{"id":5269,"date":"2017-05-29T14:00:05","date_gmt":"2017-05-29T12:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5269"},"modified":"2017-05-29T12:19:21","modified_gmt":"2017-05-29T10:19:21","slug":"le-parole-sono-pietre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/05\/le-parole-sono-pietre\/","title":{"rendered":"Le parole sono pietre"},"content":{"rendered":"<p>Tutti rilevano la grande importanza che la parola riveste nell\u2019ambito della comunicazione, ma mai come nel nostro tempo, la parola ha perso d\u2019importanza, relegata quasi in un cantuccio, incapaci come siamo di ascoltare l\u2019altro. S\u00ec, perch\u00e9 la parola nasce dall\u2019incontro tra chi parla e chi ascolta.<br \/>\nOggi sembra che sia impossibile parlare perch\u00e9 nessuno ascolta nessuno e la parola vive in uno stato di perenne afasia, incapacit\u00e0 di parlare. Il termine parola deriva dal greco. Sta a indicare paragone. Parabola ne \u00e8 la sua traduzione latina, paravola o paraola \u00e8 la parola nel latino parlato. Sappiamo che Ges\u00f9 di Nazareth parlava in parabole per illustrare alcune verit\u00e0 contenute nella predicazione del suo vangelo.<br \/>\nLe sue parabole &#8211; parole non venivano capite dai Farisei perch\u00e9 andavano diritte al problema. Erano dure perch\u00e9 invitavano ad un cambiamento: \u201cNon fate come i Farisei che amano i primi posti nelle sinagoghe\u2026 Il primo tra voi sia come colui che serve\u2026 Se fai del bene non farlo pesare e non strombazzarlo ai quattro venti\u201d ecc. Eppure c\u2019\u00e8 nei nostri ambienti chi ama mettersi in mostra, chi pesta i piedi perch\u00e9 non viene ricordato per le cariche che ricopre o per altro. Le omissioni, quando sono involontarie, non sono da condannare perch\u00e9 sono fatte non intenzionalmente. Sono quisquiglie, bazzecole e pinzillacchere, ma alcuni amano vivere di queste cose e guai a toglierle loro. Si stizziscono e fanno i permalosi oltre ogni misura. Cos\u00ec va il mondo. Vanitas omnia vanitatum. La vanit\u00e0 \u00e8 la madre di tutte le vanit\u00e0. Certo, siamo solo poveri strumenti imperfetti nelle mani di Cristo, ma in qualcosa dobbiamo pure cambiare. Senn\u00f2, qual \u00e8 la differenza con le cose che avvengono nel mondo?<br \/>\nLa parola parlata o scritta ha il potere di raccontare, argomentare, convincere, creare sentimento.<br \/>\nLe parole sono pietre. \u00c8 il titolo di un famoso romanzo di Carlo Levi. La parola \u00e8 al centro di tutta l\u2019esperienza pedagogica e didattica di don Milani. Aveva messo al centro della sua scuola lo studio della lingua. E la lingua \u00e8 fatta di parole. Una parola da nulla, nella sua scuola, diventava un mondo.<br \/>\nSpiegava da dove veniva, come la si pu\u00f2 usare, come la si ritrova in altre lingue, come si compone con altre parole e quante altre parole ne derivano. Scriveva in una lettera ad Ettore Bernabei, direttore del Giornale del Mattino: \u201c\u2026 la parola \u00e8 la chiave fatata che apre ogni porta. Parole come personaggi. Questo \u00e8 il mio ideale sociale. Quando il povero sapr\u00e0 dominare le parole come personaggi, la tirannia del farmacista, del comiziante e del fattore sar\u00e0 spezzata. Un\u2019utopia? No\u2026 Un medico oggi quando parla con un ingegnere o con un avvocato discute da pari a pari. Ma questo non perch\u00e9 ne sappia quanto loro di ingegneria o di diritto. Parla da pari a pari perch\u00e9 ha in comune con loro il dominio della parola. Ebbene a questa parit\u00e0 si pu\u00f2 portare l\u2019operaio e il contadino senza che la societ\u00e0 vada a rotoli\u2026\u201d (Don Milani, Lettere).<br \/>\nLa parola, oggi, quando viene usata, il pi\u00f9 delle volte non serve per dialogare ma per insultare ed innalzare muri di diffidenza e di rotture insanabili. Il suo posto viene quasi sempre occupato dall\u2019immagine. Eppure occorre saper trovare sempre un giusto equilibrio tra parole ed immagini. Queste ultime da sole non servono a nulla. Sono come dei sacchi vuoti che non stanno in piedi se non si mette dentro qualcosa. Hanno bisogno della parola che fa delle ipotesi, ragiona, indaga, argomenta e spiega, ascolta, crea sentimento e nostalgia. Tanti periodici, che hanno come sottotitolo \u201cPeriodico di informazione e di attualit\u00e0\u201d, in realt\u00e0 non informano su un bel nulla e raramente contengono qualche articolo di attualit\u00e0. Sono solo dei semplici rotocalchi. Sono pieni zeppi di foto, giustapposte le une alle altre, senza nessun progetto. Il pi\u00f9 delle volte sono solo delle passerelle di vanit\u00e0. Certuni del settore si difendono dicendo che la gente non ama leggere, ma guardare le foto. Quando va bene, ci si limita allora a riportare sotto alle fotografie delle brevi didascalie. Quando va male, non si riportano nemmeno quelle. Il fatto che la gente non legga, non \u00e8 una buona ragione per imbrogliarla ulteriormente. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti rilevano la grande importanza che la parola riveste nell\u2019ambito della comunicazione, ma mai come nel nostro tempo, la parola ha perso d\u2019importanza, relegata quasi in un cantuccio, incapaci come siamo di ascoltare l\u2019altro. S\u00ec, perch\u00e9 la parola nasce dall\u2019incontro tra chi parla e chi ascolta. 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