel 1604 per controllare le opere del Pomarancio, realizza una grande tela nella quale la Madonna che porta in braccio il Bambino appare a due pellegrini. A Loreto e in tutta la diocesi di Fermo, dal 1600 al 1800, Ubaldo, Filippo e Alessandro Ricci realizzarono dipinti della Madonna di Loreto in molte chiese.<br \/>\nDopo il Concilio di Trento (1545 \u2013 1563) e la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) prende il via una nuova iconografia della madre di Ges\u00f9, la Madonna del Rosario. Nelle figurazioni artistiche, la Madonna \u00e8 di solito in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del Rosario. La vittoria della flotta cristiana sui turchi mussulmani fu attribuita alla protezione della Vergine del Rosario. Furono i Domenicani a diffondere la pratica del Rosario a la devozione alla Vergine Maria. I santi domenicani che ricorrono pi\u00f9 di frequente nei dipinti sono: San Domenico di Guzm\u00e0n, Santa Caterina da Siena e Santa Rosa da Lima. Simone de Magistris (Caldarola 1538- 1613) lavora a grandi dipinti che hanno come oggetto la Madonna del Rosario, la pi\u00f9 grande si trova presso la pinacoteca di Ascoli Piceno. Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato, dal nome del suo paese d\u2019origine nelle Marche, dipinge la Madonna seduta sulle nubi con i piedi poggiati sulla mezzaluna. Tiene in braccio il Bambino e reca in mano un rosario terminante in una rosa; fra le nubi affiorano teste di cherubini. Il dipinto si trova nei musei Vaticani. Il Guercino dipinge La Madonna del Rosario con San Domenico e Caterina da Siena nella chiesa di San Marco ad Osimo. La Madonna col Bambino di Carlo Crivelli \u00e8 un dipinto databile al 1480 circa ed \u00e8 conservato presso la Pinacoteca civica Francesco Podesti di Ancona. \u00c8 un\u2019opera ricca di simbologia.<br \/>\nFrancesco Podesti (Ancona 21 marzo 1800-Roma 10 febbraio 1895), a seguito della proclamazione del dogma dell\u2019Immacolata Concezione del 1855 ad opera di Pio IX, porta a compimento un grande affresco che ha per titolo \u201cProclamazione e discussione del dogma dell\u2019Immacolata\u201d.<br \/>\nCon l\u2019opera del Podesti cessa la collaborazione della Chiesa con i pittori contemporanei, collaborazione auspicata da Paolo VI agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso ma ancora da realizzare.<br \/>\nLa conferenza del prof. Stefano Papetti \u00e8 stata apprezzata da un pubblico attento e competente.<br \/>\nNumerose le domande poste dai presenti al relatore, alle quali il prof. ha risposto sempre in modo completo ed esauriente. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Devozione e Arte Mariana nelle Marche Pubblico numeroso alla conferenza del prof. Stefano Papetti, marted\u00ec 23 maggio, alle ore 21,15 presso il cine-teatro Conti di San Marone. Il tema Devozione e Arte Mariana nelle Marche era indubbiamente di grande richiamo. Il territorio marchigiano ha il pi\u00f9 alto numero di santuari mariani. 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