{"id":4930,"date":"2017-03-21T11:00:24","date_gmt":"2017-03-21T10:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4930"},"modified":"2024-11-06T16:47:56","modified_gmt":"2024-11-06T15:47:56","slug":"tu-per-me-sei-importante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/03\/tu-per-me-sei-importante\/","title":{"rendered":"Tu per me sei importante"},"content":{"rendered":"<h2><em>Salesiani cooperatori: Ritiro Spirituale a Loreto<\/em><\/h2>\n<p>Ritiro Spirituale a Loreto, presso la Villa Redemptoris Mater, sabato 11 e domenica 12 marzo, per cento trenta Salesiani Cooperatori, provenienti dai diversi Centri Salesiani di Marche (Ancona, Porto Recanati, Civitanova Marche, Macerata), Umbria (Perugia, Terni) e Abruzzo (L\u2019Aquila, Sulmona, Ortona, Vasto). Alle 15,30 di sabato 11 marzo, gli arrivi e l\u2019accoglienza, alle 16,30 la preghiera e i saluti, alle 17,00, la prima meditazione. Dopo la relazione, un\u2019ora di deserto per trovare le risonanze nella propria vita di quello che si era ascoltato. I Vespri alle 19,15, la cena alle 19,30, la veglia penitenziale alle 21,30, chiudevano la prima giornata.<br \/>\nIl ritiro Spirituale \u00e8 stato predicato da don Giuseppe Buccellato, sacerdote salesiano (sdb), delegato regionale dei Salesiani Cooperatori per l\u2019Italia e Medio Oriente. Il tema centrale degli Esercizi Spirituali, Tu per me sei importante, \u00e8 stato sviluppato dal sacerdote, in due meditazioni, Una vita scommessa per il regno, nel pomeriggio di sabato 11 e Diventare una Benedizione, in quella di domenica 12 marzo.<\/p>\n<p><strong>Una vita scommessa per il regno<\/strong><\/p>\n<p>Il tempo che stiamo vivendo appare come una stagione di smarrimento. La vera questione, quella pi\u00f9 gravida di conseguenze, sembra essere quella della scarsa rilevanza data oggi ad ogni questione sul significato dell\u2019esistenza. In un tempo in cui, nella societ\u00e0 occidentale, si fanno strada dei nuovi fondamentalismi, i cristiani sembrano essere diventati figli di un Dio minore. Il problema fondamentale, per l\u2019uomo generato dalla societ\u00e0 post moderna, non \u00e8 quello di trovare delle risposte, ma quello di ricominciare a sentire delle domande sul significato dell\u2019esistenza. Perch\u00e9 questo possa accadere, \u00e8 necessario giungere ad abitare la propria vita interiore (Enzo Bianchi). Senza il silenzio dell\u2019anima, le parole perdono il loro significato e la loro efficacia, le nostre azioni si traducono in gesti vuoti, incapaci di suscitare guarigioni. \u201cConservare il silenzio, che strana espressione!\u201d \u2013 fa dire J. Bernanos al protagonista del Diario di un curato di campagna \u2013 E\u2019 il silenzio che ci conserva\u201d.<br \/>\nLa nostra condizione ci mette davanti ad un dato, il nostro esistere; come credenti affermiamo che la nostra esistenza \u00e8 un dono, ricevuto e gratuito come tutti i doni autentici. Siamo delle creature. Occorre allora trasferire questa convinzione nella profondit\u00e0 della nostra vita, alla fonte del nostro esistere e scommettere su di essa, senza alcuna riserva. Questo \u00e8 il punto di partenza di ogni autentico itinerario spirituale: ritornare a provare meraviglia di fronte alla consapevolezza del dono di esistere. Lo stupore, infatti, \u00e8 l\u2019anticamera della fede; richiede l\u2019animo di un fanciullo, gli occhi di un viaggiatore, la sete di un ricercatore di verit\u00e0. Forse \u00e8 difficile per i \u201dProfessionisti di Dio\u201d, quali siamo, dimenticare ogni nozione tradizionale, appresa sulla religione e ritornare a sorprenderci di fronte alla ragionevole ipotesi di essere sotto un Cielo. Eppure \u00e8 solo nel \u201cluogo\u201d della meraviglia che la nostra religione pu\u00f2 ritornare ad essere una vitale relazione. La cosa pi\u00f9 sorprendente, comunque, non \u00e8 che questo Dio esista bens\u00ec che Egli si prenda cura di noi. Noi per Lui, siamo davvero importanti!<br \/>\nLa percezione di essere amati da Qualcuno pu\u00f2 costituire il punto di partenza di un\u2019esperienza autenticamente religiosa. \u201cSiccome Dio ci ha amati per primo, l\u2019amore non \u00e8 pi\u00f9 solo un comandamento, ma \u00e8 la risposta al dono dell\u2019amore, col quale Dio ci viene incontro\u201d (Benedetto XVI, Deus caritas est). Solo partendo da questa percezione gustata in profondit\u00e0, noi possiamo imparare a vivere la nostra esistenza, come diceva don bosco, citando Sant\u2019Ignazio, a maggior gloria di Dio. Dare gloria a Dio significa dirgli in modo radicale, con la nostra vita pi\u00f9 che con le parole, che per noi Lui \u00e8 importante, anzi, il pi\u00f9 importante. In questa prospettiva, tutta la nostra esistenza \u00e8 chiamata a divenire \u201cazione sacra, offerta votiva, culto spirituale\u201d (Rom. 12,1). L\u2019amore di Dio per noi suscita una risposta: Dio non dice solamente \u201cTu sei il mio Amato\u201d- Dio chiede anche \u201cMi ami?\u201d e ci d\u00e0 innumerevoli possibilit\u00e0 di dire s\u00ec\u201d (H. Nowen). Questa \u00e8 la vita spirituale: la possibilit\u00e0 di dire s\u00ec alla nostra vita interiore. Scegliere un sentimento \u00e8 scegliere un padrone da servire: \u201cLe idee collocano l\u2019uomo nella verit\u00e0 o nell\u2019errore, i sentimenti lo collocano nel bene o nel male. Essi sono la base del comportamento, nel senso che predispongono la persona a comportarsi in quel determinato e singolarissimo modo\u201d (Colombero). Finch\u00e9 la nostra fede non raggiunge il cuore, rischia di essere inoperosa: \u201cDov\u2019\u00e8 il tuo tesoro, l\u00ec sia il tuo cuore\u201d. Scriveva Carlo Carretto a suor Dolcidia, una delle due sorelle salesiane, dal deserto: \u201c\u2026U n esercito di matti cattolici costruisce, fa case, collegi, associazioni, partiti e quasi nessuno si preoccupa di scavare i pozzi. Conclusione: tristezza, scoraggiamento, vuoto interiore e qualche volta disperazione. Si pretende di costruire per Dio senza Dio\u201d (Carlo Carretto).<\/p>\n<p><strong>Diventare una benedizione<\/strong><\/p>\n<p>Domenica 12 marzo, dopo la recita delle Lodi alle 9,00, don Buccellato ha sviluppato la seconda meditazione: Diventare una benedizione. \u201c\u2026 Far\u00f2 di te un grande popolo e li benedir\u00f2, render\u00f2 grande il tuo nome e diventerai una benedizione\u201d (Gn. 12, 1- 2). Diventerai una benedizione! E\u2019 questa la straordinaria promessa che Dio fa ad Abramo. La benedizione di Dio non solo ci raggiunge e ci guarisce in profondit\u00e0, ma nello stesso tempo ci restituisce la percezione di un compito; anche noi possiamo diventare una sorgente di benedizione per gli altri. Si tratta di imparare a dire a ciascuno dei nostri compagni di viaggio, con i fatti pi\u00f9 che con le parole: Tu per me sei importante, non \u00e8 la stessa cosa che tu ci sia o non ci sia. Secondo Abraham Maslow, l\u2019individuo si realizza passando attraverso per cinque diversi stadi, che devono essere soddisfatti in modo progressivo. Il primo stadio \u00e8 quello dei bisogni fisiologici, subito dopo viene il bisogno di sicurezza, quello di affetto, di stima e infine quello della autorealizzazione. Queste considerazioni dovrebbero espandere la nostra capacit\u00e0 di amare. Ognuno di noi diventa maturo quando \u00e8 diventato una benedizione per gli altri. La maturit\u00e0, come la perfezione cristiana, non \u00e8 qualcosa che si sviluppa solamente per se stessi, ma \u00e8 sempre anche qualcosa che esige di espandersi per il bene di qualcuno.<br \/>\n\u201cLa conversione nei rapporti personali richiede il passaggio dall\u2019ostilit\u00e0, in cui l\u2019altro viene etichettato e trattato come nemico, all\u2019ospitalit\u00e0, in cui ogni uomo accoglie e si lascia accogliere per sperimentare, magari nel piccolo, una societ\u00e0 conviviale dove ogni uomo ha posto nella mensa della vita. L\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 anzitutto creazione di spazi di amicizia, di luoghi caldi in cui ogni persona possa sentirsi accolta, ascoltata e trattata con rispetto \u201c (Henri Nouwen, Viaggio spirituale per l\u2019uomo). L\u2019assenza di conflitti, dunque, e la possibilit\u00e0 di vivere serenamente come membri dello stesso equipaggio rappresentano un minimo d\u2019integrazione nella vita di una comunit\u00e0 o di un gruppo di credenti; ma il punto di arrivo della nostra esperienza non pu\u00f2 essere soltanto questo: \u201cGareggiate nello stimarvi a vicenda\u201d, scriveva San Paolo ai cristiani di Filippi. Scriveva Jacques Maritain: \u201cSe gli uomini sapessero che Dio soffre con noi e molto pi\u00f9 di noi per tutto il male che devasta la terra, molte cose cambierebbero senza dubbio e molte anime sarebbero liberate\u201d. Siamo chiamati ad ascoltare, a contemplare questa sofferenza; solo in questo silenzio impareremo a udire la voce di Dio che ci racconta la sua sofferenza. Non ci deve essere discontinuit\u00e0 tra vita attiva e contemplativa. Chi \u00e8 capace di contemplare l\u2019infelicit\u00e0 di Dio non pu\u00f2 fare della preghiera un rifugio sicuro e senza responsabilit\u00e0.<br \/>\nLe comunicazioni di Leonello Moriconi, coordinatore provinciale della Provincia Adriatica, hanno chiuso la mattinata prima del pranzo delle 12,30. La Santa Messa alle ore 14,30, la preghiera dell\u2019affidamento alla Madonna di Loreto alle 16,00 ha posto termine ai due giorni di Esercizi Spirituali. Dopo la foto di rito, ognuno \u00e8 ritornato nei propri centri di appartenenza, portando ci\u00f2 che aveva ascoltato e meditato. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salesiani cooperatori: Ritiro Spirituale a Loreto Ritiro Spirituale a Loreto, presso la Villa Redemptoris Mater, sabato 11 e domenica 12 marzo, per cento trenta Salesiani Cooperatori, provenienti dai diversi Centri Salesiani di Marche (Ancona, Porto Recanati, Civitanova Marche, Macerata), Umbria (Perugia, Terni) e Abruzzo (L\u2019Aquila, Sulmona, Ortona, Vasto). 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