{"id":4986,"date":"2017-04-03T13:00:05","date_gmt":"2017-04-03T11:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4986"},"modified":"2017-04-03T12:04:34","modified_gmt":"2017-04-03T10:04:34","slug":"lazzaro-vieni-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/04\/lazzaro-vieni-fuori\/","title":{"rendered":"&#8220;Lazzaro, vieni fuori!&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2><em>Un brano che aiuta a credere a Ges\u00f9 risorto: Gv 11<\/em><\/h2>\n<p>Un episodio del Vangelo che mi ha sempre aiutato a credere in Ges\u00f9 Risorto \u00e8 quello della Risurrezione di Lazzaro.<br \/>\nMarta rimprovera il Maestro che non era presente alla morte del fratello di cui era amico. Ges\u00f9 le dice: \u201cIo sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 in eterno. Credi questo? Gli rispose: S\u00ec, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo\u201d (Gv\u00a011,17-27).<br \/>\nScriveva lo scrittore francese F. Mauriac: \u201cNessuno di noi conosce n\u00e9 il giorno n\u00e9 l\u2019ora in cui il sole si spegner\u00e0 per lui e la luna avr\u00e0 finito di baciare gli incanti della sua infanzia, e le stelle spariranno tutte insieme nella immensa tenebra che si rinserrer\u00e0 su di lui\u201d. (F. Mauriac, Vita di Ges\u00f9).<br \/>\nLa morte \u00e8 il termine ultimo della nostra vita terrena come lo \u00e8 stato per Lazzaro ma abbiamo bisogno di sperare anche per dare un senso a tutto.<br \/>\nRodion Romanovi\u010d Raskol\u2019nikov, il protagonista del romanzo Delitto e Castigo si macchia di un duplice efferato omicidio del tutto premeditato. Uccide un\u2019avida vecchia usuraia e la sua pi\u00f9 giovane e mite sorella. Dopo molte avventure incontra per caso S\u00f2nja, un&#8217;anima pura, pervasa da una fede sincera e profonda, costretta per\u00f2 a\u00a0prostituirsi per mantenere la matrigna tisica e i fratellastri. Raskol\u2019nikov, mentre \u00e8 in casa della ragazza, prende \u201cun libro vecchio, molto usato, rilegato in pelle\u201d.<br \/>\n\u00c8 il Nuovo Testamento donato a S\u00f2nja da Lizaveta, uccisa dal giovane a colpi di accetta.<br \/>\n\u201cDov\u2019\u00e8 il passo di Lazzaro? \u2013 chiese all\u2019improvviso. S\u00f2nja guardava ostinatamente a terra e non rispondeva. Stava un po\u2019 di sbieco, verso il tavolo. \u2013 Quello della risurrezione di Lazzaro, dov\u2019\u00e8? Cercamelo, S\u00f2nja\u201d (F\u0451dor Dostoevskij, Delitto e castigo, pag.404 \u2013 410).<br \/>\nS\u00f2nja legge il passo \u201cdistintamente e con forza, come se stesse facendo lei stessa una pubblica professione di fede\u201d. Raskol\u2019nikov la guarda in gesto di sfida, vuole ritornare all\u2019innocenza della propria infanzia ma rimane nella propria disperazione. Il delitto e il castigo chiudono la sua vita.<br \/>\nMichele, uno dei tanti personaggi che popolano il romanzo La Ciociara di Alberto Moravia, legge un passo del Vangelo: la resurrezione di Lazzaro. Tutti manifestano una noia mortale. Eppure Michele ci mette tutta l\u2019anima per far capire di cosa si tratti. Nel corso della lettura si mette anche a piangere. Qualcuno pensa che sia il fumo della stanza ad infastidirlo. Qualcun altro pensa agli affari suoi. Rendendosi conto della noia e dell&#8217;indifferenza dei contadini, il giovane reagisce con durezza: \u201cmacch\u00e9 fumo, io non vi legger\u00f2 pi\u00f9 perch\u00e9 voi non capite ed \u00e8 inutile cercare di far capire a chi non potr\u00e0 mai capire, leggendo la storia di Lazzaro ho parlato di tutti voi e anche di me stesso e di mio padre e di Severino con le sue stoffe e degli sfollati, siete tutti morti, siamo tutti morti e crediamo di essere vivi, finch\u00e9 crederemo di essere vivi perch\u00e9 ci abbiamo le nostre stoffe, le nostre paure, i nostri affarucci, le nostre famiglie, i nostri figli, saremo morti\u201d (A. Moravia, La Ciociara, pag. 124).<br \/>\nLa morte e la risurrezione di Lazzaro sono il compendio della mia fede. Non solo riferimenti alla letteratura alta ma anche scampoli d\u2019adolescenza trascorsi nella campagna morrovallese. Al Sabato Santo le campane ritornavano a suonare festose. Noi ragazzi facevamo le capriole sui prati inondati dai primi fiori della Primavera. Era una manifestazione ingenua e spontanea per partecipare alla Risurrezione. Lungo i fossi, imbevuti d\u2019acqua cristallina, nascevano piccole piante grasse. Raccolte a mazzetti, le portavamo a casa.<br \/>\nLe campanule, tanti piccoli tubicini attaccati allo stelo, avevano la propriet\u00e0 di colorare l\u2019uovo di Pasqua che prendeva colorazioni diverse, dall\u2019azzurro al violaceo, al rosso, a seconda della maturazione del fiore, ma anche a seconda della cottura dell\u2019uovo sodo. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un brano che aiuta a credere a Ges\u00f9 risorto: Gv 11 Un episodio del Vangelo che mi ha sempre aiutato a credere in Ges\u00f9 Risorto \u00e8 quello della Risurrezione di Lazzaro. Marta rimprovera il Maestro che non era presente alla morte del fratello di cui era amico. 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