{"id":5028,"date":"2017-04-05T14:00:27","date_gmt":"2017-04-05T12:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=5028"},"modified":"2024-11-06T17:25:45","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:45","slug":"martire-in-odium-fidei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/04\/martire-in-odium-fidei\/","title":{"rendered":"Martire in odium fidei"},"content":{"rendered":"<h2><em>24 marzo: \u00d3scar Arnulfo Romero y Gald\u00e1mez, voce dei senza voce<\/em><\/h2>\n<p>Il 24 marzo ricorre l\u2019anniversario della morte di Monsignor \u00d3scar Arnulfo Romero y Gald\u00e1mez. Fu assassinato a San Salvador il 24 marzo 1980. Mentre celebrava la Messa fu ucciso da un sicario dei cosiddetti \u201csquadroni della morte\u201d a causa del suo impegno per la giustizia.<br \/>\nDopo il Concilio Vaticano II, nacque in Sudamerica un corrente chiamata Teologia della Liberazione, di cui molti animatori appartenevano all\u2019ordine dei Gesuiti (anche se papa Francesco ne \u00e8 sempre stato considerato distante). La Teologia della Liberazione predicava una Chiesa vicina ai pi\u00f9 poveri e, nella sua versione pi\u00f9 estrema, una vera e propria aderenza all\u2019analisi della societ\u00e0 fatta dal marxismo. Alcuni teologi della liberazione dissero che Marx avrebbe dovuto essere per la chiesa moderna ci\u00f2 che Aristotele era stato per quella medioevale. Altri sacerdoti arrivarono a predicare il rifiuto della comunione per i ricchi, mentre altri ancora parteciparono attivamente ai movimenti rivoluzionari di ispirazione socialista o comunista che sorgevano un po\u2019 ovunque nel continente, in particolare molti sacerdoti parteciparono alla guerriglia sandinista in Nicaragua. Un sacerdote, che dopo la rivoluzione entr\u00f2 a far parte del governo sandinista, disse che prima di diventare cristiani bisognava essere marxisti-leninisti.<br \/>\nQuando il 3 febbraio 1977 Mons. Romero fu nominato arcivescovo di San Salvador, in Vaticano erano convinti di aver trovato la persona giusta per moderare l\u2019impostazione troppo progressista data alla Chiesa salvadoregna dal predicente arcivescovo Ch\u00e0vez y Gonz\u00e1les. Romero infatti, nato 59 anni prima in un paese di montagna, era un presule conservatore che diffidava di tutto ci\u00f2 che avesse a che fare con il concetto di liberazione. Nei primi discorsi e nelle prime lettere che produsse come arcivescovo condann\u00f2 la guerriglia di sinistra che combatteva nel paese, sostenendo che la violenza non era giustificabile. Il teologo gesuita Jon Sobrino parla di una \u201cconversione\u201d avvenuta il 12 marzo 1977: \u00abCredo che l\u2019assassinio di Rutilio Grande sia stato l\u2019occasione della conversione; monsignor Romero conosceva molto bene Rutilio, lo considerava un sacerdote esemplare e un amico\u2026 ma troppo politicizzato\u2026 credo che davanti al cadavere di Rutilio a monsignor Romero siano cadute le bende dagli occhi\u00bb. L\u2019omicidio colp\u00ec profondamente Romero, che tempo dopo disse: \u00abQuando guardai Rutilio che giaceva morto davanti a me pensai: \u201cSe lo hanno ucciso per ci\u00f2 che faceva, allora io devo seguire il suo stesso sentiero\u201d\u00bb.<br \/>\nArriv\u00f2 a considerare legittima la violenza di autodifesa perch\u00e9 i cittadini \u00abdavanti a una situazione cos\u00ec iniqua, spesso si sono visti obbligati ad autodifendersi, anche in forma violenta\u00bb (Quarta lettera pastorale, n. 117). Cinque giorni prima della morte, Mons. Romero dichiar\u00f2 al Diario di Caracas: \u00abDestra significa nettamente l\u2019ingiustizia sociale e quindi non \u00e8 mai giusto mantenere una linea di destra\u00bb. \u00abIl Partito democratico cristiano si sta facendo complice dell\u2019oppressione del popolo\u00bb. Gustavo Guti\u00e9rrez, uno dei padri della teologia della liberazione, ricorda di avergli telefonato prima della morte: \u00abTerminai la nostra amichevole conversazione con un\u2019espressione forse ingenua, gli dissi: \u201cMonse\u00f1or, devo andare. Abbi cura di te\u201d; dopo un breve silenzio che a me parve lunghissimo rispose: \u201cGustavo, per aver cura di me dovrei andarmene dal mio paese\u201d\u00bb. Romero sapeva bene che prima o poi l\u2019avrebbero ucciso ma non indietreggi\u00f2 mai. Un giorno disse: \u00abSe mi ammazzeranno, risusciter\u00f2 nel popolo salvadoregno\u00bb.<br \/>\nMons. Oscar aveva un seguito enorme nel suo paese, grazie ai suoi sermoni domenicali trasmessi alla radio. All\u2019epoca erano il principale, se non l\u2019unico, modo che i salvadoregni avevano per conoscere cosa stesse accadendo veramente nel paese. Durante i sermoni Romero leggeva la lista delle sparizioni, degli assassini e delle torture degli oppositori politici. Venne ribattezzato \u201cla voce dei senza voce\u201d. Il 2 febbraio 1980, a Lovanio in Belgio, ricevette la laurea honoris causa per il suo impegno come difensore dei poveri. La mattina del 24 marzo del 1980 Romero stava partecipando a una funzione, nella piccola chiesa della Divina Provvidenza nella capitale San Salvador.<br \/>\nSecondo alcuni testimoni, verso la fine della messa, un automobile arriv\u00f2 davanti alla chiesa e venne parcheggiata proprio davanti all\u2019ingresso. Dalla macchina usc\u00ec un uomo solo che appoggi\u00f2 un fucile alla portiera dell\u2019auto aperta. L\u2019entrata della chiesa era spalancata, quindi l\u2019uomo prese la mira, da dove si trovava, e spar\u00f2 un solo colpo. Romero, colpito alla testa, cadde immediatamente. Secondo la registrazione audio della funzione religiosa, il colpo venne sparato durante la consacrazione eucaristica, mentre il celebrante alzava il calice verso l\u2019alto. Papa Francesco, con proprio decreto del 3 febbraio 2015, ha infine riconosciuto il martirio, in odium fidei, di monsignor Romero, che \u00e8 stato elevato alla gloria degli altari, come beato, in una solenne celebrazione in San Salvador il 23 maggio 2015.<br \/>\nLa sua festa \u00e8 stata fissata al 24 marzo, giorno della sua uccisione, la stessa giornata \u00e8 stata proclamata dalle Nazioni Unite \u201cgiornata internazionale per il diritto alla verit\u00e0 sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignit\u00e0 delle vittime\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Marco Ercoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24 marzo: \u00d3scar Arnulfo Romero y Gald\u00e1mez, voce dei senza voce Il 24 marzo ricorre l\u2019anniversario della morte di Monsignor \u00d3scar Arnulfo Romero y Gald\u00e1mez. Fu assassinato a San Salvador il 24 marzo 1980. 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