{"id":4853,"date":"2017-03-09T15:00:52","date_gmt":"2017-03-09T14:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4853"},"modified":"2017-03-06T12:01:39","modified_gmt":"2017-03-06T11:01:39","slug":"intatta-da-restaurare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/03\/intatta-da-restaurare\/","title":{"rendered":"Intatta, da restaurare"},"content":{"rendered":"<h2><em>Visso: La pittura della Madonna della quercia dopo il terremoto<\/em><\/h2>\n<p>La memoria del passato \u00e8 alla base dell\u2019identit\u00e0 di un territorio. E da l\u00ec vogliamo ripartire per mantenere vivo il legame con una realt\u00e0 sbriciolata dall\u2019esplosione spaziale e relazionale innescata dal terremoto. Ecco allora che la fotografia realizzata con occhi e cuore da Emilia Sebastiani nell\u2019ultima settimana di questo strazio tellurico ci informa che l\u2019affresco esterno della Madonna della quercia ha superato indenne la scossa delle scosse, quella del 30 ottobre.<br \/>\nParliamo di un\u2019immagine vaga e poco afferrabile. Cos\u00ec il visitatore occasionale ha sempre percepito l\u2019affresco raffigurante san Francesco, santa Chiara e la Vergine sopra la quercia, eseguito nel 1575 da Tommaso da Bissone sulla facciata del palazzetto della \u201cPia casa\u201d in largo Gaola Antinori, che fu sede dell\u2019amministrazione del santuario di Macereto.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170219-WA0001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-4854\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170219-WA0001-575x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170219-WA0001-575x1024.jpg 575w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170219-WA0001-168x300.jpg 168w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170219-WA0001-768x1368.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG-20170219-WA0001.jpg 898w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/a>L\u2019opera ha ricevuto in passato scarsa attenzione da parte degli studiosi di arte e di storia locale, i quali, forse assuefatti alla dimensione dell\u2019ovvio e del ragionevole, hanno tralasciato di esplorare il retroterra storico-culturale che ha in qualche modo ispirato l\u2019artista e soprattutto non hanno cercato di identificare la significazione simbolica della quercia che trova analoghi esempi a Norcia (affresco staccato nel museo della Castellina), a Savelli vicino Norcia, a Montefortino e ad Amandola, tanto per citare solo alcune localit\u00e0 dei monti Sibillini dove si riscontra analoghe rappresentazioni allegoriche. Albero sacro a Giove e agli antichi druidi la quercia \u00e8 un simbolo che ricorre spesso anche nella religione cristiana. Ad esempio il vescovo che tiene il piede sopra una quercia abbattuta assurge a simbolo della conversione dei pagani (cfr. James Hall, Dizionario dei soggetti e dei simboli nell\u2019arte, Milano 1983).<br \/>\nLa quercia compare anche nell\u2019emblema di Sisto IV e Giulio II e viene spesso rappresentata sotto forma di foglie e ghiande negli elementi architettonici o nei manufatti lignei degli antichi maestri artigiani. La comprensione del linguaggio affidato alla pittura richiede nel nostro caso una certa capacit\u00e0 valutativa degli accostamenti, ma ancor pi\u00f9, forse, una guida capace di un\u2019affascinante lezione di storia dell\u2019arte. Da Montefortino viene opportunamente incontro a queste esigenze l\u2019associazione \u201cLa quercia sacra\u201d che con due lettere indirizzate al comune di Visso, di cui una all\u2019attenzione dello scrivente, segnal\u00f2 in passato non solo l\u2019importanza dell\u2019affresco e la necessit\u00e0 di un suo urgente restauro, ma comunic\u00f2 anche le risultanze di puntuali ricerche dell\u2019associazione stessa che, pur nelle loro finalit\u00e0 documentarie, rappresentano brani di studi mitologici fatti di calendimaggio, di fate sibilline, di detti popolari, di nomi come Appennino (localit\u00e0 vicino Visso) tutti di chiara derivazione celtica, nonch\u00e9 di primavere sacre e di libert\u00e0 sessuali di quell\u2019antico popolo, i Celti, venuto in contrasto con la nuova religione cristiana.<br \/>\nStorie che riaffiorano in un dipinto affine a quello di Visso nella chiesa della Madonna della Vensa a Cerreto d\u2019Esi o in reperti ritenuti celtici come il supporto dell\u2019acquasantiera e il foro dell\u2019altare nel santuario di Sant\u2019Eutizio a Preci. Si ha l\u2019impressione, da sempre, di essere di fronte a un importante dettaglio dell\u2019architettura vissana dove l\u2019immagine ci riporta indietro nel tempo, nei luoghi cio\u00e8 dove in secoli remoti sono passati o hanno stazionato i Celti e dove puntualmente si trovano i dipinti e le chiese della Madonna della quercia che diventano utilissimi indicatori per la ricerca storica sibillina e pi\u00f9 in generale italiana. Sono le zone sacre che i druidi riservavano alle querce, piante portatrici di quel prezioso vischio ritenuto incarnazione dello spirito vitale e talismano protettivo, secondo la lezione che ci viene dallo stesso James Hall, gi\u00e0 citato.<br \/>\nNon per niente ancor oggi si regala il vischio in segno augurale e di buon auspicio per il nuovo anno.<br \/>\nL\u2019autore delle presenti note si pone a pi\u00e8 di pagina per affermare con l\u2019associazione di Montefortino che l\u2019affresco di Visso \u201cdovr\u00e0 essere conservato per i posteri\u201d, in quanto irripetibile manifestazione dell\u2019uomo. Su un piano sistematico di ricerca di storia locale lo scrivente non ritiene invece di aderire all\u2019affermazione dell\u2019associazione di Montefortino secondo cui \u201ca Visso c\u2019\u00e8 qualcosa di celtico\u201d, in quanto non viene presa in considerazione l\u2019ipotesi molto probabile che la simbologia della quercia sia giunta nella nostra citt\u00e0 seguendo le vie della transumanza percorse dall\u2019uomo-pastore dei monti Sibillini, come confermerebbero la data tarda di esecuzione della pittura e l\u2019antica devozione verso altre immagini religiose, come da esempio la Madonna dell\u2019archetto, di sicura provenienza laziale. Ci\u00f2 non toglie comunque l\u2019importanza che deve essere attribuita alla segnalazione dell\u2019associazione \u201cLa quercia sacra\u201d ove tra l\u2019altro sono contenute notizie di certo ignote al visitatore occasionale ma anche agli studiosi di storia locale; perci\u00f2 si \u00e8 voluto riportarle alla luce. Con una postilla: la Madonna della quercia, rimasta pressoch\u00e9 intatta dopo la distruzione sismica, sembra ammonire tutti per non aver mai provveduto, in passato, a un suo radicale restauro. \u2022<\/p>\n<p>Valerio Franconi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visso: La pittura della Madonna della quercia dopo il terremoto La memoria del passato \u00e8 alla base dell\u2019identit\u00e0 di un territorio. E da l\u00ec vogliamo ripartire per mantenere vivo il legame con una realt\u00e0 sbriciolata dall\u2019esplosione spaziale e relazionale innescata dal terremoto. Ecco allora che la fotografia realizzata con occhi e cuore da Emilia Sebastiani &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4855,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1587,1260,1422,1425],"class_list":["post-4853","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-numero-4-2017","tag-terremoto","tag-valerio-franconi","tag-visso"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Madonna-della-quercia.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1gh","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4853","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4853"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4856,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4853\/revisions\/4856"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}