{"id":4688,"date":"2017-02-20T15:00:24","date_gmt":"2017-02-20T14:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4688"},"modified":"2017-02-20T11:31:36","modified_gmt":"2017-02-20T10:31:36","slug":"li-scroccafusi-de-nonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/li-scroccafusi-de-nonna\/","title":{"rendered":"&#8220;Li scroccafusi de nonna&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2><em>&#8220;Oe, farina, mistr\u00e0, zucchero. fa&#8217; a occhiu. te reguli&#8221;, dice Oliva<\/em><\/h2>\n<p>Il carnevale non \u00e8 una festa che amo particolarmente, tuttavia quando si avvicina questa ricorrenza mi torna alla memoria il ricordo di mia nonna Oliva e del dolce che preparavamo insieme: gli \u201cscroccafusi\u201d.<br \/>\nMi giunge alla mente l\u2019immagine di una piccola ed esile donna con il grembiule e il naso sporco di farina, il rumore dell\u2019olio che friggeva nella pentola e il profumo di zucchero bagnato con l\u2019Alchermes e il mio cuore si riempie di gioia mista a nostalgia.<br \/>\nNonna, durante la preparazione, mi ripeteva sempre: \u00abCocca de nonna, che &#8216;cce vole a fa li scroccafusi. Impasti l\u2019oe, la farina, lo mistr\u00e0 e lo zucchero. Fai a occhiu, te reguli\u00bb. Questa frase, a mio avviso, racchiude la semplicit\u00e0 e la dolcezza che si celano dietro la trasmissione orale di una tradizione.<br \/>\nGli \u201cscroccafusi\u201d sono un dolce di carnevale marchigiano di origine contadina la cui ricetta si tramanda da generazioni con degli aggiustamenti e accorgimenti a seconda della zona. Nel mio caso ho dovuto sistemare nel tempo quel \u201cfai a occhiu\u201d, poich\u00e9 mia nonna si regolava nel dosaggio degli ingredienti forte della sua esperienza in cucina e io non ho mai saputo con precisione le quantit\u00e0 esatte.<br \/>\nGli \u201cscroccafusi\u201d derivano il loro nome dal rumore che provocano sotto i denti nel momento dell\u2019assaggio, infatti, il termine indica lo \u201cscricchiolare\/scroccare\u201d. Leggenda popolare narra che per la buona riuscita della ricetta non deve entrare nessun estraneo in cucina durante la preparazione, per\u00f2 mia nonna non credeva nelle superstizioni e amava avermi intorno mentre cucinava.<br \/>\nLa ricetta di Oliva \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p>Ingredienti:<br \/>\n6 uova<br \/>\n6 cucchiaini di Varnelli<br \/>\n6 cucchiaini di zucchero<br \/>\n1 pizzico di sale<br \/>\nla scorza grattugiata di mezzo limone<br \/>\n400 gr di farina circa (l\u2019impasto non deve essere ne troppo morbido ne troppo duro)<br \/>\nAlchermes e zucchero per decorare<\/p>\n<p>Procedimento:<\/p>\n<p>Impastare tutti gli ingredienti fino a ottenere un composto molto morbido. Far riposare il panetto ottenuto coperto per circa un\u2019ora. Poi formare delle palline della grandezza di un mandarino e lessarle in acqua bollente togliendole dall\u2019acqua quando salgono a galla. Scolarle e appoggiarle sopra un canovaccio per circa trenta minuti.<br \/>\nCon le forbici incidere le palline praticando dei tagli a croce, in modo da conferirgli la classica forma a fiore.<br \/>\nSuccessivamente friggere lentamente a fuoco medio e in abbondante olio. Infine decorare a piacere con zucchero e Alchermes.<\/p>\n<p>Grazie nonna. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Oe, farina, mistr\u00e0, zucchero. fa&#8217; a occhiu. te reguli&#8221;, dice Oliva Il carnevale non \u00e8 una festa che amo particolarmente, tuttavia quando si avvicina questa ricorrenza mi torna alla memoria il ricordo di mia nonna Oliva e del dolce che preparavamo insieme: gli \u201cscroccafusi\u201d. 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