{"id":4908,"date":"2017-03-20T11:30:51","date_gmt":"2017-03-20T10:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4908"},"modified":"2024-11-06T17:18:57","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:57","slug":"chiese-assassinate-dal-terremoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/03\/chiese-assassinate-dal-terremoto\/","title":{"rendered":"Chiese &#8220;assassinate&#8221; dal terremoto"},"content":{"rendered":"<h2><em>Non si possono ricostruire le chiese. Una copia non \u00e8 l&#8217;originale. Secoli di incontro tra Dio e uomo<\/em><\/h2>\n<p>Il mondo della fede \u00e8 intensamente abitato da un mare di storie e di cose: un mare che non \u00e8 mai freddo o solitario, ma vitale, avventuroso, affollato nei secoli di fedeli e sacerdoti, di canti, di voci, di suoni. Altrettanta splendidezza c\u2019\u00e8 nell\u2019amore espresso dalle opere d\u2019arte: architetture, pitture, sculture. Amore fisicissimo e spirituale insieme, pregno di odori, che non potrebbero esistere senza i corpi dei fedeli.<br \/>\nPenso a questo mentre guardo le riprese dei templi e degli oggetti che il terremoto ha distrutto o danneggiato nell\u2019alto Nera. Vedo a Castelsantangelo sul Nera la torre del campanile di Santa Maria di Castellare sbriciolata e la chiesa in parte crollata, una porzione della chiesa di San Martino dei Gualdesi squassata e il campanile danneggiato, la chiesa e l\u2019antico monastero di San Liberatore circondati da rovine, la chiesa di San Vittorino di Nocria crollata, crollato pure il campanile della chiesa di Santo Spirito, danneggiata la chiesa di San Sebastiano, crolli nelle chiese di Sant\u2019Antonio e di San Giovanni a Macchie e in quelle di San Martino e Santa Maria della Piazza a Gualdo. Vedo a Ussita l\u2019abside della chiesa romanica di Casali rovinato, la Pieve di S. Maria danneggiata, i vigili del fuoco che si calano nella chiesa di Santa Reparata di Vallestretta per recuperare tele e oggetti sacri. Vedo a Visso il rosone e la parte superiore della chiesa di San Francesco caduti, la chiesa di Sant\u2019Agostino e l\u2019abside della Collegiata danneggiati, il campanile della chiesa di San Giacomo cascato, l\u2019interno della chiesa di Villa Sant\u2019Antonio coperto di macerie e le campane, una caduta e l\u2019altra inclinata, che non suoneranno pi\u00f9.<br \/>\nSo che molti osserveranno: cosa importa? Sono edifici come tanti altri. Sono cose: pietre, legni, mattoni, bronzi. Soltanto cose. Conta semmai la moltitudine di persone che vi hanno pregato e non sono pi\u00f9 tra noi.<br \/>\nInvece per me questo spettacolo \u00e8 straziante. Mi obbliga a guardare al futuro e nello stesso tempo mi lega al passato e al trapassato. Ho provato lo stesso impulso quando il terremoto ha distrutto parte della volta della basilica di San Francesco e il crocifisso di Cimabue ad Assisi, o quando i talebani hanno colpito le grandi statue di Buddha in Afganistan e le milizie jihadaiste dell\u2019Isis hanno cancellato i tesori di Palmira, patrimonio dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nCome un brivido, un tremore davanti a qualcosa di insopportabile: la stessa emozione che prov\u00f2 Proust quando scrisse \u201cIn memoria delle chiese assassinate\u201d e \u201cLa morte delle cattedrali\u201d.<br \/>\nLa religione cattolica non \u00e8 soltanto la fede che la vivifica: non \u00e8 soltanto la Bibbia, i Vangeli, gli scritti intorno a Dio, Ges\u00f9, lo Spirito Santo, la Madonna. Il cattolicesimo \u00e8 anche le cattedrali, i santuari, le chiese, i campanili, le cappelle, i tabernacoli, i fonti battesimali, le statue, le campane; e le liturgie, i sacramenti, le parole e i canti dei fedeli che hanno risuonato nei secoli.<br \/>\nNessuna religione pu\u00f2 vivere se cancelliamo gli aspetti formali, n\u00e9 pu\u00f2 essere pensata senza questa raffigurazione incessante. La verit\u00e0 \u00e8 che noi non abbiamo il dominio materiale di una religione. Possediamo le cose con le quali cerchiamo di continuo, forse inutilmente, di darle un aspetto. Non riusciamo a perdere il ricordo dei tanti muratori, scultori, pittori, falegnami che hanno edificato il tempio di Macereto, le pievi di Mevale e di Fematre a Visso, le chiese romaniche di Santo Stefano a Castelsantangelo sul Nera e dei Santi Vincenzo e Anastasio a Casali di Ussita, consegnando un corpo vivente al cattolicesimo dell\u2019alto Nera. Questo alito religioso, che spesso non riconosciamo, \u00e8 stato elaborato da Filippo Salvi, Battista Lugano, Paolo da Visso, Simone de Magistris, Gaspare, Camillo e Fabio Angelucci, dai petraioli vissani e dai maestri lombardi che hanno cercato con tutte le loro forze di esprimere l\u2019inesprimibile. Architetture e volti.<br \/>\nAtmosfere mistiche e tagli di luce. Odore d\u2019incenso, anche quando l\u2019incenso non c\u2019\u00e8. Altari, dunque preghiere. E organi, dunque note che volteggiano. Una visione incastonata in una mappa artistica e sonora, un luogo tutto ricamato da figure mistiche e musiche antiche.<br \/>\nNon riusciamo ad accettare la fine delle chiese, \u201cassassinate\u201d questa volta non dall\u2019uomo ma dalle forze della natura. Neppure credo che possiamo rimpiazzarle. Forse sono la stessa cosa l\u2019originale e la copia? Ecco perch\u00e9 non possiamo costruire nuove chiese e perch\u00e9 ogni chiesa \u00e8 il territorio di una sfida che si fa spettacolo e cerimonia: una rincorsa di secoli e millenni fra l\u2019umano e il divino, fra l\u2019anima laica e lo spirito religioso, fra la leggerezza e la potenza, fra il limite terreno e il trascendente. Nessuna dimensione nuova pu\u00f2 raccontare quella precedente, fatta di storia e tradizione, esigenze artistiche e fughe nel visionario. Sarebbe come offendere la memoria di chi le ha create. Ecco perch\u00e9 cerchiamo di allontanare quell\u2019aura di perdita e di distruzione di una chiesa che nessuno pu\u00f2 accettare come ineluttabile.<br \/>\nEcco perch\u00e9 dobbiamo restaurare e conservare, finch\u00e9 \u00e8 possibile, quello che \u00e8 stato danneggiato, in modo che nessuna memoria vada perduta. La religione cattolica non perir\u00e0 a causa di questo terremoto. La fine delle forme esteriori \u00e8 solo una fine fittizia. Rimangono i Vangeli, i libri, le liturgie che nessuno pu\u00f2 cancellare. La distruzione delle chiese deve spingerci per\u00f2 a rileggerle in ogni particolare, in ogni storia, in ogni verbo, cercando di comprendere quello che volevano dire. Una lettura che mantiene, fra diversi linguaggi e un libro immobile, la promessa dell\u2019inizio: niente \u00e8 pi\u00f9 saldo e niente \u00e8 pi\u00f9 variabile di una religione che si esterna nelle cose, nelle testimonianze concrete di pura fede. \u2022<\/p>\n<p>Valerio Franconi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si possono ricostruire le chiese. Una copia non \u00e8 l&#8217;originale. 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