{"id":5275,"date":"2017-05-29T15:00:01","date_gmt":"2017-05-29T13:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5275"},"modified":"2017-05-29T12:22:10","modified_gmt":"2017-05-29T10:22:10","slug":"parole-franche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/05\/parole-franche\/","title":{"rendered":"Parole franche"},"content":{"rendered":"<p>Mi pare che sia spontaneo per chi parla il voler convincere gli altri del proprio pensiero. Non sempre al parlato fa riscontro l\u2019evidenza dei fatti e contro l\u2019evidenza non giova discutere. Quando uno si sente messo in discussione, teme le conseguenze di disistima con la brutta figura. Nella franchezza, peraltro, tutto viene detto, lasciando libera la reazione di chi ascolta; comunica senza timori, n\u00e9 preoccupazioni per se stesso.<br \/>\nAl contrario il gioco dei sofisti vuole il conflitto delle varie interpretazioni per mezzo di una retorica particolare, articolata, spesso e ostile e inconcludente. Thomas Merton nell\u2019autobiografia: La montagna dalle sette balze parla delle spiegazioni date al fratello sperando che arrivasse al battesimo: \u201cAvevo detto a John P. tutto quello che sapevo &#8230; poi ero tornato indietro per spiegargli il concetto del Sacro Cuore, concetto che sembra misterioso a chi si trova fuori dalla Chiesa \u2026Non mi rimaneva nulla da dirgli.\u201d (ed. 1966 p.475)<br \/>\nEcco, il dire tutto, la parresia. Il rapporto personale, intrattenuto da chi parla con il vero, ha efficacia su chi ascolta con un effetto tanto disarmante da condurre al riconoscimento della verit\u00e0. John ricevette il battesimo e dopo poco tempo mor\u00ec in una operazione militare. Nel dialogo fraterno si lascia libert\u00e0 di parlare e non si teme di perdere la propria importanza. Ges\u00f9 Cristo durante il processo di fronte al sommo sacerdote Caifa dichiara di aver parlato apertamente al mondo, insegnando in pubblico, e molti ascoltatori potevano riferirlo. Allora egli ricevette uno schiaffo da una delle guardie. La validit\u00e0 della sincerit\u00e0 \u00e8 confermata da Ges\u00f9 che corregge la guardia: \u201cSe ho parlato male, mostra dove \u00e8 il male. Ma se ho parlato bene perch\u00e9 mi percuoti?\u201d (Gv 18,23)<br \/>\n\u201cParresia!\u201d dicevano i politici ateniesi sinceri, di fronte alle resistenze degli oppositori; e affidavano la comunicazione della verit\u00e0 al dialogo e al dibattito pubblico. La Chiesa ha sempre praticato i sinodi, i concili, le comunicazioni orali e scritte di teologia e di esperienze pastorali, a cominciare dal libro dell\u2019annuncio lieto che lo scrittore sacro Marco in un anno intorno all\u2019anno 59, pubblicava come \u201cVangelo\u201d. Paolo VI ha voluto la Chiesa sempre dialogica.<br \/>\nChi d\u00e0 la propria testimonianza della verit\u00e0 cristiana, spesso, \u00e8 messo sotto processo e perseguitato, come lo stesso Ges\u00f9, perch\u00e9 la sincerit\u00e0 nel vero non garantisce la salvaguardia della propria vita. Eppure il cristiano \u00e8 autenticamente tale quando \u00e8 disponibile a far parlare ed ascoltare gli altri. Da parte mia, preferisco le persone che, come San Francesco d\u2019Assisi, comunicano in modo semplice, aperto e diretto, anche quando pensano cose che non mi piacciono.<br \/>\nParliamo e discutiamo con franchezza e libert\u00e0, tra amici e parenti, quando usiamo cordialit\u00e0. Il bello della sincerit\u00e0 non \u00e8 la certezza di esprimere il vero, ma la volont\u00e0 di accogliere con cuore aperto quello che viene detto anche dagli altri. Ci vuole umilt\u00e0. Gli apostoli, con franchezza hanno testimoniato l\u2019esperienza del Cristo risorto vivente, passato dal corpo morto sulla croce, al corpo immortale.<br \/>\nNon trovo convincente il parlare in modo volgare, provocatorio, come se uno cercasse il consenso denigrando gli altri e immaginasse di aver successo con il turpiloquio o con l\u2019aggressivit\u00e0 verbale, ostentando una spontaneit\u00e0 ridanciana e dandosi importanza da s\u00e9. La spontaneit\u00e0 \u00e8 bella nelle persone disinteressate che usano rispetto verso gli altri.<br \/>\nMi sembra che molti comunicatori, usando tanti possibili mezzi, tendono all\u2019effetto di incuriosire e sorprendere con nuove scoperte, talora con segreti inventati, notizie ignote da fare scoop, fino a giungere a mistificazioni o esagerazioni ripetute per denigrare chi presentano come avversario. Si deve capire la loro intenzione nel dire tutto. Sinceramente il governo di se stessi, nell\u2019equilibrio dell\u2019ascolto e del dialogo, non \u00e8 praticato facilmente, \u00e8 un\u2019ardua conquista delle migliori abitudini sociali, in cui spicca la sincerit\u00e0 delle intenzioni.<br \/>\nLo spirito cristiano riconosce ed apprezza ci\u00f2 che di buono si trova nel comunicare: dialoga ascoltando e parlando, per facilitare la socializzazione e la consociazione civile ed economica. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi pare che sia spontaneo per chi parla il voler convincere gli altri del proprio pensiero. Non sempre al parlato fa riscontro l\u2019evidenza dei fatti e contro l\u2019evidenza non giova discutere. Quando uno si sente messo in discussione, teme le conseguenze di disistima con la brutta figura. 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