{"id":5281,"date":"2017-05-29T16:00:38","date_gmt":"2017-05-29T14:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5281"},"modified":"2017-05-29T12:28:36","modified_gmt":"2017-05-29T10:28:36","slug":"parole-che-uccidono-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/05\/parole-che-uccidono-online\/","title":{"rendered":"Parole che uccidono online"},"content":{"rendered":"<h2><em>L&#8217;Istat fotografa l&#8217;uso di parole offensive tra adolescenti\u00a0<\/em><\/h2>\n<p>&#8220;Cyberbullismo&#8221; \u00e8 un termine che si sente sempre pi\u00f9 spesso menzionare, ma che ancora pochi ne capiscono il significato. E soprattutto le conseguenze. Per cyberbullismo si intende, in parole povere, un uso improprio di video, immagini, messaggi allo scopo di attaccare un minore nell&#8217;universo online, con l&#8217;intento di denigrarlo e isolarlo. Ci\u00f2 che caratterizza il cyberbullismo dalle pratiche di bullismo &#8220;offline&#8221; \u00e8 il fatto che avviene in modo indiretto, non c&#8217;\u00e8 mai un contatto faccia a faccia tra la vittima e il suo carnefice.<br \/>\nTerreno privilegiato di questa pratica sono i social network, dove il materiale offensivo, una volta postato risulta difficile &#8220;riacciuffarlo&#8221;. Oltre alla pubblicazione di dati personali a scopo offensivo, si aggiungono i commenti di coloro che popolano il web e che sentono il bisogno di dire la loro. Comportamento che non fa che peggiorare lo stato della vittima in questione, che parola dopo parola, si vede a dover incassare duri colpi. I pi\u00f9 forti e sicuri di s\u00e8 riescono a trovare il modo di fronteggiare a testa alta questo tipo di attacchi. Mentre i pi\u00f9 deboli preferiscono subire e, nei casi pi\u00f9 disperati, commettere atti suicida.<br \/>\nI pi\u00f9 colpiti da questi episodi di bullismo 2.0 sono le giovani generazioni, coloro che sono nati in piena era digitale, subendo la dominanza dei nuovi mezzi di comunicazione. In particolare, i maggiori fruitori sono \u2013 secondo l&#8217;Istat \u2013 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni, i quali vivono a stretto contatto con i propri smartphone. Pi\u00f9 un adolescente resta online, pi\u00f9 si espone ai rischi della rete. Si registrano, per l&#8217;anno 2014, comportamenti offensivi, non rispettosi e\/o violenti attuati sul web pi\u00f9 volte in un anno verso le femmine per una quota pari al 17,8% contro il 15% dei maschi. Se si tiene conto dell&#8217;et\u00e0, si registrano atti di cyber bullismo pi\u00f9 volte in un anno pari al 19,3% per gli adolescenti dai 14 ai 17 anni e pari all&#8217;11,7% per i minori di 11-13 anni.<br \/>\nIl modo pi\u00f9 diretto per insultare qualcuno a colpi di tastiera \u00e8 certamente quello in cui si prevede l&#8217;utilizzo di espressioni offensive: il 12,1% delle vittime dichiara di essere stato ripetutamente offeso con soprannomi offensivi, parolacce o insulti. Appare chiaramente come nel nuovo scenario digitale la comunicazione tende ad esplodere. Le parole sgorgano incontrollate e non si tiene pi\u00f9 conto del loro peso. Non ci si preoccupa dell&#8217;effetto che possono avere sugli altri, se feriscono o meno. Ecco allora che \u00e8 plausibile parlare del popolo della rete come di un ammasso di &#8220;insensibili digitali&#8221;, ormai privi di ogni pudore. \u2022<\/p>\n<p>Fonte: Istat, IL BULLISMO IN ITALIA: COMPORTAMENTI OFFENSIVI E VIOLENTI TRA I GIOVANISSIMI [Anno 2014]\n<a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2015\/12\/Bullismo.pdf?title=Bullismo++tra\">http:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2015\/12\/Bullismo.pdf?title=Bullismo++tra<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Istat fotografa l&#8217;uso di parole offensive tra adolescenti\u00a0 &#8220;Cyberbullismo&#8221; \u00e8 un termine che si sente sempre pi\u00f9 spesso menzionare, ma che ancora pochi ne capiscono il significato. E soprattutto le conseguenze. 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