{"id":4583,"date":"2017-02-06T12:00:17","date_gmt":"2017-02-06T11:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4583"},"modified":"2017-02-06T12:08:40","modified_gmt":"2017-02-06T11:08:40","slug":"lesperienza-di-un-oncologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/02\/lesperienza-di-un-oncologo\/","title":{"rendered":"L&#8217;esperienza di un oncologo"},"content":{"rendered":"<h2><em>Intervista al dottor Giustini, primario all&#8217;ospedale di Fermo<\/em><\/h2>\n<p>Incontro il dottor Lucio Giustini, primario del Reparto di Oncologia dell\u2019ospedale di Fermo, all\u2019Hospice di Montegranaro. Ho con lui un appuntamento alle 11,00.<br \/>\nAspetto per\u00f2 pi\u00f9 di un\u2019ora in corridoio perch\u00e9 lo vedo molto occupato nel calibrare terapie ai pazienti, nel parlare con i loro parenti, nell\u2019impartire ordini stentorei al personale infermieristico. D\u00e0 l\u2019impressione di un professionista competente ed esigente, che, accanto al tono burbero, mette nel suo lavoro grande passione e grande umanit\u00e0. Poco dopo mezzogiorno mi siedo davanti alla sua scrivania e gli pongo alcune domande.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 un oncologo di lungo corso. Negli anni \u00e8 cambiato qualcosa nell\u2019approccio al tumore e nella sua terapia?<\/p>\n<p>Sono cambiate molte cose. Quando, poco dopo la met\u00e0 degli anni 70, ho iniziato la professione, la percentuale di guarigione dei tumori era del 2%, ora di aggira attorno al 55%. Sono migliorate le tecniche chirurgiche, meno invasive e molto pi\u00f9 precise. Anche le terapie del tumore hanno fatto passi da gigante, e risultano molto pi\u00f9 tollerabili. Oggi sono disponibili anche terapie a target molecolare in cui si fa uso di farmaci che hanno un bersaglio preciso, In questo tipo di terapia c\u2019\u00e8 una significativa riduzione del livello di tossicit\u00e0 indotta nell\u2019organismo. Non si pu\u00f2 sottacere, per\u00f2, il fatto che anche le terapie a target molecolare producono altri tipi di tossicit\u00e0.<\/p>\n<p>In ambito oncologico come si configura il rapporto medico &#8211; paziente?<\/p>\n<p>Nella Terapia oncologica il rapporto medico-paziente presenta connotazioni particolari. In genere, nel paziente si crea un legame affettivo molto forte con il medico, da lui visto come una sorta di salvatore. Questo tipo di legame si potenzia particolarmente in pazienti nei quali si verifica una ricaduta nella malattia.<br \/>\nI pazienti che guariscono tendono invece, in genere, a rimuovere la malattia, e i rapporti con il medico divengono saltuari. Da parte del medico occorre mota attenzione nel gestire i rapporti che si creano con i pazienti in terapia, altrimenti si rischia di incorrere nella sindrome di burnout, una forma di esaurimento emotivo che pu\u00f2 manifestarsi nelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il momento pi\u00f9 triste della sua professione, e quale, invece, quello pi\u00f9 esaltante?<\/p>\n<p>Il momento esaltante capita quando si ha la guarigione di persone affette da tipologie tumorali gravi e molto espanse nel corpo. Ricordo la guarigione di una paziente, che presentava metastasi al cervello, al fegato, ai polmoni. Sembrava alla fine. Ma \u00e8 completamente guarita.<br \/>\nUn momento indubbiamente difficile \u00e8 quello in cui si comunica al paziente il tipo di malattia da cui \u00e8 affetto.<br \/>\nOccorre comprendere la persona che si ha davanti, cosa pu\u00f2 capire della sua malattia, quanta verit\u00e0 \u00e8 in grado di sopportare. A volte la verit\u00e0 va detta in modo parziale. Occorre sempre, inoltre, lasciare spazio alla speranza.<br \/>\nIl paziente va quindi capito, e le cure vanno adattate non soltanto alle sue condizioni psichiche, ma anche alla particolarit\u00e0 della sua malattia e della sua costituzione somatica. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8, indubbiamente, la componente pi\u00f9 complessa e difficile del mestiere dell\u2019oncologo. Non si cura il paziente, ma questo, quello, quell\u2019altro paziente, con le sue specifiche caratteristiche.<\/p>\n<p>In che modo parenti e amici possono accompagnare un malato di tumore?<\/p>\n<p>Per il paziente oncologico la vicinanza di parenti e amici \u00e8 essenziale. I problemi legati al tumore non sono soltanto quelli fisici, connessi al dolore o alla percezione del decadimento del proprio corpo. Nel momento in cui una persona viene a sapere di essere affetta da una qualche forma di tumore le crolla il mondo addosso, e ha bisogno di sostegno e attenzione da parte di arenti e amici.<br \/>\nQui si inserisce l\u2019apporto dello psiconcologo, una figura professionale in grado di offrire una forma di sostengo nel momento in cui ad un paziente viene diagnosticato un tumore, nel momento della ricaduta, o anche nella fase pi\u00f9 complessa e delicata della malattia, quella terminale. I problemi, per\u00f2, non ci sono solo per quelli che si ammalano, ma anche per quelli che guariscono.<br \/>\nSpesso incontrano serie difficolt\u00e0 di reinserimento nel mondo del lavoro. Oppure, e la cosa vale particolarmente per giovani donne guarite da tumore al seno, si registrano difficolt\u00e0 legate all\u2019insorgere di disturbi che rendono talora estremamente complesso il rapporto con il proprio partner.<br \/>\nDa quel che lei vede, nel paziente oncologico C\u2019\u00e8 consapevolezza del fatto che la sua malattia lo potrebbe portare all\u2019ultimo passo della vita? Oppure si preferisce occultare a se stessi la possibilit\u00e0 di un esito non positivo?<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi, c\u2019\u00e8 desiderio di conoscere la propria malattia e consapevolezza di ci\u00f2 che essa pu\u00f2 comportare. Sono pochi quelli che non voglio sapere. In ogni caso, per\u00f2, anche nella fase terminale della malattia, la speranza non deve mai morire. Certo, quando il paziente \u00e8 consapevole della propria condizione, e parenti e amici gli parlano senza remore della sua malattia, c\u2019\u00e8 in lui maggiore serenit\u00e0 e affronta meglio anche la fase terminale.<\/p>\n<p>In cosa consistono le terapie palliative?<\/p>\n<p>Si tratta di terapie finalizzate a eliminare o ad alleviare i sintomi, non a curare. Contribuiscono soprattutto a togliere il dolore. Esse non vanno per\u00f2 riservate solo alla fase finale della malattia. Il trattamento palliativo pu\u00f2 essere contemporaneo alla terapia, perch\u00e9 garantisce al paziente una migliore qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nIn tale senso, l\u2019Hospice non \u00e8 soltanto il luogo dove si viene a morire, ma una struttura in cui, parallelamente alla terapia antitumorale, si mette a punto una rete di cure palliative che consentono di eliminare o di attenuare quegli stati di dolore che compromettono seriamente la qualit\u00e0 della vita del paziente.<br \/>\nAll\u2019Hospice di Montegranaro vengono praticate terapie palliative che, per la loro efficacia, hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Oggi si tende a considerare il tumore pi\u00f9 una malattia cronica che una malattia mortale. La sinergia tra terapie pu\u00f2 infatti contribuire non solo a migliorare, ma anche ad allungare la vita del paziente oncologico. Certo, a volte, per guarire il malato occorre praticare una terapia molto forte, che lo sottopone a dure condizioni di stress e gli procura fastidi non indifferenti. Comunque, anche al malato che non guarisce si pu\u00f2 garantire una discreta qualit\u00e0 di vita e serie possibilit\u00e0 di un suo prolungamento.<br \/>\nLa bravura del medico sta nel praticare un approccio al malato che si caratterizza per la capacit\u00e0 di tener conto delle specifiche caratteristiche della sua malattia e della sua condizione fisica. Va evitato in tal senso un approccio condotto unicamente facendo riferimento a paradigmi di cura stereotipi standardizzati.<br \/>\nNella terapia del paziente oncologico risulta inoltre importante, come ho accennato in precedenza, la collaborazione con la figura dello psiconcologo. Il malato di tumore ha un fortissimo bisogno di parlare. Non sempre, per\u00f2, il medico ha tempo disponibile per praticare un ascolto attento e partecipe. Per questo, il reparto di Fermo, primo nelle Marche, ha assunto, con contratto a tempo indeterminato, una psiconcologa. Il suo compito \u00e8 affiancare il paziente nel momento della diagnosi, nelle varie fasi della terapia, nei casi di recidiva del tumore.<br \/>\nOltre alla psiconcologa, nell\u2019Hospice di Montegranaro, agisce l\u2019Associazione Abbraccio, un gruppo di volontariato che svolge un\u2019importante opera di supporto umano dei pazienti. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al dottor Giustini, primario all&#8217;ospedale di Fermo Incontro il dottor Lucio Giustini, primario del Reparto di Oncologia dell\u2019ospedale di Fermo, all\u2019Hospice di Montegranaro. Ho con lui un appuntamento alle 11,00. Aspetto per\u00f2 pi\u00f9 di un\u2019ora in corridoio perch\u00e9 lo vedo molto occupato nel calibrare terapie ai pazienti, nel parlare con i loro parenti, nell\u2019impartire &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4584,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[4],"tags":[1528,30,269,115,498,1539,813],"class_list":["post-4583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-primo-piano","tag-dottor-lucio-giustini","tag-fermo","tag-giornata-del-malato","tag-intervista","tag-malattia","tag-numero-2-2017","tag-ospedale-murri"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/604179_20140923_onco.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1bV","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4583"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4585,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4583\/revisions\/4585"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}