{"id":4557,"date":"2017-01-27T10:00:33","date_gmt":"2017-01-27T09:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4557"},"modified":"2024-11-06T16:40:42","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:42","slug":"la-storia-da-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/01\/la-storia-da-non-dimenticare\/","title":{"rendered":"La storia da non dimenticare"},"content":{"rendered":"<h2><em>La dolorosa via crucis di una famiglia di ebrei perseguitata. &#8220;Quando Hitler rub\u00f2 il coniglio rosa&#8221; di Judith Kerr<\/em><\/h2>\n<p>Anna, la protagonista del romanzo, sta tornando a casa da scuola in compagnia dell\u2019amica Elsbeth. Siamo nel febbraio 1933, a Berlino, poche settimane prima del voto che porter\u00e0 Hitler al potere. La neve, caduta abbondante nel corso di quell\u2019inverno, si sta trasformando in fanghiglia. Anna ha solo nove anni. Prima di andare a casa, vuole passare dalla cartolaia per comprare delle matite. Lungo la strada vede alle pareti di una casa un grande manifesto rosso. \u201cUn\u2019altra foto di quell\u2019uomo\u201d commenta Elsbeth. \u201cLa mia sorellina ne ha vista un\u2019altra ieri e credeva che fosse Charlie Chaplin\u201d. Anna osserva gli occhi che la fissano minacciosi: \u201cNon assomiglia per niente a Charlie Chaplin, se non per i baffi\u201d, commenta. Le due ragazze si avvicinano e leggono il nome sotto la fotografia: \u201cAdolf Hitler\u201d. Sar\u00e0 colui che le ruber\u00e0 l\u2019infanzia allegra e spensierata e con essa il Coniglio Rosa che Anna non riuscir\u00e0 a portar via dalla propria casa quando sar\u00e0 costretta a espatriare assieme alla sua famiglia.<br \/>\nLambeck, la cartolaia, con una faccia \u201cda pesce morto\u201d chiede alla piccola come stia il pap\u00e0. Anna, che la conosce come pettegola, risponde che ha l\u2019influenza. Ed \u00e8 vero. Il papa, la mamma, Max suo fratello, la governante Heimpi, Bertha, la cameriera sono in casa. Con loro c\u2019\u00e8 anche Gunther, l\u2019amico di Max. I due vanno alla stessa scuola, giocano assieme nella stessa squadra di calcio. Sono di qualche anno pi\u00f9 grandi di Anna ed hanno le stesse idee politiche. Sono socialisti e odiano i nazisti. Il pap\u00e0 e la mamma di Anna e Max sono di origine ebrea. Il pap\u00e0 \u00e8 un noto scrittore contrario al Nazismo. Sa che se Hitler andr\u00e0 al potere, per lui non ci sar\u00e0 posto nella Germania nazista. Mentre i ragazzi mangiano panini, preparati dalla solerte Heimpi, il pap\u00e0 \u00e8 raggiunto da una telefonata. Una voce amica gli suggerisce di riparare a Praga, in attesa degli eventi. Nel caso di una vittoria dei Nazisti, gli avrebbero ritirato il passaporto. La citt\u00e0 della Cecoslovacchia \u00e8 la pi\u00f9 vicina alla frontiera tedesca.<br \/>\nMancano solo dieci giorni alle elezioni. Nel caso che i nazisti perdano, il pap\u00e0 ritorner\u00e0 a casa, nel caso invece che vincono, la mamma, Anna e Max lo raggiungeranno in Svizzera. Anna, Max, Peter e Marianne Kentner, figli questi ultimi di una famiglia, che abita vicino a quella di Anna, vivono intanto momenti spensierati. La neve \u00e8 caduta abbondante e vanno a sciare con lo slittino su una collinetta vicina: \u201cAdesso si sentiva il vento sussurrare tra gli alberi, la neve fresca che scricchiolava sotto i loro passi e il fruscio leggero delle slitte mentre scendevano. Sopra di loro, il cielo era scuro ma tutto intorno, al chiaro di luna, la terra splendeva d\u2019un azzurro meraviglioso interrotto soltanto dagli alberi\u201d (pag. 27- 28).<br \/>\nGli eventi intanto precipitano. Poche settimane prima delle elezioni, i ragazzi fanno in tempo ad assistere seppure da lontano, di notte, all\u2019incendio del Reichstag, la sede del Parlamento tedesco. Sono stati i nazisti a provocarlo ma questi accusano gli avversari per avere il consenso delle masse. Accade proprio cos\u00ec. Hitler vincer\u00e0 le elezioni. Lo zio Julius, un vecchio amico del pap\u00e0, appassionato di scienze naturali, va a far visita alla casa di Anna. Sa che il pap\u00e0 \u00e8 partito per Praga. Non approva questa decisione repentina. Invece si sbaglia. Julius morir\u00e0 in Germania, dopo aver ingerito un tubetto di barbiturici, perch\u00e9 perseguitato dai nazisti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/41qykKLjRqL._SX322_BO1204203200_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4558\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/41qykKLjRqL._SX322_BO1204203200_.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/41qykKLjRqL._SX322_BO1204203200_.jpg 324w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/41qykKLjRqL._SX322_BO1204203200_-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><\/a>La mamma, Anna e Max, aiutati dalla governante Heimpi preparano grandi scatoloni dove mettere tutto ci\u00f2 che possono portar via dalla propria casa. I due ragazzi, entrati nella stanza dei giochi, non sanno cosa mettere dentro le valigie. Anna, lasciato sul posto il Coniglio Rosa, prende il cane di pezza nuovo e lo mette in valigia, Max prende invece il pallone. Il viaggio in treno alla volta di Stoccarda avviene il giorno prima delle elezioni. Arrivati nella citt\u00e0 tedesca, vanno in albergo per passare la notte. All\u2019indomani prendono il treno per Zurigo dove, li sta aspettando il pap\u00e0. Durante il viaggio, la mamma invita i due ragazzi di non dire nulla quando arriveranno gli addetti al controllo dei passaporti. Anna si ribella e chiede perch\u00e9 mai non deve parlare: \u201cPerch\u00e9 l\u2019uomo dir\u00e0 che sei una bambina troppo pettegola e ti ritirer\u00e0 il passaporto\u201d, intervenne Max, che \u201cera sempre di cattivo umore quando non dormiva\u201d (pag. 46). Tutto fila liscio, i tre arrivano in stazione, dove c\u2019\u00e8 il pap\u00e0 ad attenderli ed assieme vanno nel miglior albergo della cittadina svizzera. Per il freddo e lo strapazzo del viaggio, Anna si ammala. Ha la febbre alta, ghiandole della gola terribilmente gonfie e molli. Arriva il medico che le consiglia la cura. La mamma si china sulla figlia applicandole degli impacchi caldi al collo. Non si stacca mai dal suo lettino. La bambina guarisce in capo a quattro settimane. In albergo, Anna apprende intanto dal fratello che in Germania i Nazisti hanno vinto le elezioni. La casa di Berlino \u00e8 stata confiscata con tutti i beni che conteneva. Hitler avr\u00e0 preso il Coniglio Rosa con il quale star\u00e0 ora giocando, pensa Anna. Il pap\u00e0 cerca in tutti i modi di avvicinare la stampa svizzera per la pubblicazione di alcuni suoi articoli. La Svizzera teme le ritorsioni dei Nazisti, per questo i giornali sono restii a pubblicare articoli di un antinazista, per giunta ebreo. Dall\u2019albergo, la famiglia di Anna si trasferisce nella Pensione Zwirn, dal nome del proprietario signor Zwirn. Questi ha tre figli: Franz, che diventa amico di Max, Vrenelli amica di Anna e Trudi, una bambina di appena sei anni. La pensione \u00e8 \u201cmolto vicina al molo, con un cortile acciottolato e un giardino che arriva gi\u00f9 fino al lago\u201d (pag. 67).<br \/>\nMax frequenta le Scuole Superiori di Zurigo, Anna, assieme a Vrenelli, la Scuola del paese, insegnante il signor Graupe, un \u201cvecchiotto, con una barba grigiastro- giallognola, tutti avevano soggezione di lui\u201d (pag. 70). Non \u00e8 un granch\u00e9 come insegnante ma fa lo stesso. Almeno Anna non perde l\u2019allenamento con la scuola e impara a stare con gli altri bambini, almeno cos\u00ec pensa la mamma. In classe \u00e8 seduta accanto ad una bambina di nome Roesli che diventa presto sua amica. Max non si applica affatto negli studi. Ama recarsi spesso al lago per pescare. Anna non accetta la divisione a scuola tra maschi e femmine, gli uni da una parte e le altre dall\u2019altra. Un giorno, terminata la scuola, \u00e8 costretta a correre a perdifiato verso casa. Viene inseguita dai ragazzi che le lanciano addosso manciate di ghiaia, scarpe e quant\u2019altro per manifestarle il loro amore. Interviene la mamma che prende di peso \u201cUn ragazzino con le gambe storte e lo scrollava come un ramo. Gli altri se l\u2019erano date a gambe. Chi vi ha detto di cacciarla come un animale? E di tirarle addosso tutto quello che vi capita tra le mani\u2026 Il ragazzino confuso strill\u00f2 con quanto fiato aveva in gola: Ci siamo tutti innamorati di lei!\u201d (pag. 86).<br \/>\nMax non si stupisce affatto: \u201c\u00c8 un\u2019usanza del posto, spieg\u00f2 (alla mamma), e aggiunse: Quando prendono una cotta per qualcuno, lo colpiscono con quel che capita\u201d (pag. 86). Un giorno Anna vede il fratello che lancia mele acerbe all\u2019indirizzo di Roesli, la sua amica di banco. Max si era adattato subito ai costumi locali. A Zurigo ricevono la visita dello zio Julius. Aveva partecipato in Italia a un congresso di naturalisti e sulla strada del ritorno si ferma presso la pensione. Affranto, racconta al pap\u00e0 la situazione in Germania e la persecuzione ordita dai nazisti verso gli oppositori nonch\u00e9 il rogo dei libri di famosi scrittori. Invitato dal babbo a restare a Zurigo, Julius decide di ritornare in Germania. La situazione non doveva durare, almeno cos\u00ec pensava e si sbagliava.<br \/>\nIl giorno del suo decimo compleanno, Anna lo trascorre assieme alla famiglia, in battello, essendo stati tutti invitati dall\u2019Associazione Letteraria di Zurigo di cui il pap\u00e0 era entrato a far parte. In estate, arriva nella pensione di Zurigo una famiglia tedesca, di Monaco di Baviera, pap\u00e0, mamma e due figli: Siegfried e Gudrun. Anna e Max, assieme a Vrenelli, Franz e Trudi giocano con loro per gli spazi attorno alla pensione. Interviene la signora di Monaco che impedisce ai propri figli di giocare con Anna e Max perch\u00e9 ebrei. La mamma di Anna affronta a viso aperto la signora nazista di Monaco. Interviene il pap\u00e0 di Anna che la supplica di non fare piazzate. D\u2019altronde, \u201cNon mi sognerei neanche di permettere ad Anna e Max di giocare con i figli di nazisti\u201d disse, quindi non ci sono problemi\u201d (pag. 103).<br \/>\nI figli di Zwirn, invitati a scegliere, se giocare con i bambini tedeschi di Monaco o con Anna e Max, scelgono di giocare con questi ultimi. Tutto si risolve, quando la famiglia tedesca di Monaco se ne va dalla pensione, perch\u00e9 l\u2019estate \u00e8 terminata. Alla fine delle vacanze estive, il pap\u00e0 di Anna decide di andarsene da solo in Francia, a Parigi; qui, i profughi tedeschi hanno fondato un loro giornale, il \u201cDaily Parisien\u201d, forse potrebbe trovare lavoro. La neutrale Svizzera non gli permette di scrivere, gli pubblicano solo qualche articolo per giunta pagato anche poco. Nel frattempo, la mamma, Anna e Max ricevono, nella pensione, la visita della nonna Omama che ha con s\u00e9 un piccolo bassotto tedesco di nome Pumpel. Omama \u00e8 anche lei una profuga, vive con suo marito in un paesino della Francia meridionale. Il soggiorno della nonna a Zurigo dura poco. Il cane muore annegato nel lago. Prima di ripartire, la nonna mette nelle mani di Anna e di Max una busta con su scritto: \u201cUn regalo da Pumpel\u201d. Sono undici franchi svizzeri. \u00c8 il costo del biglietto di ritorno che la nonna aveva pagato al cane, soldi che le avevano restituito in stazione. Anna e Max con quella somma vanno alla fiera di Zurigo. Nei primi giorni di ottobre, il pap\u00e0 ritorna da Parigi.<br \/>\nI genitori prendono la decisione. Si va tutti nella capitale francese. Prima vanno loro da soli per trovare una sistemazione e lasciano per qualche settimana i due ragazzi nella pensione. La signora Zwirn avrebbe preparato loro il pranzo. I due ragazzi continuano ad andare a scuola. Anna vive anche una piacevole gita organizzata dal maestro Graupe sulle Alpi Svizzere dove ha occasione di osservare il sorgere del sole: \u201cLo spettacolo pi\u00f9 bello del mondo\u201d \u2013 sentenzia il maestro. Intanto alla pensione arriva una notizia allarmante. I Nazisti hanno messo una taglia sulla testa del padre: un migliaio di marchi tedeschi. Il pap\u00e0 ritorna per portare i due ragazzi a Parigi dove la mamma \u00e8 ad aspettarli. \u201cHo una mezza idea di scrivere ad Hitler per lamentarmi \u2013 dice il pap\u00e0, dopo aver saputo della taglia &#8211; E\u2019 una taglia piccola\u2026 Mi pare di valere un po\u2019 di pi\u00f9, no?\u201d (pag. 131). I tre, dopo aver salutato la famiglia Zwirn, vanno in stazione, il treno sta per partire, corrono lungo il marciapiede, gridando al facchino di portare il bagaglio sul treno per Parigi. Anna si accorge all\u2019ultimo momento che il facchino li fa salire sul treno per Stoccarda in Germania. Un passeggero del treno lancia a terra la valigia che si apre su marciapiede. Poco male. L\u2019aveva fatto apposta il facchino per farli salire sul treno sbagliato? Voleva guadagnare i mille marchi? I tre se lo chiedono ma non sanno dare una risposta.<br \/>\nGiunti a Parigi, in stazione prendono un taxi per arrivare alla nuova casa, un appartamento all\u2019ultimo piano di un grande condominio, servito da un ascensore cigolante. La mamma \u00e8 ad attenderli davanti all\u2019ingresso. Con lei c\u2019\u00e8 Grete, \u201cuna ragazza austriaca. \u00c8 a Parigi per imparare il francese e quando non studia aiuta la mamma di Anna nelle faccende domestiche\u201d. L\u2019appartamento \u00e8 modesto, pur se modesto, due camere di cui una adibita a studio per il pap\u00e0, un bagno, una piccola cucina e una sala che si pu\u00f2 trasformare nella seconda camera da letto, permette a tutti di stare insieme e questa \u00e8 la cosa importante, pensa Anna. Inizia cos\u00ec la vita parigina per la nuova famiglia. Il pap\u00e0 scrive sul giornale parigino degli esuli tedeschi. La mamma, pur non avendo mai pensato in passato di cucinare, si da fare ai fornelli, riuscendo anche bene. Trova, in Mademoiselle Martel, l\u2019insegnante che d\u00e0 ai propri figli le prime lezioni di francese. I ragazzi apprendono subito e con le parole che via via conoscono riescono a fare delle frasi complete. Max \u00e8 il pi\u00f9 agguerrito. Vuole fare in fretta. Non vuole avere affatto l\u2019aria di un profugo. Alla fine di novembre, avvicinandosi al Natale, i due ragazzi ricevono i regali dello zio Julius e di Omama, la nonna che vive nella Francia meridionale.<br \/>\nLa mamma di Anna allaccia rapporti d\u2019amicizia con madame Fernand, persona che le sar\u00e0 molto utile per sbrigare alcune faccende familiari. Max va alla Scuola Superiore francese. Anna sta alcune settimane in casa, aiuta la mamma, quando si reca al vicino mercato, per fare compere sempre oculate, perch\u00e9 i soldi scarseggiano sempre. Il pap\u00e0 \u00e8 pagato poco nonostante scriva molto per il giornale. Anche per Anna, dopo il Natale di quell\u2019anno, arriva il momento di andare alla Scuola Comunale, poco distante dagli Champs Elys\u00e9es. La direttrice l\u2019affida ad una ragazza di nome Colette che la introduce nel cerchio delle proprie amiche: Claudine, Marcelle, Micheline, Madeleine, Fran\u00e7oise. L\u2019insegnante \u00e8 madame Socrate che prende a cura Anna e le fa fare rapidi progressi nella conoscenza della lingua francese. Anna si ferma anche alla mensa della scuola, portando da casa ci\u00f2 che le prepara la mamma, diventata esperta in fatto di cucina. Clothilde, la sorvegliante nella mensa della scuola, le scalda il cibo.<br \/>\nAnna sta crescendo. I vestiti le vanno corti. \u00c8 il cruccio della mamma. Questa si reca insieme alla figlia dalla prozia Sarah, sorella di Omama. Abita a Parigi, anche lei \u00e8 profuga tedesca ma se la passa bene. Fa opera di beneficenza per i bambini poveri. Regala alla mamma di Anna una stoffa di lana di un verde delizioso. Madame Fernanda \u201cDalla stoffa verde riusc\u00ec a tirar fuori anche un paio di calzoni corti per Max, oltre al cappotto, al vestito e alla sottana per Anna\u201d (Pag. 197).<br \/>\nIl pap\u00e0 di Anna si altera perch\u00e9 quella stoffa era destinata ai bambini poveri. La moglie gli fa notare che anche Anna \u00e8 nel bisogno. Il marito si azzittisce.<br \/>\nIn estate vengono invitati dal signor Zwirn nella propria pensione di Zurigo. Max e Anna rivedono i loro vecchi amici e trovano che tutto \u00e8 rimasto come lo avevano lasciato solo pochi mesi prima. L\u2019estate trascorre in fretta e la famiglia di Anna ritorna a Parigi. Inizia un nuovo anno scolastico. Madame Socrate sta preparando le proprie allieve al Certificat d\u2019\u00e9tudes e non ha tempo di seguire Anna che, scoraggiata, precipita nello sconforto e regredisce nella conoscenza della lingua. La mamma la rincuora e Anna, come d\u2019incanto migliora nella lingua. Volere \u00e8 potere, la fa capire la mamma. Si avvicina il primo giorno del nuovo anno, il 1935, che Anna e famiglia trascorrono in casa di madame Fernanda.<br \/>\nLa mamma a febbraio si ammala d\u2019influenza. Guarisce ma \u00e8 sempre di cattivo umore. Deve sbrigare tutto da sola in famiglia: cucinare, rigovernare l\u2019appartamento, cucire, rammendare. Il marito, del tutto privo di senso pratico, le regala una macchina da cucire, cos\u00ec non dovr\u00e0 andare pi\u00f9 da madame Fernanda per confezionare gli abiti per i figli. La macchina da cucire l\u2019ha acquistata, pagandola anche bene, da un rigattiere. Non funziona affatto, l\u2019anno di fabbricazione risale al 1896, come appare da alcuni numeri che si fa fatica a decifrare tanto \u00e8 sporca dal sudiciume. Madame Fernanda si propone d\u2019andare, assieme al pap\u00e0 di Anna, dal negoziante che gli ha venduto la macchina e riesce a farsi indietro i soldi.<br \/>\nA Pasqua, la famiglia di Anna riceve la visita di Omama che ha da dire sull\u2019appartamento troppo angusto. Il pap\u00e0, a causa della crisi, non guadagna abbastanza, per questo non pu\u00f2 permettersi di pagare per un appartamento pi\u00f9 grande. Dopo le vacanze di Pasqua, Anna si prepara anche lei all\u2019esame per il Certificat d\u2019\u00e9tudes che supera brillantemente, mentre suo fratello Max vince a scuola il Prix d\u2019excellence, insomma \u00e8 giudicato il primo della classe. I due sono l\u2019orgoglio di mamma e pap\u00e0 che sta intanto lavorando alla sceneggiatura di un film su Napoleone. Un produttore cinematografico inglese gli paga mille sterline per il lavoro fatto. \u00c8 la fine di un incubo con la vita grama e con i soldi che non bastano mai. Prima di partire c\u2019\u00e8 un velo di tristezza che riempie la vita di Anna e dei suoi. Lo zio Julius, rimasto in Germania, si era suicidato. I Nazisti gli avevano tolto il lavoro perch\u00e9 sua nonna era di origine ebrea. Non poteva nemmeno pi\u00f9 andare allo zoo come privato cittadino. Prima di morire era riuscito a consegnare nelle mani del signor Rosenfeld un involtino con dentro il proprio orologio e un biglietto che diceva semplicemente: Addio e buona fortuna, ed era firmato \u201cJulius\u201d. Rosenfeld, profugo anche lui, aveva raggiunto il proprio nipote che lavorava a Parigi in una pasticceria. Pacchettino e biglietto vengono dati dal signor Rosenfeld al pap\u00e0 di Anna, che accarezza con nostalgia l\u2019orologio, pensando al proprio amico morto. Ma \u00e8 tempo di fare di nuovo le valigie, destinazione Londra, dove la famiglia sempre unita, vivr\u00e0 nuove avventure.<br \/>\n\u00c8 l\u2019altro romanzo di Judith Kerr: La stagione delle bombe, il seguito del suo primo romanzo Quando Hitler rub\u00f2 il coniglio rosa. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dolorosa via crucis di una famiglia di ebrei perseguitata. &#8220;Quando Hitler rub\u00f2 il coniglio rosa&#8221; di Judith Kerr Anna, la protagonista del romanzo, sta tornando a casa da scuola in compagnia dell\u2019amica Elsbeth. Siamo nel febbraio 1933, a Berlino, poche settimane prima del voto che porter\u00e0 Hitler al potere. 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