{"id":5296,"date":"2017-05-30T15:00:30","date_gmt":"2017-05-30T13:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5296"},"modified":"2024-11-06T17:18:56","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:56","slug":"nomi-e-cognomi-di-coloro-che-non-si-arrendono-al-sisma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/05\/nomi-e-cognomi-di-coloro-che-non-si-arrendono-al-sisma\/","title":{"rendered":"Nomi e cognomi di coloro che non si arrendono al sisma"},"content":{"rendered":"<h2><em>Gli abitanti dell&#8217;Alto Nera hanno ritrovato la forza di scrollarsi di dosso la polvere dei calcinacci e si sono rimessi al lavoro<\/em><\/h2>\n<p>Non sempre si vede, ma c\u2019\u00e8. Il residente, \u201cil lato b\u201d dell\u2019alto Nera, come i dischi di vinile di un tempo che sul retro avevano una versione meno intensa e pi\u00f9 dimessa. Apparentemente anima gregaria. Ma basta un po\u2019 di attenzione e scopri che \u201cil lato b\u201d ha una ricchezza nascosta, pi\u00f9 duratura. I montanari sono cos\u00ec: sembrano rassegnati, sembrano incolori, sembrano niente.<br \/>\nAppena duemila persone in tutto il territorio dell\u2019alto Nera, un quartiere di una citt\u00e0 come Tolentino. Dopo anni di disattenzione della politica, di privazione e mancanza dei servizi essenziali, di vincoli, di tasse e purtroppo di terremoti, non stanno in ginocchio, ma faticano ad alzarsi sulle punte, giocano a nascondersi nella rassegnazione o meditano di andare a vivere in citt\u00e0, perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 speranze, perch\u00e9 vogliono opportunit\u00e0 relazionali e lavorative, di cultura, di svago, di assistenza sanitaria, di reti commerciali e di facili vie di comunicazione. Per\u00f2 la montagna ha i boschi, le lucciole, gli orti, le sorgenti. Per\u00f2 ha la festa di San Rocco, le sagre dei fagioli con le cotiche, della pecora alla callara e del pecorino, del ciauscolo, della trota, dell\u2019acquaticcio. Un po\u2019 di tradizione e un po\u2019 di modernit\u00e0, ma non troppa e mai vistosa. Nelle frazioni semideserte, nei capoluoghi di fondovalle incontri per lo pi\u00f9 uomini e donne anziani, mariti e mogli con le loro vecchiaie intrecciate. L\u2019alto Nera, da sempre un territorio di passaggio. Dove stare qualche ora, qualche giorno, guardare e andare via. Perch\u00e9 quello che vedi talvolta ti spaventa. Un cuore di natura silenziosa, ma anche di nuovi e vecchi arrivi. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 tornato al natio borgo selvaggio per trascorrervi la vecchiaia e chi da tempo prova a mettervi radici. Federico Rinaldi, persona con un avvenire a Roma, era nella sua casa di Sorbo per produrre e vendere legna. Ora \u00e8 sfollato con la sua famiglia sulla costa. Giulio Pennacchi, geometra, \u00e8 nella frazione di Aschio con un gregge di circa cento pecore, una fisarmonica e una selezione di musica classica. Stefania Servili e Massimo Dell\u2019Orso meditano di riprendere l\u2019attivit\u00e0 di bed and breakfast a Vallinfante, a meravigliarsi su memorie del cuore, amore di paese e camere con vista. Giovan Battista Aleotti \u00e8 a Ussita, in una roulotte, a tenere alto il nome dei \u201cpastorelli\u201d, come sono chiamati i proprietari di un gregge di circa cento ovini. Anche il giovane Riccardo Benedetti \u00e8 a Ussita con un piccolo branco di pecore: un altro segno di vitalit\u00e0 e di coraggio di cui oggi abbiamo estremo bisogno. Giuseppe ed Emanuele Colapietro, padre e figlio, investono in prosciutti e a Visso li rivendono belli, stagionati e saporiti. Giuseppe Tarragoni si \u00e8 fatto da tempo affinatore di formaggi e li presenta come \u201cpezzi d\u2019autore\u201d. Stefano Sabatini e la fidanzata Ambra Mattioli hanno traslocato il negozio L\u2019ortolano dei Sibillini su un furgone: tra la frutta compaiono squisitezze come il miele di Roberto Vagnarelli di Villa Sant\u2019Antonio e le eccezionali marmellate di sambuco, di visciole, di frutti di bosco e di rosa canina prodotte dall\u2019azienda agricola Sibilla di San Pellegrino di Norcia. Lina Albani d\u00e0 continuit\u00e0 ai fasti della pasticceria vissana fondata da Massimo Crisantemi, nella sede originaria di via Cesare Battisti, mentre il marito Fabio Cerri ha riaperto le porte de L\u2019albero del pane in una struttura prefabbricata in via Cesare Battisti, dove hanno trovato posto anche la tabaccheria di Massimo Crisantemi e il negozio di alimentari di Giuseppe Colapietro. A parlare di salumi e della loro lavorazione passano nel laboratorio di norcineria di Giorgio Calabr\u00f2, temporaneamente a Matelica, gli studenti delle scuole alberghiere e quelli dell\u2019universit\u00e0 di Ancona. Non \u00e8 da meno Luca Testa, un operatore vissano che si occupa di agricoltura biologica: lenticchia, farro, fagioli, ceci, cicerchia, fave. I suoi prodotti partono per il mondo con il prestigioso marchio \u201dsapori dei Sibillini\u201d. Piccole aziende crescono. Gregorio Ciccarelli e Giulio Cianconi hanno temporaneamente de localizzato la produzione, in attesa di riportare a Castelsantangelo la Norcineria dell\u2019alto Nera. A loro volta Massimo e Guido Focacci insaporiscono a Tolentino i prodotti della Vissana salumi, mettendo a frutto i tesori di sapienza di nonna Matilde. L\u2019alto Nera, da sempre zona di confine tra le Marche e l\u2019Umbria, \u00e8 ancora destinazione di viaggiatori stranieri. A Visso, yes. Sopra \u201cIl collaccio\u201d, ja. Lungo il Nera qualche oui. Quegli stessi viaggiatori stranieri, insieme agli italiani, hanno deciso da tempo che questo \u00e8 un territorio da scoprire. Se ne \u00e8 accorto anche il Financial Times che parla del pane cotto a legna a Villa Sant\u2019Antonio, dove Patrizia Cappa, insieme al marito Edoardo Carioli, ha riacceso il forno spento dal terremoto, mentre il padre Antonio, il fratello Francesco e la mamma Maria hanno riavviato il negozio di generi alimentari e ripreso la produzione di salumi per la gioia di chi percorre la vicina strada provinciale. Vita patriarcale e norcineria di una volta, quel mondo tranquillo che piace agli stranieri: piccoli paesi con qualit\u00e0 di vita e arte di qualit\u00e0. Il Quattrocento, Paolo da Visso e un piatto di tagliatelle fanno il resto. Ne \u00e8 convinto Domenico Marzoli Capocci che ha riaperto il suo ristorante L\u2019erborista a Gualdo di Castelsantangelo sul Nera, vago sentore di erbe e di magia. Il suo coraggio contiene una lezione fondamentale: si pu\u00f2 fare un discorso diverso e vincere. Diverso dalla rabbia, dalla paura e dalla tentazione di abbandonare il tavolo. Perch\u00e9 non si deve guardare alla realt\u00e0 immaginandola monolitica, coltivando la suggestione che ogni cosa vada nella stessa direzione, quella del tutto va bene. Non si pu\u00f2 pensare soltanto all\u2019oggi, ma anche al domani e al dopodomani, immaginando l\u2019impossibile. Su questa scia di saggezza \u00e8 pronto a ripartire Alessandro Valentini de Il navigante, le pappardelle che ti ripagano i danni da cinghiale. Sono sul nastro di partenza anche i maestri pasticceri Luigi e Francesco Flammini, padre e figlio, le paste che diventano \u201cpiccola fabbrica artigianale\u201d, insieme a Mara e Tonino Cappa, de La filanda, l\u2019antica arte della lana che si fa cucina. \u00c8 il piccolo mondo antico che non spaventa pi\u00f9, capace di ricominciare e saltare nella modernit\u00e0. Gente creativa che non perde l\u2019attaccamento alla terra. Zootecnia e operosit\u00e0, una colla che ti ferma per sempre: Luigi Venanzangeli e Pomponio Caraffa sono allevatori a Riofreddo, Bruno Ottaviani e Carletto Pacifici a Rasenna, Costantino Paris a Vallestretta di Ussita, Damiano Sebastiani a Villa Santant\u2019Antonio, Mario Troiani a Vallopa, Leonardo Benedetti ad Aschio, in un locale di fortuna. La crisi sismica lascia intatti i vecchi mestieri, ma cambia la mentalit\u00e0. I residenti chiedono leggi straordinarie per una situazione straordinaria, e vero coinvolgimento nei processi decisionali, secondo le richieste fatte da Marco Rinaldi, il sindaco dimissionario di Ussita che ha capito quello che c\u2019\u00e8 nel cuore e nella mente della gente, che non vuole di pi\u00f9, vuole solo un po\u2019 di considerazione e una buona ragione per restare. Possiamo rassegnarci, \u00e8 vero. Ma anche no. Possiamo aver voglia di lottare e rilanciare un\u2019idea dell\u2019alto Nera che sappia contemperare le esigenze di conservazione dell\u2019ambiente con le legittime necessit\u00e0 locali. Le richieste formulate da Marco Rinaldi alla Camera dei deputati non possono diventare, come sembra, un\u2019eredit\u00e0 dismessa. \u00c8 \u201cil lato b\u201d dell\u2019alto Nera che vuol cambiare faccia. \u00c8 la montagna che sceglie un altro vestito e non vuole pi\u00f9 essere gregaria. \u00c8 il montanaro che ti spiega meglio di ogni altro le cose che hai intorno. Le parole, i gesti, le abitazioni e i volti scavati dal tempo. Gli antichi mestieri e i luoghi della memoria e della tradizione. In un viaggio nel passato in cui si cercano le sfumature, la naturalezza, la genuinit\u00e0, le radici dei luoghi, con i loro gusti, colori, sapori. L\u2019alto Nera trasmette ancora tutta la sua forza attrattiva, seduttiva e fantastica. Ma se perdiamo gli abitanti che cosa resta di tutte queste cose? Le lucciole, da sole, non bastano a illuminare. \u2022<\/p>\n<p>Valerio Franconi<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-5296 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/altonera-006.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/altonera-006-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-5297\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-5297'>\n\t\t\t\tStefano Sabatini e Ambra Mattioli\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Marco-Rinaldi.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Marco-Rinaldi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-5298\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-5298'>\n\t\t\t\tMarco Rinaldi\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/altonera-003.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/altonera-003-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-5299\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-5299'>\n\t\t\t\tLina Albani nel laboratorio della Pasticceria vissana\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli abitanti dell&#8217;Alto Nera hanno ritrovato la forza di scrollarsi di dosso la polvere dei calcinacci e si sono rimessi al lavoro Non sempre si vede, ma c\u2019\u00e8. 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