{"id":4790,"date":"2017-03-06T14:30:16","date_gmt":"2017-03-06T13:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4790"},"modified":"2017-03-06T11:16:13","modified_gmt":"2017-03-06T10:16:13","slug":"paradosso-di-easterlin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/03\/paradosso-di-easterlin\/","title":{"rendered":"Paradosso di Easterlin"},"content":{"rendered":"<h2><em>La felicit\u00e0 non dipende dal reddito, ma dalle relazioni umane<\/em><\/h2>\n<p>Il paradosso di Easterlin o paradosso della felicit\u00e0 \u00e8 una nozione introdotta nel 1974 da Richard Easterlin, professore di economia all&#8217;Universit\u00e0 della California meridionale e membro dell&#8217;Accademia Nazionale delle Scienze, il quale, ricercando le ragioni per la limitata diffusione della moderna crescita economica, concluse che nel corso della vita la felicit\u00e0 delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di ricchezza. Secondo Easterlin il paradosso consiste nel fatto che, quando aumenta il reddito, e quindi il benessere economico, la felicit\u00e0 umana aumenta fino a un certo punto, ma poi comincia a diminuire, seguendo una curva a U rovesciata.<br \/>\nIl concetto espresso dalla frase \u00abla ricchezza non produce la felicit\u00e0\u00bb \u00e8 dibattuto fin dai tempi antichi.<br \/>\nGi\u00e0 in Aristotele si legge: \u00ab\u00e8 chiaro che non \u00e8 la ricchezza il bene da noi cercato: essa infatti ha valore solo in quanto &#8220;utile&#8221;, cio\u00e8 in funzione di qualcos&#8217;altro\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/oltre-il-pil-nuove-idee-per-uneconomia-della-felicit-11-638.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4792\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/oltre-il-pil-nuove-idee-per-uneconomia-della-felicit-11-638.jpg\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/oltre-il-pil-nuove-idee-per-uneconomia-della-felicit-11-638.jpg 638w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/oltre-il-pil-nuove-idee-per-uneconomia-della-felicit-11-638-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a>Questa idea si ritrova espressa in modo diverso anche nel pensiero economico moderno a partire da quello del filosofo scozzese Adam Smith, considerato fondatore dell&#8217;economia politica moderna, che evidenzia come &#8220;il figlio del povero lavora giorno e notte per acquisire talenti superiori ai suoi concorrenti&#8221; spinto dall&#8217;idea ingannevole che il ricco sia pi\u00f9 felice o possieda &#8220;maggiori mezzi per la felicit\u00e0&#8221;, ma, in realt\u00e0, essendo la capacit\u00e0 di godere dei beni fisiologicamente limitata, l&#8217;uomo ricco pu\u00f2 consumare poco di pi\u00f9 del povero, la cui minor quantit\u00e0 di beni \u00e8 compensata dalle minori preoccupazioni e dalle migliori relazioni sociali rispetto al ricco che vive continuamente in ansia per i suoi beni, ed invecchia solo e deluso per non aver raggiunto la felicit\u00e0 e per di pi\u00f9 invidiato dai suoi concittadini.<br \/>\nSuccessivamente anche gli economisti Arthur Cecil Pigou (1920), John Kenneth Galbraith (1958) e gli psicologi Brickman e Campbell (1971) avevano messo in evidenza l&#8217;utilit\u00e0 limitata del reddito sul benessere della persona o, pi\u00f9 in generale, sul benessere sociale. In seguito all&#8217;enunciazione di Easterlin si \u00e8 sviluppata una vera e propria sezione dell&#8217;economia che, traendo spunto anche dalla precedente economia del benessere, ha dato un forte impulso agli studi sulla relazione tra economia e felicit\u00e0.<br \/>\nIl paradosso di Easterlin ha messo in crisi l&#8217;impostazione mondiale dei mercati indirizzati alla crescita misurata sulla base del Prodotto Nazionale Lordo \/ Prodotto Iinterno Lordo ed ha portato economisti e psicologi ad interrogarsi pi\u00f9 approfonditamente su che cosa intendono le persone per &#8220;felicit\u00e0&#8221;, che cosa le rende &#8220;felici&#8221;? Se, infatti, raggiungere il benessere economico non garantisce una vita felice, il paradosso di Easterlin induce a riflettere su quali obiettivi, quale stile di vita \u00e8 meglio perseguire e quali sono le prospettive di benessere sociale (welfare) per una societ\u00e0 che intenda mettere la persona e i suoi bisogni al centro di ogni decisione pubblica.<br \/>\nSe indichiamo con F la felicit\u00e0 di un individuo (considerandola una variabile misurabile cardinalmente), con I il reddito (inteso come mezzi materiali), con R i &#8220;beni relazionali&#8221;, e ignoriamo altri elementi importanti, possiamo scrivere:<br \/>\nF = f(I,R). Possiamo esprimere cio\u00e8 la felicit\u00e0 come una funzione del reddito individuale e beni relazionali. Se \u00e8 vero e ragionevole supporre che l&#8217;effetto complessivo del reddito (I) contribuisce direttamente alla felicit\u00e0 soprattutto per bassi livelli di reddito, bisogna anche considerare che, dopo aver superato una certa soglia, questo pu\u00f2 diventare negativo poich\u00e9 l&#8217;impegno per aumentare il reddito (assoluto o relativo) pu\u00f2 produrre sistematicamente effetti negativi sui beni relazionali, sulla qualit\u00e0 e quantit\u00e0 delle nostre relazioni (ad esempio a causa delle risorse eccessive che impieghiamo per aumentare il reddito e che sottraiamo ai rapporti umani), e quindi, indirettamente, potrebbe smorzare, o addirittura ribaltare l&#8217;effetto totale diminuendo la felicit\u00e0.<br \/>\nUna delle macroconclusioni sembra essere quindi che ricchezza (o utilit\u00e0) e felicit\u00e0 (o benessere sociale) non sono la medesima cosa, perch\u00e9 per essere pi\u00f9 felici non basta cercare di aumentare l&#8217;utilit\u00e0 (prodotti, beni, servizi), bens\u00ec, almeno in maniera prevalente, \u00e8 necessario addentrarsi nella sfera della relazione tra le persone. Tra le tante soluzioni proposte, lo stesso Easterlin suggerisce che, poich\u00e9 ciascun individuo possiede un certo ammontare di tempo da allocare tra diversi domini monetari e non (quali reddito e beni materiali, famiglia, stato di salute, lavoro, stabilit\u00e0 emotiva, autodisciplina) per aumentare la propria felicit\u00e0, sarebbe meglio destinare il tempo a quei domini in cui l&#8217;adattamento edonico e il confronto sociale sono meno importanti, ad esempio nei beni relazionali o &#8220;beni non posizionali&#8221;. \u2022 (da Internet)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La felicit\u00e0 non dipende dal reddito, ma dalle relazioni umane Il paradosso di Easterlin o paradosso della felicit\u00e0 \u00e8 una nozione introdotta nel 1974 da Richard Easterlin, professore di economia all&#8217;Universit\u00e0 della California meridionale e membro dell&#8217;Accademia Nazionale delle Scienze, il quale, ricercando le ragioni per la limitata diffusione della moderna crescita economica, concluse che &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4792,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1585,1587],"class_list":["post-4790","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-felicita","tag-numero-4-2017"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/oltre-il-pil-nuove-idee-per-uneconomia-della-felicit-11-638.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1fg","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4790"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4794,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4790\/revisions\/4794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4792"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}