{"id":4723,"date":"2017-02-21T13:00:46","date_gmt":"2017-02-21T12:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4723"},"modified":"2024-11-06T17:18:58","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:58","slug":"un-edificio-di-culto-per-ogni-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/un-edificio-di-culto-per-ogni-comunita\/","title":{"rendered":"Un edificio di culto per ogni comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Circa settemila opere messe in salvo. Le Marche chiedono ai vescovi e ai tecnici di Curia di ricercare soluzioni adeguate per preservare strutture, dipinti e oggetti di culto. Monsignor Stefano Russo \u00e8 il vescovo della CEM incaricato per i beni culturali ecclesiastici. Da architetto vanta una navigata esperienza in materia.<br \/>\nIl sisma ha compromesso moltissimi edifici di culto e strutture parrocchiali. Possiamo tracciare una stima locale?<br \/>\nSe facciamo riferimento alla Regione ecclesiastica delle Marche, le aree maggiormente colpite sono quelle delle diocesi di Ascoli Piceno, Camerino-San Severino Marche, Macerata-Tolentino-Cingoli-Treia e poi Fermo e San Benedetto-Ripatransone-Montalto.<br \/>\nTra il terremoto di fine estate e quello violentissimo del 26 e 30 ottobre si \u00e8 tentato di mettere a riparo beni e strutture: con quali risultati?<br \/>\nC\u2019\u00e8 da dire che il continuo manifestarsi di scosse telluriche, anche dopo quelle date, non ha facilitato le operazioni di riparo dei beni e delle strutture. A distanza di sei mesi dalle prime violente manifestazioni del sisma, siamo ancora nella fase dell\u2019emergenza, considerando che da quel triste 24 agosto, il territorio colpito dal sisma si \u00e8 allargato considerevolmente. La prima delicata fase \u00e8 stata quella del soccorso alle persone sopravvissute e del trasferimento delle famiglie rimaste senza casa, poi, con un po\u2019 di fatica della macchina organizzativa, si \u00e8 attivata quella della messa in sicurezza dei beni mobili e immobili.<br \/>\nCome ci si sta attivando ora da un punto di vista logistico?<br \/>\nQuella che stiamo vivendo \u00e8 una fase molto importante da questo punto di vista. In particolare, l\u2019aver reso possibile la partecipazione attiva degli enti ecclesiastici, alle operazioni di messa in sicurezza del proprio patrimonio immobiliare, nel rispetto della circolare del 22 dicembre 2016, favorir\u00e0 la protezione di molti degli edifici di culto danneggiati dal terremoto. Oltre al Ministero poi, le diocesi si sono organizzate per attrezzare dei depositi, dove si stanno ricoverando i beni mobili che per motivi di conservazione e sicurezza, \u00e8 necessario spostare dalle chiese.<br \/>\nLa gente non ha e non avr\u00e0 bisogno semplicemente delle \u201cmura\u201d per ritrovare il senso vivo di una comunit\u00e0. Sar\u00e0 fondamentale restituire alle popolazioni colpite una Chiesa di pietre vive. Quali risposte dare ai fedeli in questa stagione cos\u00ec sofferta?<br \/>\nIn non pochi casi, la risposta sono stati i fedeli stessi, e le comunit\u00e0 cristiane \u2013 non solo locali \u2013 con il loro atteggiamento costruttivo e partecipativo.<br \/>\nUn\u2019operazione importante, per quanto riguarda le chiese, sar\u00e0 quella che prevede, in tempi brevi, il recupero di almeno un edificio di culto, per ogni comunit\u00e0 che ne \u00e8 rimasta priva, su porzioni di territorio significative.<br \/>\nQuali tempi prevede per poter parlare di un concreto cammino di ricostruzione?<br \/>\n\u00c8 difficile per me parlare di tempi per la ricostruzione vera e propria. Mi occupo del servizio ai beni culturali ecclesiastici da quando sono sacerdote, e in questi anni mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte, di partecipare, con diversi ruoli, a situazioni come quella che stiamo vivendo. Il sistema organizzativo e legislativo ogni volta \u00e8 cambiato.<br \/>\nIn ogni caso, qualora il terremoto dovesse attenuare le sue manifestazioni, spero che entro 4-6 mesi, possiamo incominciare a vedere l\u2019inizio materiale effettivo, della fase di ricostruzione del patrimonio architettonico. \u2022<\/p>\n<p>Sir<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa settemila opere messe in salvo. Le Marche chiedono ai vescovi e ai tecnici di Curia di ricercare soluzioni adeguate per preservare strutture, dipinti e oggetti di culto. Monsignor Stefano Russo \u00e8 il vescovo della CEM incaricato per i beni culturali ecclesiastici. Da architetto vanta una navigata esperienza in materia. 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