{"id":4738,"date":"2017-02-22T13:00:01","date_gmt":"2017-02-22T12:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4738"},"modified":"2024-11-06T17:25:45","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:45","slug":"come-leggere-la-bibbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/come-leggere-la-bibbia\/","title":{"rendered":"Come leggere la Bibbia"},"content":{"rendered":"<h2><em>ITM: intervista al biblista don Tonino Nepi<\/em><\/h2>\n<p>La recente scoperta di un&#8217;altra grotta a Qumran ha riportato nuovamente l&#8217;attenzione degli studiosi sull&#8217;archeologia biblica. Abbiamo approfittato della circostanza per una conversazione con il prof. don Antonio Nepi, docente stabile di Sacra Scrittura presso l\u2019Istituto Teologico Marchigiano.<\/p>\n<p>Prof. Nepi, quali sono state le scoperte pi\u00f9 interessanti e recenti legate al mondo dell&#8217;Antico Testamento?<\/p>\n<p>Citiamo il verso del peana del pozzo: \u201cSgorga o pozzo scavato, pozzo perforato da nobili\u201d (Nm 21,17), perch\u00e9 era di buon auspicio. L\u2019archeologia biblica cominci\u00f2 nella met\u00e0 del XIX secolo con le scoperte a Gerusalemme (cfr. tombe dei re) e in molti altri siti nel Vicino Oriente. Poi sono seguite varie scoperte sfruttate sia per affermare che la Bibbia aveva ragione, o per smentirne la storicit\u00e0, o per capire che la storia biblica \u00e8 squisitamente teologica, fondata comunque sempre su nuclei storici rielaborati, ma mai inventati. Emblematico \u00e8 il caso di Gerico. Gli scavi hanno dimostrato che era disabitata al tempo della conquista di Giosu\u00e9, ma l\u2019intento del narratore biblico era partire da effettive rovine per trasmettere il valore della \u201cguerra santa\u201d, una guerra che non otteneva la vittoria grazie alle armi, ma grazie al culto. Gerico infatti cade per la settuplice processione con l\u2019arca intorno alle mura. Limitandoci agli scavi pi\u00f9 recenti, in testa alla hit parade vi sono i Rotoli del Mar Morto scoperti nelle caverne vicino Qumran (nord-est) nel 1948, che riportano quasi 1100 documenti oltre miriadi di frammenti che contengono sezioni o interi rotoli di ogni libro dell&#8217;AT in ebraico, tranne il libro di Ester. L\u2019importanza sta nella conferma che il testo ebraico che oggi leggiamo, \u00e8 corrispondente a quello che si leggeva all\u2019epoca di Ges\u00f9, con piccolissime varianti. Al secondo posto la mitica citt\u00e0 di Ebla (III millennio) a 60 km da Aleppo in Siria, importante per i suoi archivi reali, scavata dall\u2019italiano P. Matthiae, negli anni \u201870. Poi i due amuleti di KetefHinnom (VII-VI a.C) scoperti nel 1979, su cui sono incise rispettivamente le parole di Nm 6,24-26 e di Dt 7,9. Poi la stele di Dan, a nord d\u2019Israele, con incisa sul basalto la frase \u201ccasa di Davide\u201d. Scoperta nel 1993, \u00e8 l\u2019importantissima attestazione extra-biblica della reale esistenza del re Davide, che molti mettevano in dubbio e scartavano come fiction. Negli ultimi cinque anni c\u2019\u00e8 stato un exploit di scavi molto interessanti, in cui sono state importanti anche spedizioni italiane.<\/p>\n<p>Quali sono i criteri che lei consiglierebbe per rendere meno arida la lettura dell&#8217;Antico Testamento?<\/p>\n<p>Partirei da una metafora: quella delle ossa aride che il profeta Ezechiele \u00e8 chiamato a contemplare mentre riprendono carne grazie al suo spirito di Dio (Ez 37). L\u2019Antico Testamento \u00e8 un textus da rinsanguare; il non credente pu\u00f2 gustarlo letterariamente, magari poi fermarsi al piano estetico, oppure pu\u00f2 essere affascinato da quello stesso Spirito che il credente ritiene aver ispirato la Scrittura, e la rivifica per chi lo vuole respirare. Ogni lettore deve partire da una sana curiosit\u00e0, da una passione e dalla meraviglia che \u00e8 la madre di ogni sapere (Aristotele); solo cos\u00ec pu\u00f2 interrogare il testo, ma anche lasciarsi interrogare. Nella lettura sono pi\u00f9 importanti le domande che le risposte, perch\u00e9 il suo obiettivo \u00e8 \u201cdar da pensare\u201d (P. Ricoeur). Leggere si rivela un viaggio attraverso una selva per avvertire i passi nascosti di Dio. In agguato per\u00f2 ci sono tre rischi: a) rottamare l\u2019Antico Testamento considerandolo obsoleto, fiabesco, violento; b) manipolare i versetti in pezze d\u2019appoggio per tesi precostituite o per altri fini; c) considerare la Scrittura come la servetta (ancilla) e non la regina della teologia. L\u2019Antico Testamento non \u00e8 squalificato dal Nuovo Testamento, ma resta un tesoro nascosto che attende di essere scoperto e compulsato. Antico e Nuovo Testamento sono i due polmoni del credente, il cerchione e la ruota, i due seni, per dirla con i Padri. Personalmente penso che l\u2019Antico Testamento risulti pi\u00f9 empatico, per le sue storie storte, crivellate di ambiguit\u00e0 e fallimenti pi\u00f9 che di successi, scritto a muso duro, quasi sempre on the road di un popolo errante. Occorrono gli orecchi del cuore nel risentire il palpito di quelle ossa apparentemente calcinate. Non mancano commenti utili come guide; ma attenzione, il rischio \u00e8 quello di fermarsi alla mappa o men\u00f9 (leggere quel che si dice sull\u2019Antico Testamento), dimenticando di inoltrarsi e mangiare (leggere direttamente l\u2019Antico Testamento). Vale poi l\u2019adagio non multa sed multum! Si scelgono i commenti essenziali e altri comprovati sussidi (nel web purtroppo si trova tanto ciarpame\u2026) Poi, com\u2019era desiderio struggente di s. Teresa di Lisieux e del Foscolo, sarebbe bello dotarsi di una buona traduzione che ne faccia percepire la poesia, la polisemia e la bellezza (non solo estetica, ma teologica). Per\u00f2 \u00e8 ineludibile contestualizzare il testo nel suo orizzonte storico, obbedienti alle convenzioni che i narratori instaurano con noi lettori per \u201cplasmarci\u201d come uditori della Parola. Leggere allora diventa rigenerare il testo, abitarlo per esserne abitati. Non si deve procedere solo per flash di versetti, o con antologie, ma occorre \u201cruminare\u201d i testi nella loro continuit\u00e0. Il messaggio \u00e8 nella musica non nelle singole note. L\u2019Antico Testamento predilige la narrazione, non gli asserti dogmatici: non ama spiegare, bens\u00ec far intuire; punta sui personaggi, principali e minori, per invitare il lettore a schierarsi, con empatia o distanza. Il racconto non \u00e8 per i personaggi ma destinato al lettore; a lui tocca colmare le lacune, tracciare i nessi intertestuali (ad es. Giuditta ricalca Giaele), l\u2019alternanza tra canto e discanto. Leggere \u00e8 entrare in questa complicit\u00e0, che la Bibbia chiama alleanza. Da qui nasce il \u201cpiacere della lettura\u201d (R. Alter) nello scoprire che le storie di ieri restano quelle di oggi, nello scavare dietro le metafore e i simboli che esprimono &#8211; mai usurati &#8211; la storia complessa di ombre e di luce dell\u2019umano. Allora ci si accorger\u00e0 che l\u2019Antico Testamento cos\u00ec emarginato dalle omelie, \u00e8 pi\u00f9 accattivante perch\u00e9 pi\u00f9 a pelle. Peraltro \u00e8 un libro intriso di umorismo e di ironia e il primo a ridere dietro i baffi del narratore \u00e8 proprio Dio (si pensi a Giona, o a Ester). Va detto che la sacra Scrittura (graphe) non coarta, n\u00e9 congela, n\u00e9 esaurisce la Parola (logos) altrimenti rischia di trasformarsi nell\u2019idolo del fondamentalismo. Il lettore \u00e8 un rabdomante che fa zampillare significati, e sa intercettare la presenza del regista divino dietro le quinte. Questo leggendo la Bibbia in una mano e il giornale nell\u2019altra. Sono indispensabili tanta pazienza, attenzione per riconsacrare l\u2019ascolto e le parole (\u00e8 la dimensione \u201csimbolica\u201d di Maria). La lettura \u00e8 dunque una sfida di Dio, che per i Padri \u00e8 paragonabile alla lotta di Giacobbe con l\u2019angelo (Gn 32). Solo quando ci si lascia colpire si \u00e8 vincitori. Provare per credere, \u201cvenite e vedrete\u201d, lo scopriremo solo leggendo e vivendo\u2026<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nelle universit\u00e0 e nelle scuole i testi della Bibbia non vengono letti come testi letterari?<\/p>\n<p>Qui come metafora prenderei quella del rotolo di Geremia fatto bruciare dal re di Giuda (Ger 36). Oserei dire in modo na\u00eff che l\u2019ostracismo o la damnatio Scripturae sono stati causati da motivi prettamente ideologici in molti Stati, tra cui purtroppo l\u2019Italia. In nome di una presunta laicit\u00e0 illuminata \u2013 spesso laicismo contraddittoriamente intollerante \u2013 la Scrittura \u00e8 stata demonizzata (!) dalle universit\u00e0 italiane perch\u00e9 primo simbolo retrivo e oscurantista del potere papale e clericale. Si \u00e8 scavato un solco tra cultura laica e cattolica (a differenza della Germania o del Regno Unito). Si \u00e8 degradato lo studio serio a catechismo per bimbi ed educande di buona virt\u00f9\u2026 Questo ha condotto insipientemente alla perdita della Bibbia come \u201cGrande Codice\u201d (W. Blake) dell\u2019Occidente, perch\u00e9 come ha ribadito E. Auerbach, Omero e la Bibbia sono i grandi pilastri della cultura occidentale. Anche da non credente, io non posso accantonare la Bibbia. Se non conosco le sue storie ed immagini, come faccio a capire il gioco delle intertestualit\u00e0 a vari livelli artistici? Uno studente ignorante di Bibbia non potr\u00e0 mai capire Dante, Manzoni, Shakespeare o Eco, la pittura di Giotto o di Michelangelo o Chagall, la musica di Bach o di Cohen, il cinema di Pasolini e di Woody Allen, la poesia di un Rebora o di Turoldo. Inoltre, proprio perch\u00e9 frutto di un\u2019arte narrativa antica \u00e8 un giardino di simboli antropologici, che ci permette di ritracciare il percorso della letteratura popolare, genere al quale in gran parte essa appartiene. La Bibbia fa paura, e talvolta la colpa \u00e8 degli stessi cattolici che la rispettano e stimano tanto da non toccarla e segregarla nello scaffale pi\u00f9 alto e polveroso. Spesso non la si difende per vergogna, perch\u00e9 manca quel senso di fierezza, di vanto di averla in dono (cfr. Dt 4,5-8). Fa paura perch\u00e9 scomoda, esigente, decentrante: non a caso, per ironia, il secondo biblista dopo l\u2019Altissimo \u00e8 il serpente nell\u2019Eden e il diavolo delle tentazioni che astutamente vogliono falsificare la parola di Dio, citando una loro conoscenza superiore, per separare il destinatario che \u00e8 la creatura, dal suo Mittente \/ Creatore.<\/p>\n<p>I criteri di lettura dell&#8217;Antico Testamento che rimandano solamente al contesto in cui sono stati scritti non rischiano di perdere un&#8217;analisi della funzione evocativa del testo al momento della lettura?<\/p>\n<p>Qui parto dalla metafora del doppio effetto \u201cUna parola ha detto Dio due ne ho udite\u201d (Sal 62,12). Un testo mantiene una sua distanza nel tempo, ha avuto una sua storia genetica: per capirlo devo situarlo nel contesto che lo ha prodotto, individuare il motivo per cui e soprattutto per chi originariamente \u00e8 stato scritto, se nel prosieguo ha subito aggiunte, riletture, restauri. Questa ricerca si chiama esegesi diacronica ed ha una sua potenza evocativa. Lo stesso testo oggi mi interpella nella sua stesura finale. Io lo leggo secondo la mia sensibilit\u00e0, le mie istanze. Questa si chiama esegesi sincronica, cio\u00e8 lettura in contemporanea ed anch\u2019essa ha una sua forza evocativa. Ora i due metodi sono necessari e legittimi, vanno in simbiosi come processo di affinit\u00e0 e distanza. Creano \u201cuna fusione di orizzonti\u201d. La lettura sincronica evita di considerare il testo un oggetto polveroso d\u2019antiquariato, quasi un cadavere in sala d\u2019anatomia. Ma la lettura diacronica, evita di proiettare nel testo quello che non c\u2019\u00e8, o di fuorviarne il senso. Umberto Eco avvertiva che un autentico lector in fabula empirico deve interagire con il testo, ma, per farlo, deve essere \u201ccompetente\u201d; ha dei doveri filologici, per cui deve recuperare per quanto possibile, i codici dell\u2019emittente, possedere le giuste conoscenze che impediscono tradimenti e accomodamenti. Due esempi banali. Nell\u2019Antico Testamento leggo: \u201cSu Edom getter\u00f2 i miei sandali\u201d (Sal 60,10), non \u00e8 un gesto di disprezzo o di abbandono, ma indica la presa di possesso o l\u2019acquisto giuridico o bellico di un terreno. In Dt 6,2 leggo: \u201cAscolta Israele\u2026 amerai il Signore tuo Dio, con tutto il cuore, la tua anima, con tutte le tue forze\u201d. Ora chi conosce l\u2019ebraico non confonde in chiave sentimentale, o spiritualizza la frase che ha simultaneamente un deciso senso politico e concreto: ascoltare significa obbedire, non sentire. Amare \u00e8 l\u2019atteggiamento fedele e leale di un vassallo che non si allea ad altri re: il cuore equivale al cervello, alla decisione; l\u2019anima \u00e8 il desiderio, la vita, le aspirazioni; le forze sono i beni economici. Questo evita all\u2019es-egesi (\u201cestrarre\u201d) di diventare eis-egesi (\u201cproiettare in\u201d) di non confondere lo Spirito con le proprie paturnie o delirii spacciati per profetici.<\/p>\n<p>La ricerca scientifica dell&#8217;Antico Testamento: saprebbe riassumere quali qualit\u00e0 e limiti?<\/p>\n<p>Parto da una massima sapienziale: \u201cPotremmo dire molte cose e mai finiremmo\u201d (Sir 43,27). La ricerca scientifica \u00e8 un atto di onest\u00e0 intellettuale, che tutela in base a prove ogni ricostruzione erronea o arbitraria della scrittura. Gli strumenti e il metodo sono uguali per il credente e il non credente. Essa ci aiuta a capire che i testi biblici non sono verit\u00e0 astratte, cadute dal cielo, bens\u00ec risposte umane a istanze, problemi, sfide di comunit\u00e0 di uomini e donne che cercavano un senso alla loro esistenza, nei momenti ordinati ma soprattutto di crisi. Spesso alcune contraddizioni, fratture, doppioni (ad es, due racconti della creazione, due decaloghi\u2026) si risolvono se si pensa a due prospettive diverse sul fatto raccontato, che la redazione finale non ha voluto armonizzare, o cancellare. Questo significa scoprire che la Bibbia \u00e8 una sinfonia, ed ogni voce ha la sua ricchezza. Lutero diceva: \u201cIl grammaticale \u00e8 veramente teologico\u201d. L\u2019analisi storico-filologica \u00e8 indispensabile, perch\u00e9 mi fa comprendere la lingua e il mondo dei racconto, dell\u2019autore e soprattutto dell\u2019uditorio originario. Un\u2019ovazione come \u201cIl SIGNORE \u00e8 un guerriero\u201d (Esodo 15,3), oggi pu\u00f2 urtare la mia sensibilit\u00e0, ma una volta storicizzata, fa baluginare la fiducia di una piccola nazione sempre minacciata da invasioni di molto pi\u00f9 potenti. I limiti nascono dal non accettare\u2026 limiti! Stanno nel perdere di vista la dimensione relativa della ricerca, nell\u2019arroccarsi in un narcisismo autoreferenziale, che rischia di polverizzare la Bibbia, di negarla ai non specialisti, di contestare altri esperti del metodo, di non incidere sulle questioni pastorali, di non tollerare altri approcci pur utili (come le metodologie citate dalla recente Verbum Domini che cita l\u2019analisi strutturalista, narrativa, decostruzionista, psicoanalitica, sociologica, ecc.). Son queste le accuse, talvolta provate, ma non dobbiamo confondere la bont\u00e0 del metodo con la non qualit\u00e0 degli interpreti. Esso resta validissimo, a patto di considerarsi una scienza continuamente in fieri, che deve tener conto della sorpresa di nuove e spesso ribaltanti scoperte. Gran parte dell\u2019ebraico del libro di Giobbe, non \u00e8 del tutto comprensibile e si va per congetture; chiss\u00e0, forse si scoprir\u00e0 una tavoletta bi-trilingue che risolver\u00e0 gli enigmi.<br \/>\nIl limite pi\u00f9 grande sta nell\u2019abolire la cooperazione attiva del lettore. Se la ricerca scientifica \u00e8 un ottimo argine, non pu\u00f2 soffocare ci\u00f2 che lo Spirito detta ai lettori di ogni tempo, ma pu\u00f2 verificare la genuinit\u00e0 delle ispirazioni. Come avvertiva la lettera di Giovanni la nostra epoca \u00e8 un blob di ispirazioni che dicono tutto e il contrario di tutto. L\u2019analisi critica \u00e8 un ottimo antidoto. L\u2019ultima parola va assolutamente lasciata all\u2019incontro personale con il Dio di Ges\u00f9-Verbo. Il testo \u00e8 uno spartito che prende vita solo quando \u00e8 suonato. L\u2019interpretazione, tuttavia, \u00e8 attuazione di una particolare partitura e non di un\u2019altra, e non \u00e8 neanche pura improvvisazione. Deve essere un dialogo riuscito fra fedelt\u00e0 al testo e contributo personale. Non si pu\u00f2 dire \u201ca me la Bibbia dice\u201d se l\u2019interpretazione non \u00e8 condotta nell\u2019analogia della fede ecclesiale e magisteriale (lex orandi e lex credendi). Un\u2019esegesi troppo emozionale, ingenua, sprovveduta, fomenta il fondamentalismo e non fornisce nessun alimento solido al popolo di Dio. Una esegesi tecnica deve in ultima analisi ricordare di appartenere anzitutto ad una umanit\u00e0, poi ad una comunit\u00e0 credente affamate di senso e non di cavillosit\u00e0. La soluzione \u00e8 una continua sinergia, nel rispetto delle proprie competenze e responsabilit\u00e0. P. Alonso Sch\u00f6kel, il mio maestro, amava provocatoriamente dire di guardare con sospetto chi distingueva esegesi \u201cscientifica\u201d da esegesi \u201cspirituale\/pastorale\u201d. Per usare un\u2019ultima metafora, la ricerca scientifica in fondo \u00e8 la Samaritana che, deposto il suo amor proprio, porta i sui concittadini a Ges\u00f9: e questi tornano dicendo di averlo conosciuto perch\u00e9 lo hanno personalmente incontrato. Per concludere, val la pena ricordare quanto diceva Chagall: \u201cIo non ho mai letto la Bibbia, l\u2019ho semplicemente sognata\u201d. Faceva da contrappunto a M. Proust, per cui l\u2019autentico lettore della Bibbia, credente o non credente, \u00e8 \u201cuna finestra aperta su un capolavoro\u201d. \u2022<br \/>\nA cura di Carlo Benigni e Luca Riz<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ITM: intervista al biblista don Tonino Nepi La recente scoperta di un&#8217;altra grotta a Qumran ha riportato nuovamente l&#8217;attenzione degli studiosi sull&#8217;archeologia biblica. Abbiamo approfittato della circostanza per una conversazione con il prof. don Antonio Nepi, docente stabile di Sacra Scrittura presso l\u2019Istituto Teologico Marchigiano. Prof. Nepi, quali sono state le scoperte pi\u00f9 interessanti e &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4739,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[761],"tags":[1574,115,1575,1559,696],"class_list":["post-4738","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-la-chiesa","tag-carlo-benigni","tag-intervista","tag-luca-riz","tag-numero-3-2017","tag-tonino-nepi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Nepi.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1eq","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4738"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4740,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4738\/revisions\/4740"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}