{"id":4624,"date":"2017-02-07T15:30:48","date_gmt":"2017-02-07T14:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4624"},"modified":"2024-11-06T17:25:45","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:45","slug":"la-vocazione-nella-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/la-vocazione-nella-chiesa\/","title":{"rendered":"La vocazione nella Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a don Giovanni Frausini, docente di sacramentaria<\/p>\n<p>\u00c8 uscito il volume di don Giovanni Frausini \u00abIl Sacramento dell\u2019ordine\u00bb, un saggio sulla teologia del ministero a partire dall\u2019analisi mistagogica dei testi liturgici, edito da Cittadella nella collana \u201cGestis Verbisque\u201d dell\u2019Istituto Teologico Marchigiano. All\u2019Autore, presbitero della diocesi di Fano e docente di teologia sacramentaria, abbiamo rivolto alcune domande.<\/p>\n<p>Un dato che emerge dal suo studio sul sacramento dell&#8217;ordine \u00e8 che per lei la vocazione possiede una radice ecclesiale? Non \u00e8 Dio che chiama al ministero?<\/p>\n<p>Certo che \u00e8 Dio che chiama, ma come? Certo \u00e8 Dio che consacra il pane e il vino nella celebrazione eucaristica, ma come? Non \u00e8 forse attraverso la preghiera degli autorevoli ministri della Chiesa, corpo di Cristo, che noi crediamo avvenga la trasformazione della Chiesa in corpo di Cristo attraverso il pane eucaristico? Cos\u00ec \u00e8 nella vocazione al ministero ordinato. La mediazione \u00e8 sempre storica perch\u00e9 deve rispecchiare, da una parte, l\u2019immutabile realt\u00e0 del Vangelo, ma, dall\u2019altra, deve essere percepita, creduta, riconosciuta dalla Chiesa qui ed ora. Per questo il ministero ordinato prevede un&#8217;incardinazione perch\u00e9 si \u00e8 ministri in una data realt\u00e0, in un dato modo, in relazione a un popolo e a una cultura.<\/p>\n<p>Il Vaticano II, in \u00abSacrosanctum concilium\u00bb, ha iniziato una vasta opera di riforma liturgica nella Chiesa. A oltre cinquant\u2019anni, che bilancio \u00e8 lecito fare?<\/p>\n<p>Vorrei rispondere a questa domanda con le parole di Romano Guadini che in una lettera scritta nel 1964, dopo aver detto che il Concilio era stato un grande evento dello Spirito, aggiungeva che la riforma dei testi liturgici sarebbe servita a poco se non si fosse fatto un grande lavoro di educazione alla liturgia. Il problema, diceva, \u00e8 quello di educare la comunit\u00e0 all\u2019atto di culto, un\u2019autentica educazione liturgica perch\u00e9 non si cada nel teatrale o nella vacua gesticolazione. Credo che in questo senso resti ancora molto da fare. Il problema, oggi come allora, \u00e8 quello di educare le nostre comunit\u00e0, a partire dai vescovi, dai presbiteri e dai diaconi, all\u2019uso del messale e degli altri libri liturgici. In poche diocesi si \u00e8 fatto un lavoro serio di formazione liturgica sul campo. Spesso si diventa preti e si inizia presiedere l\u2019eucaristia senza alcuna occasione di confronto e di dialogo. La liturgia \u00e8 sempre un atto di mediazione tra il mistero e la realt\u00e0, e siccome le realt\u00e0 nelle quali siamo inseriti sono nuove, diverse, mutevoli, \u00e8 allora essenziale che si possa mettere a confronto la propria esperienza con quella degli altri. In altre parole: occorre formazione.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il ruolo della liturgia all\u2019interno del percorso di studi di una facolt\u00e0 teologica?<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 una delle tante materie, forse troppe; credo che la liturgia potrebbe diventare un momento di sintesi vera. Si tratta di accostarsi alla liturgia non tanto come ad un rito, quanto soprattutto ad un\u2019esperienza teologica unica. Nella liturgia troviamo sia teoria che prassi, la Parola-evento e il rendimento di grazie, l\u2019atto di culto. Rimettere la liturgia al centro significa offrire la possibilit\u00e0 di una sintesi integrale in cui lex credendi, lex orandi ed anche l\u2019esistenza concreta dei cristiani ritrovano un punto di incontro costituito dall\u2019esperienza vera, nel mistero, della salvezza operata da Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>La liturgia \u00e8 stata ed \u00e8 tuttora una sorta di terreno di scontro tra visioni ecclesiali diverse. Le sembra che il dibattito abbia subito una strumentalizzazione ideologica? Penso ad esempio alla \u00abSummorum pontificum\u00bb.<\/p>\n<p>La riforma liturgica ha messo in discussione anche un certo modo di essere ministri. Prima avevamo le spalle rivolte al popolo, non vedevamo quello che succedeva alle nostre spalle, non ci rendevamo conto se la comunit\u00e0 era partecipe o meno del rito. In fondo dovevamo fare tutto noi. Ora che il soggetto celebrante \u00e8 la Chiesa nel suo insieme, pur nella distinzione dei ministeri, siamo costretti a guardare in faccia i nostri fratelli e la cosa non \u00e8 sempre semplice. Credo che Benedetto XVI abbia intuito molto bene questi problemi, ma forse la terapia non \u00e8 quella giusta. Il rito preconciliare \u00e8 frutto di una ecclesiologia diversa dal Vaticano secondo e non pu\u00f2 convivere con esso. Bisogna tornare all\u2019educazione liturgica come gi\u00e0 dicevo.<\/p>\n<p>Nei suoi studi, che vanno dalla teologia del presbiterio all\u2019\u00abordo virginum\u00bb, si osserva tuttavia un filo rosso sempre presente, che \u00e8 l\u2019attenzione alla \u00ablex orandi\u00bb. Perch\u00e9 ritiene cos\u00ec essenziale il metodo mistagogico?<\/p>\n<p>La mistagogia offre la possibilit\u00e0 di un incontro non soltanto intellettuale con il mistero di Dio, per mezzo della liturgia, ma un incontro che coinvolge l\u2019uomo nella sua totalit\u00e0: spirito, anima e corpo. Tutto l\u2019uomo partecipa alla liturgia e, come insegna il Concilio, per ritus et preces tutti sperimentano, ricevono, accolgono, aderiscono al mistero. Cos\u00ec cresce e si irrobustisce la fede.<\/p>\n<p>La recente \u00abRatio fundamentalis\u00bb sulla formazione nei seminari possiede qualche motivo di novit\u00e0 e che meriterebbe un approfondimento rispetto al bagaglio della tradizione?<\/p>\n<p>Il documento \u00e8 ancora molto recente e quindi va approfondito, ma la prima impressione \u00e8 quella di un documento che conferma quanto gi\u00e0 detto con alcuni approfondimenti e puntualizzazioni. Da parte di molti, credo, si sente la necessit\u00e0 di pensare percorsi multiformi che si possano adattare bene alle diverse esigenze delle diverse chiese. Essere preti in Africa o in Europa non \u00e8 la stessa cosa. Prima del concilio di Trento esistevano molte esperienze di formazione per i candidati all\u2019ordine sacro; oggi, a mio parere, occorrerebbe tornare a una pluralit\u00e0 di esperienze per arricchire la Chiesa di forme diversificate di ministero. \u2022<br \/>\na cura dell\u2019Istituto<br \/>\nTeologico Marchigiano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a don Giovanni Frausini, docente di sacramentaria \u00c8 uscito il volume di don Giovanni Frausini \u00abIl Sacramento dell\u2019ordine\u00bb, un saggio sulla teologia del ministero a partire dall\u2019analisi mistagogica dei testi liturgici, edito da Cittadella nella collana \u201cGestis Verbisque\u201d dell\u2019Istituto Teologico Marchigiano. 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