{"id":4756,"date":"2017-02-23T15:00:09","date_gmt":"2017-02-23T14:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4756"},"modified":"2024-11-06T16:55:32","modified_gmt":"2024-11-06T15:55:32","slug":"orario-di-visita-poesie-di-gianni-marcantoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/orario-di-visita-poesie-di-gianni-marcantoni\/","title":{"rendered":"\u201cOrario di  visita\u201d  poesie di Gianni Marcantoni"},"content":{"rendered":"<p>Ad una prima lettura delle poesie di Gianni Marcantoni contenute nel suo ultimo libro, emergono una sorta di emozioni legate ai temi del \u201cdolore\u201d e delle \u201cillusioni disilluse\u201d. Un sottile pianto dell\u2019anima che guarda alla vita. Se me ne avesse parlato quando ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di conoscerlo casualmente una sera di tardo autunno, mi sarebbe parso un gesto affrettato. \u00c8 bene che l\u2019artista si faccia scoprire a poco a poco come accade per l\u2019apertura cauta di un prezioso scrigno appena rinvenuto.<br \/>\nLa tematica del dolore comunque \u00e8 presente e in molti versi diviene centrale. In Gianni \u00e8 oggetto di una riflessione matura che nasce sulla personale esperienza e sulla elaborazione dei sentimenti. Nella raccolta di poesie \u201cOrario di visita\u201d Schena Editore, l\u2019autore riflette, esamina e rielabora come un parlare fra s\u00e9 e s\u00e9, trasmettendo in punta di piedi le pi\u00f9 intime considerazioni sulla vita alla luce di una ritrovata fede che fa intravedere al lettore uno sguardo aperto al divino.<br \/>\n\u201cOrario di visita\u201d si compone di ben 175 liriche con versi liberi, va letto assaporandolo con calma, dandosi il tempo necessario al confronto fra il proprio pensiero e quello del poeta, cercando nella parola scelta, l\u2019anima che la vivifica.<br \/>\nIn Gianni Marcantoni non si percepiscono influenze derivanti dalla lettura e traduzione di altri testi ma si scopre un\u2019originalit\u00e0 e una riconsiderazione dell\u2019essere nel mondo, del tutto nuove e determinanti nel cammino evolutivo della poetica dell\u2019autore.<br \/>\nTuttavia non v\u2019\u00e8 traccia in lui di autocommiserazione, in quanto il suo non \u00e8 atteggiamento passivo, ma espressione di forza. La disillusione derivante da certi accadimenti della vita, esperienza di ogni comune mortale, non lo isola, ma fa immedesimare il lettore attraverso l\u2019uso sapiente della parola. In tal senso, anche nelle composizioni pi\u00f9 intime e personali, si avverte il senso di solidariet\u00e0 che unisce, si fa condivisione e non allontana.<br \/>\nViene da chiedersi qual sia il senso della poesia come voce interiore dell\u2019individuo, in un mondo dominato dalla comunicazione di massa, dall\u2019inconsistenza dei messaggi e dalla deriva dei significati.<br \/>\nNel nostro tempo pi\u00f9 virtuale che reale \u00e8 ancora possibile ritagliare spazi profondi da offrire alla riflessione, al ripensamento esistenziale, insomma, a quelle operazioni che definiscono la poesia?<br \/>\nMontale, nel discorso per il Nobel, prova a costruire un\u2019ipotesi di risposta sul ruolo della poesia nel presente e nell\u2019avvenire. Pone una sorta di distinzione fondamentale tra la poesia che si assume il compito di accompagnare il clamore del tempo e quella che contiene in s\u00e9 la capacit\u00e0 di restituirne l\u2019essenza attraverso la virt\u00f9 del linguaggio.<br \/>\nLa poesia da sempre \u00e8 vissuta come un aiuto per i ricordi ed ha offerto la possibilit\u00e0 di celebrare l\u2019esistente attraverso moduli ritmici di tipo affettivo e sensoriale.<br \/>\nMa la poesia \u00e8 ancora seguita e da chi \u00e8 rappresentato il suo pubblico? Sembrerebbe che la lirica non sia pi\u00f9 in grado di mostrare il suo perch\u00e9 come in uno specchio, di guidare il lettore attraverso i sentieri di una vita che potrebbe soccombere al caos. Eppure la poesia di Gianni Marcantoni sottintende uno spazio aperto alla societ\u00e0 vissuta e i grandi temi della vita riappaiono nel suo spazio poetico e scorrono uno dopo l\u2019altro lasciandosi dietro i luoghi della memoria. Non si rifugia l\u2019autore nella protettiva torre d\u2019avorio, che vorrebbe evitare un confronto con la realt\u00e0, ma l\u2019affronta. In questo contesto, alla parola poetica, evocativa e immaginifica resta una posizione ancora forte che dester\u00e0 l\u2019interesse e il favore del grande pubblico quando si avr\u00e0 l\u2019occasione di conoscere Gianni Marcantoni, poeta e uomo. Poesia allora per continuare a testimoniare la condizione umana come luogo della ricchezza linguistica, della accoglienza di diversit\u00e0 e come ultimo baluardo contro il rischio dell\u2019impoverimento progressivo e omologante. Ed ecco che \u201cOrario di visita\u201d si affaccia come un invito alla speranza cos\u00ec come avveniva per gli antichi aedi che cantavano le loro composizioni al suono della cetra. \u2022<\/p>\n<p>Gianni Marcantoni, classe 1975, nasce a San Benedetto del Tronto e vive a Cupra Marittima. Laureato in Giurisprudenza, scrive poesie dal 1991. Tra il 2010 e il 2013 gli vengono pubblicati alcuni suoi testi in varie antologie. Nel 2014 vince il primo premio assoluto al Concorso Letterario Internazionale \u201cVersi d\u2019agosto\u201d.<br \/>\nLe sue pubblicazioni: Al tempo della poesia e La parete viva, 2011, Aletti; In dirittura, Vertigo, 2013; Poesie di un giorno nullo, Vertigo, 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad una prima lettura delle poesie di Gianni Marcantoni contenute nel suo ultimo libro, emergono una sorta di emozioni legate ai temi del \u201cdolore\u201d e delle \u201cillusioni disilluse\u201d. Un sottile pianto dell\u2019anima che guarda alla vita. 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