{"id":5278,"date":"2017-05-29T15:30:24","date_gmt":"2017-05-29T13:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5278"},"modified":"2017-05-29T12:25:30","modified_gmt":"2017-05-29T10:25:30","slug":"le-canzoni-non-sono-solo-banali-canzonette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/05\/le-canzoni-non-sono-solo-banali-canzonette\/","title":{"rendered":"Le canzoni non sono solo banali canzonette"},"content":{"rendered":"<h2><em>&#8220;Le parole&#8221; di Luca Carboni e &#8220;Ho perso le parole&#8221; di Luciano Liguabue<\/em><\/h2>\n<p>Nel suo Album \u201cLuca\u201d del 2001, il cantautore Luca Carboni trasmette messaggi molto semplici, che nascono dall\u2019esperienza quotidiana, ma non per questo meno importanti e profondi. La canzone Le parole d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di fare una riflessione su quella forma di comunicazione umana che \u00e8 il linguaggio.<\/p>\n<p>La parola &#8220;terra&#8221;,<br \/>\nla parola &#8220;amore&#8221;<br \/>\nle parole dette piano<br \/>\nche poi restan dentro al cuore<br \/>\nla parola &#8220;pane&#8221;,<br \/>\nquelle di rabbia e di dolore<br \/>\ne parole un po&#8217; ubriache<br \/>\nche viaggiano da sole<br \/>\nLa parola &#8220;si&#8221; e la parola &#8220;no&#8221;<br \/>\nle solite parole,<br \/>\nquelle che ci annoiano<br \/>\nle parole scritte con la tua calligrafia<br \/>\nqui dentro ad un cassetto<br \/>\ndell&#8217;anima mia.<br \/>\nTu scrivimi raccontami, fammi vedere il mondo un po&#8217; con gli occhi tuoi.<br \/>\nScrivimi, tu come stai, fammi restare un poco dentro ai giorni tuoi.<br \/>\nLa parola &#8220;mare&#8221; e la parola &#8220;sole&#8221;<br \/>\nle vecchie parole e parole di rivoluzione<br \/>\nquelle provate e riprovate<br \/>\nma che poi non escono<br \/>\ne parole che fan male<br \/>\ne che ci cambiano\u2026<br \/>\ne pezzi di parole tra i singhiozzi<br \/>\ndi un bambino<br \/>\ne parole che alla sera<br \/>\nsi appoggiano sul comodino<br \/>\ne quelle che restano dentro<br \/>\nnon escono e lo sai<br \/>\nche poi ti addormenti<br \/>\ne forse non sono esistite mai\u2026<\/p>\n<p>Le parole dette\u2026 le parole scritte\u2026<br \/>\nIl linguaggio verbale \u00e8 una delle forme primarie di comunicazione. Grazie alla parola gli uomini possono comunicare ed entrare in relazione tra loro. La parola ci svela all\u2019altro creando una relazione di reciprocit\u00e0. Abbiamo bisogno di comunicare e perci\u00f2 abbiamo bisogno di parlare, di pronunciare parole. E mai come oggi l\u2019uomo ha avuto tanti strumenti per comunicare. La \u201ccivilt\u00e0 della comunicazione\u201d, con mezzi sempre pi\u00f9 potenti e all\u2019avanguardia, ha infatti ampliato le possibilit\u00e0 di espressione e di comunicazione per gli uomini del nostro pianeta. La comunicazione oggi diventa sempre pi\u00f9 \u201cmediata\u201d dai grandi strumenti. Oltre alle parole dette, (trasmesse via etere o via cavo), ci sono anche quelle scritte (veicolate da libri, riviste, quotidiani, \u201ce-mail\u201d, messaggi su telefonini\u2026). Se, da un lato, ci\u00f2 \u00e8 un vantaggio, in quanto si accorciano tempi e distanze, dall\u2019altro, per\u00f2, \u00e8 un limite, in quanto si riduce lo spazio della dimensione interpersonale e diretta della comunicazione. Parlare senza avere pi\u00f9 davanti un \u201ctu\u201d, un volto come interlocutore, pu\u00f2 svuotare la comunicazione del suo valore umano. \u00c8 il rischio della civilt\u00e0 virtuale da cui bisogna sempre guardarsi. Forse, ogni tanto, dovremmo ritornare a gustare il calore della parola detta \u201ca tu per tu\u201d e il fascino di una lettera scritta a mano ai nostri amici, perch\u00e9 le cose che rimangono \u2013 come dice Luca Carboni \u2013 sono \u201cle parole scritte con la tua calligrafia \/ qui dentro a un cassetto dell\u2019anima mia\u201d.<\/p>\n<p>Le parole dette piano che poi restan dentro al cuore\u2026 quelle di rabbia e di dolore<br \/>\nLe parole sono il riverbero del nostro mondo interiore, esternano i nostri sentimenti profondi: amore, amicizia, rabbia, dolore, gioia\u2026 A volte, per\u00f2, possono anche assumere uno stile violento, volgare, come quello della bestemmia, che per molti giovani, soprattutto, \u00e8 una forma di esibizione, una maniera prorompente di imporsi. \u00c8, questa, una tentazione da cui guardarsi. Lo stesso S. Paolo ce lo dice: \u201cNessuna parole cattiva esca pi\u00f9 dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone, di edificazione, secondo le necessit\u00e0, per fare del bene a chi ascolta\u201d.\u00a0(Ef 4,29)<\/p>\n<p>La parola \u201csi\u201d e la parola \u201cno\u201d<br \/>\nLe parole sono anche lo specchio delle nostre decisioni e delle nostre scelte, da quelle piccole, quotidiane a quelle grandi che ci impegnano per tutta la vita, senza indugi e compromessi. Se vivere \u00e8 scegliere, vivere \u00e8 dire continuamente dei \u201csi\u201d e dei \u201cno\u201davendo come riferimento una solida scala di valori.<\/p>\n<p>Le vecchie parole e parole di rivoluzione<br \/>\nLe parole devono saper valorizzare l\u2019eredit\u00e0 della tradizione, delle cose antiche, ma anche esprimere il coraggio del cambiamento l\u00e0 dove e quando sia necessario. E a volte servono parole coraggiose, parole che \u201cosano\u201d in nome di un bene maggiore per tutti. La Bibbia, a tal proposito, ci presenta alcune figure di profeti che hanno osato sfidare il potere politico e religioso del tempo per smascherare le ingiustizie sociali e richiamare al senso di Dio.\u00a0(cf Amos, Geremia\u2026)<\/p>\n<p>Parole che fan male e che ci cambiano<br \/>\nA volte servono anche parole che fanno verit\u00e0 dentro di noi, anche se ci feriscono perch\u00e9 toccano il nostro orgoglio. La verit\u00e0 fa male! Ma se accettata con umilt\u00e0 avr\u00e0 come frutto una trasformazione interiore, una crescita. La Parola di Dio (la Verit\u00e0 rivelata), soprattutto, ha questo potere in noi:\u00a0\u201cE\u2019 viva ed energica e pi\u00f9 tagliente di ogni spada a doppio taglio; penetra fino all\u2019intimo dell\u2019anima e dello spirito\u2026 e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore\u201d\u00a0(Eb. 4,12). Perch\u00e9 la comunicazione tra gli uomini sia vera ed efficace, ha perci\u00f2 bisogno di nutrirsi di questa Parola, che \u00e8\u00a0l\u2019humus\u00a0di ogni altra parola detta o scritta. Ges\u00f9 (Parola incarnata) nel Vangelo lo ribadisce con forza:\u00a0\u201cNon di solo pane vive l\u2019uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio\u201d.\u00a0(Mt 4,4) \u2022<br \/>\nPino Fanelli da &#8220;Se vuoi&#8221;<\/p>\n<h1>Il ladro della Parola<\/h1>\n<p>Ho perso le parole<br \/>\neppure ce le avevo qua un attimo fa<br \/>\ndovevo dire cose cose<br \/>\nche sai che ti dovevo che ti dovrei.<br \/>\nHo perso le parole pu\u00f2 darsi<br \/>\nche abbia perso solo le mie bugie<br \/>\nsi son nascoste bene forse per\u00f2<br \/>\nsemplicemente non eran mie.<br \/>\nCredi credici un po&#8217; metti insieme<br \/>\nun cuore e prova a sentire e dopo<br \/>\nCredi credici un po&#8217; di pi\u00f9 davvero.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nHo perso le parole<br \/>\noppure sono loro che perdono me<br \/>\nio so che dovrei dire cose che sai<br \/>\nche ti dovevo, che ti dovrei.<br \/>\nHo perso le parole<br \/>\nVorrei che ti bastasse<br \/>\nsolo quello che ho<br \/>\nmi posso far capire anche da te<br \/>\nse ascolti bene se ascolti un po&#8217;.<br \/>\n(&#8230;)<\/p>\n<p>\u201cHo perso le parole\u201dcanta Ligabue in una canzone del 1998. Forse, aggiunge il cantautore \u201cSono loro che perdono me\u201d. Oppure \u201cpu\u00f2 darsi che abbia perso solo le mie bugie\u201d\u2026<br \/>\nChi non ascolta non sa parlare. Ed \u00e8 per questo che non si trovano pi\u00f9 le parole. O meglio. Si dicono tante parole per non dire niente. \u00c8 quel fruscio di fondo a cui non si fa pi\u00f9 caso. Le parole non servono pi\u00f9 ad esprimere la verit\u00e0 che \u00e8 inconoscibile. Nascondono la nostra bugia, la nostra povert\u00e0, la nostra afasia.<br \/>\nChi ha rubato le parole?<br \/>\nMons. Luigi Conti, durante il conferimento del lettorato a Casette d\u2019Ete ha espressamente detto che il ladro di parole \u00e8 il Diavolo. E ha messo in guardia i ministri della Parola a vincere la tentazione di \u201cfarsi rubare la Parola dal Diavolo\u201d.<br \/>\nDiavolo vuole dividere, separare il Figlio da Padre. Il tentatore vuole scomporre quell\u2019ordine secondo il quale il figlio fa la volont\u00e0 del Padre. Le parole non sono pi\u00f9 Parola. Diventano solo rumore. Mancano di profondit\u00e0, di spessore, di realt\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8 allora da chiedersi cosa vuol dire oggi essere \u201cministro della parola\u201d? Cosa esprimono le omelie? I lettori che ogni domenica dall\u2019ambone proclamano la Parola di Dio, hanno coscienza di quello che fanno?<br \/>\nE i componenti dei Consigli Pastorale Parrocchiali da dove derivano le loro parole? Tutti hanno perso il dono di un parlare franco: s\u00ec s\u00ec, no no.<br \/>\nLa Chiesa stessa forse ha perso il dono della Parola. Per fortuna Papa Francesco sta parlando con tanti gesti.<br \/>\nLe parole hanno perso il loro valore, il loro senso. Sono vuote. Chi potr\u00e0 ritrovarle? Chi abita il silenzio. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Le parole&#8221; di Luca Carboni e &#8220;Ho perso le parole&#8221; di Luciano Liguabue Nel suo Album \u201cLuca\u201d del 2001, il cantautore Luca Carboni trasmette messaggi molto semplici, che nascono dall\u2019esperienza quotidiana, ma non per questo meno importanti e profondi. La canzone Le parole d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di fare una riflessione su quella forma di comunicazione umana &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":5279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1674,1675,804,1672,1670],"class_list":["post-5278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-ligabue","tag-luca-carboni","tag-musica","tag-numero-9-2017","tag-parresia"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/LIGABUE_\u00a9jarno-iotti_credito-obbligatorio_b-1000x600.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1n8","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5278"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5280,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5278\/revisions\/5280"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}