{"id":4795,"date":"2017-03-06T15:30:32","date_gmt":"2017-03-06T14:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4795"},"modified":"2017-03-06T11:17:52","modified_gmt":"2017-03-06T10:17:52","slug":"sapersi-accontentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/03\/sapersi-accontentare\/","title":{"rendered":"Sapersi accontentare"},"content":{"rendered":"<h2><em>Equilibrio, coraggio, tenacia, capacit\u00e0 di darsi pace<\/em><\/h2>\n<p>In libreria si espongono manuali sulla felicit\u00e0. Sociologi e psicologi invitano a godere delle piccole cose, delle semplici gioie quotidiane; ad essere soddisfatti di ci\u00f2 che si ha; a sentire il piacere che nasce dal conforto e dalla sicurezza di sentirsi al sicuro davanti al proprio focolare; tra le gioie domestiche e i propri affetti.<br \/>\nQuesta \u00e8 una chiave, forse la fondamentale, per il raggiungimento della felicit\u00e0. Solo, per\u00f2, se diventa occasione per acquisire la capacit\u00e0 di gustare la pienezza che nasce dalla consapevolezza di s\u00e9, di provare la gioia di essere vivi, di essere meraviglia; di ritrovare il piacere bambino (proposto, tra gli altri, da Platone, Aristotele, Bergson) che viene dallo stupore suscitato dal presentarsi delle cose per come sono. \u00c8 contemplazione e contentezza. \u00c8 quella semplicit\u00e0 priva di desiderio e di rimpianto, che regala la possibilit\u00e0 di darsi pace, di raggiungere un appagamento stabile e profondo. \u00c8 insomma la felicit\u00e0 di ci\u00f2 che si \u00e8 e di ci\u00f2 che si ha, senza dare nulla per scontato. Se non \u00e8 cos\u00ec, si correre il rischio che godere delle piccole cose diventi la scusa per chiudersi in se stessi, vittime di una rassegnazione che \u00e8 frutto dell&#8217;abitudine, della pigrizia, o peggio della paura di aprirsi a ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 fuori dalle mura domestiche. L\u2019accontentarsi diventa un limite.<br \/>\nForse anche a causa del clima, permeato di insicurezza e di paura, si rischia di adagiarsi al presente in maniera passiva e puramente conservativa, statica, apatica e rassegnata, giustificandosi con l&#8217;idea che bisogna sapersi accontentare, appunto.<br \/>\nMa l&#8217;essere umano ha per sua natura la capacit\u00e0 di sognare, di progettare, di farsi interprete di desideri legati al futuro, immaginato nella forma di un mondo abitabile, di una vita desiderabile e sostenibile, degna di essere vissuta e che non resta preda del terrore e della rinuncia.<br \/>\nL&#8217;uomo da sempre \u00e8 operativo alla ricerca della felicit\u00e0 possibile, ed \u00e8 capace di esplorare, inventare, cercare, tentare. Sa immaginare un futuro differente e migliore dal presente che abita, e sa far s\u00ec che il sogno si trasformi in atto creativo, in realt\u00e0 possibile.<br \/>\nIl fatto che l\u2019uomo sia capace d\u2019azione significa che da lui ci si pu\u00f2 attendere l\u2019inatteso, che \u00e8 in grado di compiere ci\u00f2 che \u00e8 infinitamente improbabile (H. Arendt).<br \/>\nL\u2019uomo sa stare nella mancanza, in quello spazio tra il desiderio e la sua possibile soddisfazione, abitato dalla speranza, che si fa ponte tra ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che non \u00e8 ancora, ma \u00e8 auspicabile. Ha in s\u00e9 forza e tenacia, sa accettare il rischio e se ne fa carico con coraggio, perch\u00e9 ambisce a qualcosa di meglio di ci\u00f2 che ha oggi. Perche sa che ne vale la pena.<br \/>\nQuesto modo di vivere \u00e8 ci\u00f2 che regala le grandi soddisfazioni che consentono di restare vivi, attivi, entusiasti, costruttivi, per noi e per gli altri. Regala la possibilit\u00e0 di essere fieri di s\u00e9, soddisfatti per ci\u00f2 che si fa. Regala entusiasmo, capacit\u00e0 di ricominciare e di rimettersi in gioco pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Certo non si deve cadere nel rischio che la nostra felicit\u00e0 dipenda unicamente dal raggiungimento della meta ambita, ma accettare il movimento infinito del desiderio liberato dal bisogno di essere necessariamente soddisfatto e godere del processo desiderante, che ci anima e ci fa sentire vivi.<br \/>\nSi tratta di saper restare nella tensione tra le due posizioni, nell&#8217;equilibrio funambolico tra lo spirito combattivo e la capacit\u00e0 di darsi pace, di stare tanto radicati alla terra quanto elevati verso il cielo, senza mai cedere a nessuno dei due stati in maniera definitiva.<br \/>\nRestiamo capaci di costruire il futuro, di osare e sognare sempre, senza identificarci troppo nei nostri desideri, senza far dipendere totalmente la nostra felicit\u00e0 dalla loro soddisfazione, ma continuando a perseguirli, godendo del piacere di essere generatori di futuro e di felicit\u00e0. Per arrivare alla fine della vita avendo tentato il meglio di ci\u00f2 che \u00e8 in nostro potere, regalandoci la gioia di poter dire: \u00abHo vissuto, ci ho provato davvero\u00bb. \u2022<br \/>\nLaura Campanello<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Equilibrio, coraggio, tenacia, capacit\u00e0 di darsi pace In libreria si espongono manuali sulla felicit\u00e0. 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