{"id":4717,"date":"2017-02-20T20:00:19","date_gmt":"2017-02-20T19:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4717"},"modified":"2017-02-20T11:47:52","modified_gmt":"2017-02-20T10:47:52","slug":"strutto-e-mistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/strutto-e-mistra\/","title":{"rendered":"Strutto e mistr\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2><em>Tutti i dolci di carnevale hanno un comune denominatore<\/em><\/h2>\n<p>La maggior parte dei dolci di carnevale, come metodo di cottura, prevede la friggitura. Due sono i motivi: innanzitutto per rendere il &#8220;prodotto finito&#8221; pi\u00f9 sostanzioso, per meglio affrontare gli inverni rigidi, e poi perch\u00e9 in tutte le Marche \u00e8 stata sempre abbondante la disponibilit\u00e0 dello strutto, in particolare in questo periodo, in cui \u00e8 fresco il ricordo della &#8220;pista&#8221;. Inoltre tutte le ricette di dolci di carnevale prevedono l&#8217;uso del mistr\u00e0, spesso prodotto in casa, che oltre al sapore di anici conferisce ad essi una certa sofficit\u00e0.<br \/>\nLa lista dei dolci di carnevale \u00e8 assai lunga; dalle notissime &#8220;sfrappe&#8221; si passa alla cicerchiata, alle frittelle, alle pesche, alle ciambelline con le patate, alle &#8220;chiacchiere&#8221; ed agli &#8220;scroccafusi&#8221;, noti per la riuscita non sempre garantita a causa della doppia cottura, dove anche mani esperte non sempre erano capaci di cogliere i tempi giusti; per questo motivo questi dolci risultavano o troppo secchi o poco &#8220;cresciuti&#8221;, e quindi pesanti, e non era sempre facile individuare quale potesse essere la causa, se le uova poco fresche o la farina troppo umida.<br \/>\nMa un dolce strettamente tipico di Mogliano \u00e8 il &#8220;calcione&#8221; ripieno di patate e fritto. Per realizzarlo si inizia versando la farina sulla &#8220;spianatora&#8221;; si pratica una buca, si rompe l&#8217;uovo, si aggiunge lo zucchero, l&#8217;olio, il limone grattugiato e, infine, il mistr\u00e0. Si mescola bene il tutto; si lavora a lungo l&#8217;impasto con le mani, e con il mattarello si tira una sfoglia sottilissima. Dalla sfoglia si ritagliano dei quadrati, e al loro interno si pone un cucchiaio del ripieno, preparato in precedenza, fatto di patate lesse, schiacciate e condite con zucchero, cacao e rhum. La sfoglia viene poi richiusa a formare dei calzoni, che vengono successivamente fritti in abbondante olio portato ad una temperatura non troppo elevata, facendo attenzione che non brucino. La frittura deve terminare quando i &#8220;calcioni&#8221; sono ancora chiari e non hanno mutato il loro colore; prima di servirli manca solo un&#8217;ultima guarnizione con lo zucchero a velo.<br \/>\nAttraverso questa piacevole e &#8220;dolce&#8221; carrellata \u00e8 bello apprezzare come anche i piatti, e la gastronomia in genere, scandiscano il tempo che passa, e lo valorizzano, proprio perch\u00e9 nascono da quanto ogni particolare stagione, sempre gratuitamente, mette nelle nostre mani. \u2022<\/p>\n<p>Sabrina Vita<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti i dolci di carnevale hanno un comune denominatore La maggior parte dei dolci di carnevale, come metodo di cottura, prevede la friggitura. 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