{"id":4829,"date":"2017-03-08T13:00:53","date_gmt":"2017-03-08T12:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4829"},"modified":"2024-11-06T17:25:45","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:45","slug":"50-anni-di-capodarco-solida-passione-in-unitalia-meno-attenta-al-disagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/03\/50-anni-di-capodarco-solida-passione-in-unitalia-meno-attenta-al-disagio\/","title":{"rendered":"50 anni di Capodarco: solida passione in un&#8217;Italia meno attenta al disagio"},"content":{"rendered":"<h2><em>La Comunit\u00e0 di Capodarco in udienza privata dal Papa<\/em><\/h2>\n<p>Enrico Mentana, giornalista e direttore del Tg de La7, e Andrea Pellizzari, direttore artistico del Premio L\u2019Anello debole e volto noto della tv, incalzati da don Vinicio Albanesi. Si \u00e8 aperta cos\u00ec la due giorni di celebrazioni per i 50 anni della Comunit\u00e0 di Capodarco. Un incontro sul presente dell\u2019informazione e dell\u2019impegno sociale, tra disinteresse dei media, delega interessata dello Stato e senso di solidariet\u00e0 delle nuove generazioni. Una presenza apprezzata quella di due \u201cvecchi\u201d amici di Capodarco, che non sono voluti mancare \u2013 nonostante i tanti impegni \u2013 in un momento tanto importante per le realt\u00e0 di Capodarco (14 in tutta Italia).<br \/>\nL\u2019informazione e la fragilit\u00e0 scomparsa. Per don Albanesi, la fragilit\u00e0 sembra scomparsa da cronache e commenti. Un aspetto confermato da Mentana, secondo cui \u201cla fragilit\u00e0 riemerge solo per fatti di sangue. E\u2019 un problema di cultura, di comunicazione\u201d. E per il direttore del Tg de La7, tre sono gli aspetti da sottolineare: \u201cPoco si vuole ascoltare delle vicende di chi soffre, e anche chi soffre vuole sapere poco delle proprie vicende. Poi succede che nell\u2019informazione si \u00e8 un po\u2019 essiccata la \u2018pietas\u2019 professionale. Le cause? Io penso per vicende tipo mafia capitale, dove si \u00e8 visto il ruolo di poche combriccole di delinquenti che hanno buttato una luce sinistra sul mondo della cooperazione. L\u2019altra \u00e8 la questione migranti. Su questo tema tutto viene assorbito dall\u2019assurdo match sui migranti: accoglierli, non accoglierli, chi ci mangia, chi non ci mangia, tutte le polemiche quotidiane, ecc\u2026 Ci\u00f2 ha reso aridi gli italiani sui temi del quotidiano, della capacit\u00e0 di ascolto, della consapevolezza del disagio. Elementi importanti di un paese che pure non \u00e8 egoista. In Italia c\u2019\u00e8 nel fondo uno spirito di comunit\u00e0 positiva. Tutti questi avvenimenti, per\u00f2, hanno rappresentato come una sorta di bombardamento e ci si \u00e8 trovati a raccontare ci\u00f2 che \u00e8 in prima fila, dimenticando il resto\u201d.<\/p>\n<p>Non solo. Per Mentana \u201cci si ricorda dei temi sociali quando si deve contestare chi governa. Ricordo la campagna elettorale di 10 anni fa, quando si diceva che la gente non arrivava alla quarta settimana. Vinse il centrosinistra e alla quarta settimana improvvisamente ci si arrivava\u2026\u201d. Insomma, c\u2019\u00e8 anche un uso strumentale del disagio.<br \/>\nMa \u00e8 davvero impossibile farsi ascoltare? \u201cVoi conoscete chi aiuta davvero \u2013 ha continuato Mentana rivolto alla platea -. Nessuno ha la ricetta. Io penso che un Paese moderno, che ha coscienza di s\u00e9, deve sapere fare un welfare dignitoso, che restituisca dignit\u00e0 a tutti. La ricetta \u00e8 incalzare, farsi sentire. Oggi le categorie che non hanno ascolto sono disabili e giovani. Quando c\u2019\u00e8 una fabbrica che rischia di chiudere, i sindacati indicono uno sciopero, e improvvisamente attirano attenzione. Ma \u00e8 a tutela di chi un lavoro ce l\u2019ha. E chi bussa da fuori?\u201d.<br \/>\nSarebbe importante, allora, ricominciare dalla scuola. \u201cGli insegnanti si sono arrabbiati per la riforma, ed \u00e8 giusto. Ma se fossero cos\u00ec bravi a rappresentare questi aspetti, al di l\u00e0 dei programmi di scuola\u2026 Insomma, se queste problematiche non si cominciano ad affrontare in classe, non c\u2019\u00e8 telegiornale che tenga. Una informazione infarcita di precetti di buona volont\u00e0\u2026 Ma non bisogna essere dolci, bisogna rappresentare la foto pi\u00f9 drammatica. E se non c\u2019\u00e8 una preparazione di fondo delle nuove generazioni, si pu\u00f2 anche provare a raccontare ma \u00e8 davvero difficile!\u201d.<\/p>\n<p>Il welfare oggi sembra procedere secondo concetti come solidariet\u00e0, professionalit\u00e0 e risparmio. \u201cMa voler bene a qualcuno non pu\u00f2 essere comprato \u2013 ha incalzato don Vinicio -. Ci dicono: eccoti mio figlio, gli devi voler bene, mi devi far spendere poco, devi fare tutto a norma. Ma non \u00e8 facile gestire cos\u00ec la situazione!\u201d. All\u2019analisi ha cos\u00ec risposto Andrea Pellizzari: \u201cIn tutte le professioni c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di metterci la passione. Voi di fondo sentite una spinta che vi porta a fare questa cosa. Nella grande confusione di questo periodo si perde un po\u2019 il limite di quello che si fa per passione e di quello che \u00e8 la professione. Agendo per passione, si \u00e8 disposti a metterci pi\u00f9 sacrificio. In caso contrario ci si attiene alle regole e ai limiti. Ecco, voi vivete questa situazione. Credo che a fare il vostro lavoro ci voglia molta passione. Lavorare con le persone ha bisogno di una vocazione, al di l\u00e0 dei paletti posti dalle norme. Concordo sul fatto che ci siamo inariditi. Per questo dobbiamo ricostruire la passione nel fare le cose, ma anche i valori\u201d.<\/p>\n<p>Per Enrico Mentana per\u00f2 \u201cci vuole anche altro. Anche quando si fa solidariet\u00e0\u201d. E ha spiegato: \u201cNelle scuole si insegna che esistono le comunit\u00e0? No. Sono luoghi che si vorrebbe non esistessero. Nelle fiction, in tv c\u2019\u00e8 la perfezione. Ma la realt\u00e0 \u00e8 la realt\u00e0 e non va deformata n\u00e9 in senso pietistico n\u00e9 altro. Si deve pretendere\u201d.<br \/>\nPoi si \u00e8 chiesto: \u201cCom\u2019\u00e8 che le comunit\u00e0 arrivano da uomini che hanno sposato la religione? Le varie comunit\u00e0 di accoglienza venivano viste con sospetto: perch\u00e9 le fa la chiesa? Ma perch\u00e9 non le ha fatte lo stato, dico io? E anche oggi lo stato delega. E questo dimostra che la volont\u00e0 di solidariet\u00e0 non \u00e8 dentro le nostre istituzioni\u201d. Quindi un riferimento alla politica: \u201cIl concetto di solidariet\u00e0, anche da sinistra, \u00e8 sempre stato visto come qualcosa di pericoloso perch\u00e9 dava potere. E il paradosso \u00e8 che molti uomini di sinistra sperano adesso solo in Papa Bergoglio! Hanno sempre donato tante parole, pochissimi fatti\u201d.<br \/>\nDon Vinicio Albanesi e Don Franco Monterubbianesi, presidente e fondatore della Comunit\u00e0 di Capodarco<\/p>\n<p>Sul tema scuola, giovani e informazione e tornato anche Pellizzari: \u201cPer i giovani \u00e8 molto difficile farsi avanti\u2026 C\u2019\u00e8 voglia, ma perdono facilmente le speranze. Si scontrano con un muro di gomma. Anche il web, per esempio, \u00e8 terreno per i privilegiati. Che \u00e8 fatto di conoscenza e disponibilit\u00e0 finanziaria. Per questo \u00e8 importante fare comunit\u00e0 e avere strumenti e persone con cui costruire le cose. Mettendo insieme le persone si possono ottenere obiettivi\u201d.<br \/>\nFar emergere il disagio e offrire strumenti che consentano il superamento. Da una parte la mancanza di solidariet\u00e0, dall\u2019altro lo Stato che delega la risoluzione dei problemi, mettendo per\u00f2 una serie di legacci che fa morire. \u201cVigliacchi due volte \u2013 urla don Vinicio .-: prima ti dicono \u2018pensaci tu\u2019, poi per\u00f2 esigono che si rispettino le regole dell\u2019hotel a 5 stelle! Come rompere questa catena?\u201d<br \/>\nMentana: \u201cSi rompe rispettando le regole. Siamo figli di una generazione che se ha fame mangia gli avanzi. Ma le regole ci sono e vanno rispettate. Anche se a volte si ha l\u2019impressione di uno strano accanimento. Allora ci vogliono patti chiari. Voi siete il \u2018salvavita Beghelli\u2019 di famiglie che non vogliono vedere. Ed \u00e8 anche vero che il nostro Paese vuole fare la Svezia sulla pelle degli altri. E vuole gli hotel per anziani che ci sono negli Stati Uniti, dove per\u00f2 c\u2019\u00e8 l\u2019etica del distacco. Ma queste cose, ripeto, vanno insegnate nella famiglia e a scuola. Bisogna recuperare la dimensione sociale. Bisogna che sia obbligatorio venire qui, in questa comunit\u00e0, una volta a settimana. Il sindaco dovrebbe essere qui una volta a settimana, il consiglio comunale pure. Fai venire qui i giornalisti \u2013 aggiunge rivolto a don Vinicio -, cosi imparano a conviverci. Occorre avere le palle per starci dentro a queste cose!\u201d. E annuncia: \u201cVisiter\u00f2 entro un anno tutte e 14 le Comunit\u00e0 legate a Capodarco in Italia\u201d.<br \/>\nChiude Pellizzari: \u201cIo credo che 50 anni di storia abbiano fatto la differenza. Penso veramente che una parte di quello che \u00e8 stato il cambiamento nel sociale in Italia sia opera di queste comunit\u00e0. Che hanno seminato e fatto crescere la solidariet\u00e0. E su questa strada occorre continuare. La storia va fatta conoscere a pi\u00f9 persone possibili. Redattore sociale, l\u2019Anello debole sono tutte uscite importanti verso l\u2019esterno. Ma occorre ancora di pi\u00f9. Dove c\u2019\u00e8 scambio, dove si dibatte, dove ci si incontra nasce la solidariet\u00e0\u201d.<br \/>\nUn&#8217;utopia che si fa storia. A chiusura la proiezione il docu-film \u201cUn\u2019utopia che si fa storia. La Comunit\u00e0 di Capodarco\u201d (75\u2019), realizzato dalla regista Maria Amata Cal\u00f2 con Roberto Fittipaldi. \u201cLa cosa che mi \u00e8 piaciuta \u00e8 la dialettica, ho visto una comunit\u00e0 che mette in discussione se stessa e il suo territorio, che non d\u00e0 per scontati stereotipi buonisti, che si mette a nudo. \u2013 ha detto Maria Amata Cal\u00f2 -. Non ho trovato stanze chiuse. Il nostro viaggio \u00e8 stata una condivisione, io vivo il lavoro in modo totalitario e questa avventura, iniziata i primi di giugno e terminata pochissimi giorni fa, \u00e8 stata una fetta della mia vita che ho condiviso con ognuno. Spero non aver dato un\u2019interpretazione ma di aver raccontato quello che voi siete&#8221;. \u201cCapodarco ha fatto breccia nel mio cuore, \u00e8 stata un\u2019esperienza favolosa, esaltante, in cui ho cercato di raccontare i fatti mettendoci non solo il pensiero ma un pezzo del mio cuore. \u2013 ha aggiunto Roberto Fittipaldi -. Ho conosciuto un arcipelago con tante isole, ogni comunit\u00e0 \u00e8 unica ma poi si riconosce in una matrice comune: la solidariet\u00e0, la fede non detta, non dichiarata, che si tocca, che si guarda negli occhi. La Comunit\u00e0 di Capodarco abbraccia tutte le fragilit\u00e0, e io nella mia fragilit\u00e0 ho incontrato questo mondo di cui ora mi sento parte\u201d. (da.iac) \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Comunit\u00e0 di Capodarco in udienza privata dal Papa Enrico Mentana, giornalista e direttore del Tg de La7, e Andrea Pellizzari, direttore artistico del Premio L\u2019Anello debole e volto noto della tv, incalzati da don Vinicio Albanesi. Si \u00e8 aperta cos\u00ec la due giorni di celebrazioni per i 50 anni della Comunit\u00e0 di Capodarco. 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