{"id":5301,"date":"2017-05-31T11:00:30","date_gmt":"2017-05-31T09:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5301"},"modified":"2017-05-29T14:08:04","modified_gmt":"2017-05-29T12:08:04","slug":"emmaus-siamo-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/05\/emmaus-siamo-noi\/","title":{"rendered":"Emmaus siamo noi"},"content":{"rendered":"<p>I discepoli di Emmaus siamo noi. Perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec, su quella strada, che \u00e8 nata la \u201cterapia della speranza\u201d. E il terapista \u00e8 Ges\u00f9. Si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec l\u2019udienza di oggi, dedicata all\u2019episodio evangelico narrato da Luca.<br \/>\nTutto comincia con un incontro che sembra essere del tutto fortuito, il racconto del Papa. Emmaus assomiglia a uno dei tanti incroci che capitano nella vita. I due discepoli marciano pensierosi e uno sconosciuto li affianca: \u00e8 Ges\u00f9; ma i loro occhi non sono in grado di riconoscerlo. E allora Ges\u00f9 comincia la sua \u201cterapia della speranza\u201d, che non a caso si svolge sulla strada.<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec che due uomini che camminano delusi, convinti di lasciarsi alle spalle l\u2019amarezza di una vicenda finita male, dopo gli entusiasmi iniziali, aprono alla fine veramente i loro occhi. La loro vista si rischiara soltanto quando capiscono che la loro era una speranza solamente umana, e come tale destinata ad andare in frantumi:<br \/>\n\u201cQuella croce issata sul Calvario era il segno pi\u00f9 eloquente di una sconfitta che non avevano pronosticato. Se davvero quel Ges\u00f9 era secondo il cuore di Dio, dovevano concludere che Dio era inerme, indifeso nelle mani dei violenti, incapace di opporre resistenza al male\u201d.<br \/>\nNella fuga da Gerusalemme, i due discepoli hanno ancora negli occhi la passione e la morte di Ges\u00f9, il loro doloroso arrovellarsi su quegli avvenimenti, durante il forzato riposo del sabato. La Pasqua, festa della liberazione, si era tramutata nel pi\u00f9 doloroso giorno della loro vita:<br \/>\n\u201cLasciano Gerusalemme per andarsene altrove, in un villaggio tranquillo. Hanno tutto l\u2019aspetto di persone intente a rimuovere un ricordo che brucia\u201d.<br \/>\nSono per strada, e camminano. La strada: uno scenario gi\u00e0 tanto importante nei racconti dei Vangeli, \u201cora lo diventer\u00e0 sempre di pi\u00f9, nel momento in cui si comincia a raccontare la storia della Chiesa\u201d, commenta il Papa.<br \/>\n\u201cIl nostro Dio non \u00e8 un Dio invadente\u201d. Anche se conosce gi\u00e0 il motivo della delusione dei due protagonisti del racconto, lascia a loro il tempo per poter metabolizzare l\u2019amarezza. Ne esce una confessione che, per Francesco, \u00e8 un ritornello dell\u2019esistenza umana: \u201cNoi speravamo, ma\u2026\u201d.<br \/>\n\u201cQuante tristezze, quante sconfitte, quanti fallimenti ci sono nella vita di ogni persona!\u201d, esclama Francesco. In fondo, siamo un po\u2019 tutti come i discepoli di Emmaus. \u201cQuante volte nella vita abbiamo sperato, quante volte ci siamo sentiti a un passo dalla felicit\u00e0, e poi ci siamo ritrovati a terra delusi. Ma Ges\u00f9 cammina con tutte le persone sfiduciate che procedono a testa bassa. E camminando con loro, in maniera discreta, riesce a ridare speranza\u201d.<br \/>\nChi apre la Bibbia, non incrocia storie di eroismo facile o campagne di conquista: \u201cLa vera speranza non \u00e8 mai a poco prezzo: passa sempre attraverso delle sconfitte. La speranza di chi non soffre, forse non \u00e8 nemmeno tale\u201d. A Dio non piace essere amato come si amerebbe un condottiero che trascina alla vittoria il suo popolo annientando nel sangue i suoi avversari, ammonisce il Papa.<br \/>\nIn ogni Eucaristia, c\u2019\u00e8 tutta la storia di Ges\u00f9 e il segno di che cosa dev\u2019essere la Chiesa. Per spiegarlo, Francesco fa notare che quello di Emmaus, protagonisti Ges\u00f9 e i due discepoli, \u00e8 un incontro rapido, ma dentro c\u2019\u00e8 tutto il destino della Chiesa:<br \/>\n\u201cCi racconta che la comunit\u00e0 cristiana non sta rinchiusa in una cittadella fortificata, ma cammina nel suo ambiente pi\u00f9 vitale, vale a dire la strada. E l\u00ec incontra le persone, con le loro speranze e le loro delusioni, a volte pesanti. La Chiesa ascolta le storie di tutti, come emergono dallo scrigno della coscienza personale; per poi offrire la Parola di vita, la testimonianza dell\u2019amore di Dio, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore delle persone torna ad ardere di speranza\u201d.<br \/>\n\u201cTutti noi nella nostra vita abbiamo avuto momenti difficili, bui, momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonte, soltanto un nulla davanti\u201d, prosegue a braccio: \u201cE Ges\u00f9 sempre \u00e8 accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: \u2018Vai avanti, io sono con te, vai avanti!\u2019\u201d. Il segreto della strada che conduce a Emmaus \u00e8 tutto qui: \u201cDio camminer\u00e0 con noi sempre, anche nei momenti pi\u00f9 dolorosi, anche nei momenti pi\u00f9 brutti, anche nei momenti della sconfitta. Andiamo avanti con questa speranza perch\u00e9 lui \u00e8 accanto a noi camminando con noi, sempre!\u201d. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I discepoli di Emmaus siamo noi. Perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec, su quella strada, che \u00e8 nata la \u201cterapia della speranza\u201d. E il terapista \u00e8 Ges\u00f9. 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