{"id":5049,"date":"2017-04-07T15:00:57","date_gmt":"2017-04-07T13:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5049"},"modified":"2024-11-06T16:51:47","modified_gmt":"2024-11-06T15:51:47","slug":"spari-a-fontemaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/04\/spari-a-fontemaggio\/","title":{"rendered":"Spari a Fontemaggio"},"content":{"rendered":"<h2><em>1947: un femminicidio nelle campagne di Monte Leone<\/em><\/h2>\n<p>Pi\u00f9 cammino la Terra di Marca pi\u00f9 mi rendo conto di conoscerla poco.<br \/>\nCi rifletto mentre imbocco il bivio che da Servigliano porta a Belmonte Piceno. Sul crinale, c\u2019\u00e8 l\u2019indicazione per Monte Leone. Due cucuzzoli pi\u00f9 in l\u00e0, si nota la chiesa campestre di Santa Lucia. Mi attrae. Ci arrivo. \u00c8 piccola. L\u2019usura dal tempo ha graffiato le mura esterne. Un Comitato di residenti ha riproposto la festa del 13 dicembre; a maggio, il vicinato vi recita il rosario. C\u2019\u00e8 un altro luogo che mi incuriosisce: Contrada Fontemaggio. Amo le fonti e le loro storie. Vado.<br \/>\nAlcuni agricoltori mi indicano uno stradellino bianco che \u00e8 la vecchia strada vicinale. \u00c8 quasi tutta in pianura sino alla fonte che, dicono, sia antica. Dimenticata lo \u00e8 certamente, e quasi completamente sommersa dalla vegetazione. Resta la toponomastica a futura memoria.<br \/>\nIl sentiero si fa pi\u00f9 stretto e pi\u00f9 intricato. Non si va avanti. Risalgo, un poco sfiorando le belle vigne geometriche dell\u2019azienda Dezi.<br \/>\nIl sentiero lo sistemarono anni fa quando ancora c\u2019era vita in campagna. Ora, a dominare sono solo i rovi e le piante cadute. Mi accompagnano Luigi, che fa l\u2019ingegnere, e Giorgio, che \u00e8 in pensione anche se un agricoltore non \u00e8 mai pensionato. Stava potando gli ulivi. Lui \u00e8 un artista. La sua potatura \u00e8 particolare: quasi un ventaglio. Maestro fu suo padre, niente a che vedere con i corsi professionali.<br \/>\n\u00c8 lui a indicarmi un casale sulla collina verso Curetta. \u00abLo abitavano quindici persone. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno\u00bb. Luigi invece guarda le querce. Sta combattendo una dura battaglia: contro le edere che stanno soffocando gli alberi, \u00abrestano fuori i rami pi\u00f9 alti, come a voler sfuggire in qualche modo alla stretta mortale\u00bb.<br \/>\nMentre parliamo, cinque caprioli scorrazzano per il verde intenso. Si fermano a guardarci: hanno annusato l\u2019aria. Poi riprendono la corsa. Dritti, ben distanziati, i ciliegi coprono un bella porzione di terreno. Li piantarono per il legno e non per i frutti. Per i mobili. Ma ora \u00e8 tutto Ikea.<br \/>\nLa parte opposta \u00e8 occupata invece da decine di piccioni a terra. Sembrano chiazze nere che punteggiano la terra chiara.<br \/>\nSiamo quasi arrivati. Si sentono le rane gracidare. \u00c8 un pezzo che non mi capitava.<br \/>\n\u00abQui c\u2019erano le vasche. I bambini e gli anziani vi portavano gli animali ad abbeverarsi. Era un gioco ed un impegno\u00bb.<br \/>\nGino si gira un po\u2019 e indica pi\u00f9 a monte. \u00abE l\u00ec c\u2019era la fonte\u00bb. In effetti qualcosa ancora c\u2019\u00e8: un cubo di mattoni e uno sportellino in ferro arrugginito. \u00abNon era cos\u00ec 70 anni fa. La fonte\u2026\u00bb.<br \/>\nAvverto una incertezza nel suo dire. \u00abEra una fonte ricca. Le donne arrivavano con la brocca in testa acquistata da lu cocci\u00e0 di Piane di Falerone e con il secchio pieno di erbe da lavare\u00bb. Per\u00f2 qui accadde anche altro.<br \/>\nStava in alto, il giovane. Pi\u00f9 in alto delle donne intente al lavatoio. Estrasse la pistola. Spar\u00f2. Colp\u00ec a morte la sua ragazza. Poi rivolse l\u2019arma contro se stesso. L\u2019esplosione dei colpi richiam\u00f2 i contadini. Le urla si levarono tragiche. Non c\u2019erano barelle n\u00e9 eliambulanze a quel tempo. Presero i corpi, li posero su delle sedie, corsero a casa per prestare\u2026 Fu tutto vano. Non era pi\u00f9 tempo. Dino aveva ucciso Paola. E si era ucciso. Era il 14 marzo 1947. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1947: un femminicidio nelle campagne di Monte Leone Pi\u00f9 cammino la Terra di Marca pi\u00f9 mi rendo conto di conoscerla poco. Ci rifletto mentre imbocco il bivio che da Servigliano porta a Belmonte Piceno. Sul crinale, c\u2019\u00e8 l\u2019indicazione per Monte Leone. Due cucuzzoli pi\u00f9 in l\u00e0, si nota la chiesa campestre di Santa Lucia. 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