{"id":4554,"date":"2017-01-27T10:00:39","date_gmt":"2017-01-27T09:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4554"},"modified":"2024-11-06T16:40:42","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:42","slug":"giornata-della-memoria-leggere-per-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/01\/giornata-della-memoria-leggere-per-non-dimenticare\/","title":{"rendered":"Giornata della Memoria: leggere per non dimenticare"},"content":{"rendered":"<h2><em>27 gennaio: data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Un elenco di libri sulla Shoah per ragazzi ed adulti<\/em><\/h2>\n<p>La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno sub\u00ecto la deportazione, la prigionia, la morte, nonch\u00e9 coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. (Art. 1 della Legge 20 luglio 2000, n. 211: &#8220;Istituzione del &#8220;Giorno della Memoria&#8221; in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti&#8221;).<br \/>\nQuel che \u00e8 stato, si \u00e8 ripetuto e si sta ripetendo in pi\u00f9 parti del mondo ad opera di criminali di guerra. Ad Aleppo, stando alle cronache di gioved\u00ec 22 dicembre 2016, si \u00e8 rischiato il genocidio di quattromila bambini. Chi ha tolto l\u2019infanzia ai bambini di Aleppo deve essere portato davanti ad un tribunale internazionale come \u00e8 stato fatto per i criminali nazisti a Norimberga. L\u2019UNICEF ha invitato i cittadini ad esporre, sui davanzali delle case, lenzuola bianche in segno di protesta e per riscaldare simbolicamente i bambini di Aleppo che vivono all\u2019aperto senza una casa. Occorre uscire subito dalla retorica delle celebrazioni che si ripetono stancamente senza lasciare nessun segno. Tutti devono sentirsi responsabili di tutto ma \u00e8 passato troppo tempo da questo messaggio lanciato da don Milani. Tanti, forse tutti l\u2019hanno dimenticato.<br \/>\nLa Voce delle Marche vuole offrire ai propri lettori, adulti e ragazzi, non una bibliografia esaustiva ma solo indicare alcuni libri di narrativa sull\u2019argomento, presentandone di volta in volta una breve recensione. La bibliografia, in parte aggiornata dal sottoscritto con libri pi\u00f9 recenti, \u00e8 stata compilata alcuni anni fa grazie ad una iniziativa congiunta tra la Biblioteca Comunale G. Mariotti e il Comune di Morciano di Romana, Assessorato alla Cultura. L\u2019infanzia \u00e8 stata negata ai bambini che sono vissuti durante il periodo nazista ma anche ai bambini di Kabul, di Aleppo, di Mosul e di tutte le parti del mondo insanguinate dalla seconda guerra mondiale ad oggi. La lettura \u00e8 sinonimo di benessere. Leggere \u00e8 un piacere. Fa bene alla mente e al cuore. Invita ad indignarsi e non \u00e8 poco. Il male diffuso del nuovo secolo appena iniziato \u00e8 l\u2019indifferenza diffusa. \u2022<\/p>\n<h2>La Shoah: Narrativa per i ragazzi<\/h2>\n<p>Lia Levi, Un cuore da Leone, Piemme, 2006<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Leo ha un segreto che i suoi amici non devono sapere: in realt\u00e0 si chiama Leone, ma si vergogna di quel nome troppo impegnativo e ha deciso di abbreviarlo. Una notte, per\u00f2, fuggendo dai tedeschi che cercano gli ebrei casa per casa, Leo scopre che il suo nome gli sta a pennello, perch\u00e9 dimostrer\u00e0 di avere un vero &#8220;cuore da leone&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>Lia Levi, La portinaia Apollonia, Orecchio Acerbo, 2005<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8220;Questa \u00e8 la storia di un bambino che si chiamava Daniel e di una portinaia di nome Apollonia. La portinaia Apollonia portava occhiali con i vetri grossi. I suoi occhi sembravano pesci grigi in un acquario&#8221;. Autunno 1943. Un bambino ebreo e una citt\u00e0 dove comandano i soldati cattivi. Pap\u00e0 non c&#8217;\u00e8. Mamma lavora a casa e Daniel deve correre a fare la fila per comprare da mangiare. Ma \u00e8 la portinaia Apollonia, di sicuro una strega, a spaventarlo pi\u00f9 di tutto. Finch\u00e9 un giorno&#8230;<\/p>\n<p>Ruth Vander Zee, La storia di Erika, la Margherita, 2005<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1995 seduta su un muretto a Ruthenburg, in Germania, Ruth Vander Zee incontra la protagonista della storia, Erika, che le narra la sua straordinaria vicenda, che riesce a toccare profondamente il lettore per merito anche delle bellissime illustrazioni di Roberto Innocenti: dalla scelta disperata di sua madre, al dolore di milioni di Ebrei e alle ferite ancora aperte in chi \u00e8 sopravvissuto.<\/p>\n<p>Isaac Millman, Il bambino nascosto, Emme, 2006<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di fronte alla spietata macchina nazista predisposta all&#8217;annientamento, nascondersi era vitale per sfuggire all&#8217;orrore dei campi di sterminio. L&#8217;Europa, in quei tragici anni, si riemp\u00ec di bambini nascosti, costretti a rinunciare alla propria identit\u00e0 e a rispondere a un nome diverso per rimanere vivi. In quest&#8217;album un bambino nascosto, Isaac, autore del libro, racconta con semplicit\u00e0 la propria odissea nella Francia occupata, fatta di pericoli e nascondigli, d\u2019incontri con persone egoiste o generose, di momenti tragici e di piccole inattese felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Roberto Innocenti, Rosa Bianca, la Margherita, 2005<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poche righe di testo e grandi, bellissime illustrazioni accompagnano la piccola Rosa Bianca a pochi passi dalla cittadina tedesca in cui vive, nei boschi, dove trova un campo di concentramento. Nessuno si accorge della sua scoperta e dei suoi tentativi di sfamare i piccoli prigionieri. Il silenzio la circonda come circondava allora i campi di cui tanti, troppi, non vollero sapere.<\/p>\n<p>Morris Gleitzman, Una volta\u2026 La storia di Felix, Mondadori, 2009<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alla vigilia dell&#8217;occupazione nazista, Felix viene affidato a un orfanotrofio cattolico dai genitori, librai ebrei. Quando alcuni soldati tedeschi bruciano i libri dell&#8217;orfanotrofio, Felix fugge per cercare i propri genitori e avvertirli che i nazisti odiano i libri. La dura realt\u00e0 gli fa gradualmente scoprire che i tedeschi non odiano i libri ma gli ebrei, e ben presto Felix si ritrova a dover scappare e a proteggere non solo se stesso ma anche la piccola Zelda, i cui genitori sono stati uccisi. Proprio quando stanno per essere portati via dai tedeschi, i due ragazzini vengono salvati dal vecchio Barney, che nasconde in uno scantinato diversi bambini ebrei. Grazie alla sua capacit\u00e0 di inventare e raccontare storie fantastiche, Felix riesce a rendere la vita pi\u00f9 accettabile sia a s\u00e9 che ai bambini che ha intorno. Ma nemmeno lo scantinato si rivela un nascondiglio sicuro&#8230;<\/p>\n<p>Lia Levi, La ragazza della foto, Mondadori, 2005<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Federica non crede ai suoi occhi: tra le foto della grande mostra organizzata a Roma per celebrare la liberazione della citt\u00e0 dai tedeschi nel 1944, c&#8217;\u00e8 il ritratto di una ragazzina identica a lei, che applaude le truppe americane! Il mistero \u00e8 presto risolto: la ragazza della foto \u00e8 in realt\u00e0 sua nonna Teresa, donna formidabile che da sempre si rifiuta di parlare di quel lontano tempo di guerra, come se il passato nascondesse un segreto troppo doloroso per poterlo affrontare. L&#8217;insistenza di Federica, per\u00f2, avr\u00e0 ragione del silenzio della nonna, che finalmente racconta degli anni in cui, insieme a un coetaneo e al padre, ha partecipato in prima persona alla Resistenza.<\/p>\n<p>Robert Cormier, Ma liberaci dal male, Piemme, 1998<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per arrotondare le scarse entrate familiari, Henry lavora tutti i pomeriggi nel minimarket del signor Hairston, uomo arido che odia gli ebrei. A causa di una frattura al ginocchio Henry trascorre molto tempo sul terrazzo di casa a osservare il vicinato e si accorge di un uomo anziano che di professione fa l\u2019intagliatore; la sua famiglia \u00e8 stata sterminata dai nazisti e lui stesso ha subito violenze fisiche. Incuriosito dall\u2019uomo, scopre che sta lavorando alla riproduzione in legno di un villaggio con i personaggi che hanno popolato la sua giovinezza. Purtroppo il ragazzo si confida con il malvagio signor Hairston che gli chiede di fare una cosa di cui solo pi\u00f9 tardi capir\u00e0 il senso.<\/p>\n<p>Helga Schneider, Stelle di cannella, Salani, 2002<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 l&#8217;inverno del 1932. A Wilmersdorf, un tranquillo e benestante quartiere di una citt\u00e0 tedesca, il periodo natalizio \u00e8 annunciato dalle grida gioiose dei bambini che giocano a palle di neve. Fra le famiglie che abitano tre case, i rapporti superano quelli del buon vicinato: David, figlio del giornalista ebreo Jakob Korsakov, e Fritz, figlio del poliziotto Rauch, sono amici per la pelle e compagni di banco alla scuola elementare; la sorellastra di David \u00e8 fidanzata con il figlio del noto architetto Winterloh; persino la gatta di Fritz e il gatto di David sono amici\u2026<\/p>\n<p>Helga Schneider, Heike riprende a respirare, Salani, 2008<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Berlino, 1945. Heike, dieci anni, vive con la madre nello scantinato della loro casa distrutta dalle bombe. Il padre \u00e8 disperso, ma Heike sa che torner\u00e0: non smette di parlarne al suo pi\u00f9 grande amico e confidente, il grande melo che cresce nel giardino. Attorno, rovine: rovine di edifici, e rovine nelle menti e nei cuori delle persone. Tante per\u00f2 sembrano voler tener viva la speranza nel futuro&#8230; Non la mamma di Heike: nel suo recentissimo passato c&#8217;\u00e8 una ferita inguaribile. La storia personale di una ragazzina si mescola con la storia con la S maiuscola. Alla fine di una guerra non ci sono solo le cose da ricostruire, ma anche le vite e le persone. Dopo Stelle di cannella e L&#8217;albero di Goethe, Helga Schneider riapre per il pubblico dei ragazzi le pagine del suo personale passato per raccontarlo, commuovere e far pensare: e stavolta lo fa ritornando al tema del suo primo libro, II rogo di Berlino, e alla dimensione collettiva della tragedia di cui \u00e8 stata testimone. Una storia delicata, in punta di piedi di bambina, per raccontare una verit\u00e0 cattiva: nessuno sopravvive alla guerra, neppure i vivi.<\/p>\n<p>Trudi Birger, Ho sognato la cioccolata per anni, Piemme, 1999<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Storia di una bambina che, dai th\u00e8 danzanti di Francoforte, si ritrova rinchiusa nel ghetto di Kosvo prima di finire nel campo di concentramento di Stutthof. Una storia vera, di affetto e devozione di una ragazzina, che nella grande tragedia dell&#8217;olocausto rifiuta di salvarsi per non abbandonare la madre, perch\u00e9 sa che solo da quel legame forte e profondo, indispensabile per entrambe, potr\u00e0 attingere la forza per continuare a sperare anche quando, nuda e rasata, si vedr\u00e0 spinta verso la bocca di un forno crematorio.<\/p>\n<p>Claude Gutman, L\u2019albergo del ritorno, Elle, 1992<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Francia, seconda guerra mondiale. David \u00e8 un ragazzo ebreo, che ha visto i suoi genitori e poi tutti i suoi compagni, portati via dai nazisti: da quel momento la sua vita \u00e8 una lunga attesa, l&#8217;attesa del ritorno. Sullo sfondo di una Parigi su cui grava ancora l&#8217;odore della morte, ecco David affacciarsi sulla soglia dell&#8217;Hotel Lutetia, l&#8217;albergo del ritorno: il luogo dove vengono alloggiati coloro che tornano dai campi di concentramento\u2026<\/p>\n<p>Claude Gutman, La casa vuota, Elle, 1991<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">David, un ragazzo ebreo di 15 anni, vive in una grande casa dove vengono accolti i ragazzi rimasti senza genitori. Dopo una notte passata nei boschi, David trova la casa vuota: le SS hanno portato via tutti i suoi compagni. Allora David fra rabbia e disperazione, comincia a scrivere per non dimenticare.<\/p>\n<p>John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe, Rizzoli, 2008<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Leggere questo libro significa fare un viaggio, prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriver\u00e0 davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno \u00e8 il comandante di un campo di sterminio. Non sar\u00e0 dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sar\u00e0 amaro e doloroso, com&#8217;\u00e8 doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall&#8217;altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.<\/p>\n<p>Uri Orlev, Corri ragazzo, corri, Salani, 2003<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una fuga senza fine e senza la nozione di un fine chiaro, certo, riposante. Solo per salvarsi la vita a tratti, per prendere respiro. Un bambino di otto anni, fuggito dal ghetto di Varsavia &#8211; dove ha visto sua madre sparire in un attimo come per una malefica magia &#8211; passa da un gruppo di ragazzi alla macchia, a case di contadini protettivi o malvagi e delatori, a soldati tedeschi spietati o umani; dorme sugli alberi, nelle tombe e, a forza di nasconderlo, arriva a dimenticare di essere ebreo. &#8220;Ti ordino di sopravvivere&#8221; gli aveva detto il padre prima di venire ucciso. E, per avere la forza di seguire quell&#8217;ordine, il ragazzo \u00e8 costretto a cancellare il ricordo del suo passato, della madre e del paese della sua infanzia, come i continui addii del presente. Dimenticando, Yoram concentra tutta la sua energia nel momento in cui vive, povero, affamato, senza protezione, a un certo punto perfino senza un braccio, che il chirurgo si \u00e8 rifiutato di curare, riconoscendolo ebreo. Ma la corsa prosegue, e &#8220;il bambino biondo senza un braccio&#8221; rimane in mente come un&#8217;inesausta sfida alla morte. In Israele, dove oggi vive e insegna, Yoram Friedman ha raccontato la sua storia perch\u00e9 questa \u00e8 una storia vera &#8211; che Uri Orlev ha ascoltato dalla sua voce e scritto con commozione e intensa partecipazione.<\/p>\n<p>Uri Orlev, L\u2019isola in via degli Uccelli, Salani, 1993<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La seconda guerra mondiale infuria per l&#8217;Europa e in Polonia la vita, gi\u00e0 difficile per tutti, \u00e8 per gli ebrei pressoch\u00e9 insopportabile. E Alex \u00e8, appunto, ebreo. Sua madre \u00e8 scomparsa nel nulla e suo padre \u00e8 stato prelevato dalle SS e fatto partire per una destinazione ignota. Rimasto solo, Alex si \u00e8 rifugiato in un edificio abbandonato, al numero 78 di Via degli Uccelli, e dalla sua isola segreta esce solo di notte, per procurarsi il cibo. Finch\u00e9, un giorno, Alex ode delle voci: degli sconosciuti si sono introdotti nel palazzo. Il coraggio, l&#8217;eroismo perfino, non sono insoliti in tempo di guerra ma Alex ha appena undici anni, e la sua \u00e8 la storia di come la nuda forza di volont\u00e0 riesca talvolta ad avere la meglio sulla crudelt\u00e0 e l&#8217;ingiustizia.<\/p>\n<p>Gaye Hi\u00e7yilmaz, Vietato rubare le stelle, Buena Vista, 2001<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">1996. Un ragazzo inglese aspetta la madre che \u00e8 andata via, e forse non torna pi\u00f9. 1940. Un ragazzo polacco \u00e8 costretto ad abbandonare la madre e il fratello, e forse mai pi\u00f9 li rivedr\u00e0. Richard guarda oltre la siepe. E&#8217; un uomo strano, l&#8217;anziano signore che abita nella casa col giardino. Si chiama Stefan Wassilewski. I due si studiano e si scrutano, uniti dalla stessa nostalgia. E insieme ripercorrono con gli occhi della memoria la straordinaria avventura di Stefan che ancora bambino fu strappato ai suoi sogni.<\/p>\n<p><em><strong><a href=\"http:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1bv\">Judith Kerr, Quando Hitler rub\u00f2 il coniglio rosa, Rizzoli, 2009<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1bv\">&#8211; Leggi la recensione<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna \u00e8 una bambina quando con la sua famiglia deve lasciare la Germania, perch\u00e9 lei \u00e8 ebrea e nel Paese \u00e8 arrivato Hitler. Anna dovr\u00e0 abbandonare la sua casa, la sua scuola, i suoi giochi&#8230; E anche il suo amato coniglio rosa. Davanti a lei e alla sua famiglia si apre un futuro incerto, paesi sconosciuti, citt\u00e0 nuove. Ma cambiare vita pu\u00f2 anche diventare una bella avventura, se si sta tutti insieme.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Judith Kerr, La stagione delle bombe, Bur Ragazzi, Rizzoli 2016.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E\u2019 il seguito del romanzo \u201cQuando Hitler rub\u00f2 il coniglio rosa\u201d. Dopo Zurigo, Parigi, Anna assieme alla propria famiglia ripara in Gran Bretagna dove il pap\u00e0, noto giornalista e scrittore tedesco, di origine ebraica, viene chiamato per la sceneggiatura di un film. Anna \u00e8 cresciuta. Il pensiero del suo coniglio rosa ormai \u00e8 lontano. La guerra invece no. Quella c\u2019\u00e8 ancora, ma ci sono ancora: Londra, la passione per l\u2019arte, i primi turbamenti e un futuro tutto da disegnare.<\/p>\n<p>Fred Uhlman, Trilogia del ritorno, Salani, 1999<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8220;Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo&#8221;. In questa frase piena di rimpianto \u00e8 racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman, nati dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, nel 1933 se ne vide improvvisamente allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. Nella Trilogia del ritorno, con una scrittura di grande sobriet\u00e0, Fred Uhlman ha dettato la condanna di una delle pagine pi\u00f9 agghiaccianti della nostra storia, creando tre gioielli di prosa che si illuminano vicendevolmente e riuscendo a trarre una musica semplice e malinconica dalla tragedia di un&#8217;intera civilt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Jerry Spinelli, Misha corre, Mondadori, 2004<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo hanno chiamato ebreo. Zingaro. Ladro. Nanerottolo. Sporco figlio di Abramo. \u00c8 un ragazzo che vive nelle strade di Varsavia. Un ragazzo che ruba cibo per se stesso e per gli orfani. Un ragazzo che crede nel pane, nelle madri, negli angeli. Un ragazzo che sogna di diventare uno Stivalone, con alti stivali lucidi e un&#8217;aquila scintillante sulla visiera. Finch\u00e9 un giorno succede qualcosa che gli fa cambiare idea. E quando davanti al cancello del ghetto si fermano i carri merci che porteranno via gli ebrei, \u00e8 un ragazzo che scopre come, sopra ogni altra cosa, sia pi\u00f9 sicuro non essere nessuno.<\/p>\n<p>Andrea Molesini, All\u2019ombra del lungo camino, Mondadori, 1990<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In un lager nazista, uno zingaro e un ragazzo ebreo stringono amicizia e si confortano a vicenda, nonostante la fame e le crudelt\u00e0 cui i loro aguzzini li sottopongono. Ma quando ai prigionieri viene ordinato di costruire un forno dall&#8217;imponente camino, diventa chiaro che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 speranza, e che l\u2019eliminazione di massa \u00e8 vicina. Ed ecco che, quando gli abitanti del campo sono ormai alla disperazione, lo zingaro e il ragazzo sono soccorsi da alcuni singolari &#8220;aiutanti magici&#8221;: due fantasmi un po&#8217; bisbetici e una puzzola parlante, apparizioni misteriose che forse sono soltanto l&#8217;ombra di un sogno, o forse no&#8230; una storia toccante e avvincente, una parabola sul potere della fantasia, che aiuta a sopravvivere e a resistere a tutte le oppressioni.<\/p>\n<p>Robert Muller, Il mondo quell\u2019estate, Mondadori, 2008<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 l&#8217;estate del 1936. In Germania le Olimpiadi sono in pieno svolgimento, e Hannes Hecker, uno dei milioni di giovani tedeschi, \u00e8 entusiasta per l&#8217;evento sportivo. Ma Hannes ha un segreto: \u00e8 ebreo e nessuno lo deve sapere. Per mimetizzarsi, s\u2019iscrive in un esclusivo liceo tedesco e partecipa con passione a tutte le attivit\u00e0 della Hitler Jugend (la Giovent\u00f9 hitleriana). Le contraddizioni dei diversi ruoli che Hannes deve assumere nella societ\u00e0 e le tensioni che coinvolgono tutti gli altri personaggi diventano sempre pi\u00f9 evidenti. L&#8217;amore per i famigliari \u00e8 minato dalla devastante realt\u00e0 in cui sono costretti a vivere, e anche l&#8217;affetto per la nonna ebrea, della quale deve negare l&#8217;esistenza, \u00e8 messo a dura prova. Con il precipitare della situazione politica, Hannes \u00e8 aiutato a fuggire e sar\u00e0 uno dei pochi a salvarsi.<\/p>\n<p>Lia Levi, Il segreto della casa sul cortile: Roma 1943-1944, Mondadori, 2009<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">1943: L&#8217;esercito tedesco entra a Roma e deporta migliaia di cittadini ebrei. La vita di Piera, gi\u00e0 scossa dalle leggi razziali, adesso \u00e8 sconvolta dalla necessit\u00e0 di nascondersi: nella citt\u00e0 occupata dai tedeschi, \u00e8 cominciata la caccia all&#8217;ebreo, e i Segre decidono di prendere un altro nome e di confondersi con gli abitanti di un immenso palazzone. E cos\u00ec, tra i bombardamenti alleati e la speranza che la guerra finisca presto, Piera dovr\u00e0 fingersi un&#8217;altra.<\/p>\n<p>Lia Levi, Una valle piena di stelle, Mondadori, 2010<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Brunisa ha tredici anni e pensa che il destino le abbia fatto fin troppi dispetti: prima un nome stravagante, poi le leggi razziali di Mussolini e adesso la guerra che devasta l&#8217;Europa e mette in pericolo le vite di milioni di ebrei come lei. Suo padre, per\u00f2, non si rassegna, e decide di affrontare con i suoi un viaggio clandestino, per portarli oltre il confine svizzero, in una valle &#8220;piena di stelle&#8221;. Ma il pericolo cresce a ogni passo e non sar\u00e0 cos\u00ec semplice&#8230;<\/p>\n<p>Lia Levi, Da quando sono tornata, Mondadori, 2010<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando Brunisa, la ragazza ebrea di &#8220;Una valle piena di stelle&#8221;, ritorna a casa, la citt\u00e0 \u00e8 in rovine, ma la gente \u00e8 fiduciosa e cerca in ogni modo di ricominciare. L&#8217;aspettano nuove amicizie, vecchi pregiudizi, la ricerca dell&#8217;amato Claudio e, soprattutto, un mistero che tinge di giallo la sua vita&#8230; Un vivace ritratto dell&#8217;Italia del dopoguerra con le speranze e le illusioni che l&#8217;accompagnano alla democrazia.<\/p>\n<p>Cesare Mois\u00e8 Finzi, Il giorno che cambi\u00f2 la mia vita, Topipittori, 2009<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cesare \u00e8 un bambino come tanti. Vive in una famiglia amorevole e agiata, ben inserita nella vita civile e ordinata di una bella citt\u00e0 italiana, Ferrara. Va a scuola, gioca con gli amichetti ai giardini, si diverte con il fratellino pi\u00f9 piccolo. Insomma, la sua vita scorre serena e tranquilla. Fino al giorno in cui, leggendo il giornale &#8220;dei grandi&#8221;, scopre che la comunit\u00e0 cui appartiene, quella ebraica, \u00e8 stata messa al bando dallo Stato in cui vive. Gradatamente, quelli che all&#8217;inizio sembrano solo ingiusti, bench\u00e9 minacciosi provvedimenti discriminatori, si rivelano per ci\u00f2 che sono leggi terribili che obbligano Cesare, la sua famiglia, e tutti coloro che, come loro, sono ebrei, a vivere nell&#8217;ombra, in fuga costante, rinunciando a tutto: alla propria citt\u00e0, alla propria casa, al proprio nome, alla propria identit\u00e0, pur di rimanere in vita e evitare l&#8217;arresto, il carcere e la deportazione. Il racconto intenso e autentico di un passato ancora molto vicino che a nessuno deve essere permesso di dimenticare e negare. La storia di un bambino travolto dalla Storia, ma deciso a resistere all&#8217;ingiustizia, alla paura e alla violenza, e a lottare per la propria felicit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anne Frank, Diario, Einaudi, 2005<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all&#8217;immagine della scuola, dei compagni e di amori pi\u00f9 o meno immaginari, si sostituisce la storia della lunga clandestinit\u00e0: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. &#8220;Vedo noi otto nell&#8217;alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia&#8221;, ha il coraggio di scrivere Anne. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di s\u00e9 e dell&#8217;esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario sub\u00ec tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo \u00e8 stato restituito alla sua integrit\u00e0 originale, e ci consegna un\u2019immagine nuova: quella di una ragazza vera e viva, ironica, passionale, irriverente, animata da un\u2019allegra voglia di vivere, gi\u00e0 adulta nelle sue riflessioni.<\/p>\n<p>Anne Frank, Racconti dell\u2019alloggio segreto, Einaudi, 1983<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo libro di racconti pu\u00f2 essere considerato una prosecuzione ideale del celebre Diario. L&#8217;elemento autobiografico ne costituisce, infatti, il filo conduttore, lo scenario fisso dinanzi al quale si dipanano piccoli eventi di vita quotidiana, di ambiente familiare o scolastico descritti in modo spiritoso e vivace. A essi si affiancano reminiscenze di sensazioni ora delicate, ora tenaci che hanno per protagonisti la madre, la sorella Margot, l&#8217;amico Peter. Frammisti e integrati in questi brevi quadri dai vividi colori, si incontrano racconti fantastici, scritti da un&#8217;adolescente che, nascosta in un alloggio segreto per sottrarsi ai nazisti, rievoca con poesia e ingenuit\u00e0 un mondo armonico in cui la natura detiene il ruolo principale.<\/p>\n<h2 align=\"JUSTIFY\">Shoah Narrativa per gli adulti<\/h2>\n<p>Primo Levi, Se questo \u00e8 un uomo, Einaudi, 2005<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblic\u00f2 Se questo \u00e8 un uomo nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei &#8220;Saggi&#8221; e da allora viene continuamente ristampato ed \u00e8 stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull&#8217;inferno dei Lager, libro della dignit\u00e0 e dell&#8217;abiezione dell&#8217;uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo \u00e8 un uomo \u00e8 un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza gi\u00e0 classiche. \u00c8 un&#8217;analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell&#8217;umiliazione, dell&#8217;offesa, della degradazione dell&#8217;uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.<\/p>\n<p>Primo Levi, La tregua, Einaudi, 1965<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La tregua, seguito di Se questo \u00e8 un uomo, \u00e8 considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libert\u00e0 dopo l&#8217;internamento nel Lager nazista, questo libro, pi\u00f9 che una semplice rievocazione biografica, \u00e8 uno straordinario romanzo picaresco. L&#8217;avventura movimentata e struggente tra le rovine dell&#8217;Europa liberata &#8211; da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l&#8217;Ungheria, l&#8217;Austria fino a Torino &#8211; si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civilt\u00e0 sconosciute, e vittime della stessa guerra. L&#8217;epopea di un&#8217;umanit\u00e0 ritrovata dopo il limite estremo dell&#8217;orrore e della miseria.<\/p>\n<p>Primo Levi, Se non ora, quando?, Einaudi 1982<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli ebrei che combatterono contro il nazifascismo in tutta Europa furono centinaia di migliaia. In questo romanzo Primo Levi racconta le avventure drammatiche e vere di quei partigiani ebrei polacchi e russi che resero colpo su colpo a chi tent\u00f2 di sterminarli. Dalle foreste della Russia Bianca attraverso incontri, separazioni, battaglie, stretti da vincoli fraterni e da passioni contrastate, i protagonisti di questa interminabile epopea percorrono la Polonia e la Germania, e raggiungono tra molte peripezie le vie della vecchia Milano. Venato di comicit\u00e0 sottile e mai incline a compiaciute descrizioni, Se non ora, quando?, il primo vero romanzo dell&#8217;autore di Se questo \u00e8 un uomo, si \u00e8 imposto al grande pubblico, vincendo, quando usc\u00ec nel 1982, il Premio Campiello e il Premio Viareggio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Daniela Padoan, Come una rana d\u2019inverno: conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz, Bompiani, 2004<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sulla Shoah hanno ormai scritto in molti, ma un aspetto fondamentale \u00e8 finora rimasto stranamente in ombra: le donne, che nelle selezioni ad Auschwitz costituirono, insieme ai bambini, quasi il 70% dei prigionieri inviati alle camere al gas. Questo libro, articolato in tre conversazioni con Liliana Segre, Goti Bauer e Giuliana Tedeschi &#8211; italiane deportate ad Auschwitz e prigioniere nel campo femminile di Birkenau nel 1944 &#8211; mette in luce la diversa esperienza femminile della prigionia e della testimonianza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Elena Loewenthal, Conta le stelle, se puoi, Einaudi, 2008<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mois\u00e8 Levi ha solo ventitr\u00e9 anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non pu\u00f2 immaginare che quello sia solo l&#8217;inizio di una lunga storia. Perch\u00e9 Mois\u00e8 possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: dar\u00e0 il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avr\u00e0 due mogli, sei figli e un&#8217;infinit\u00e0 di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo. Dopo la grande guerra mondiale e quel &#8220;brutto spettacolo&#8221; della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel &#8220;brutto muso di Mussolini&#8221; gli \u00e8 preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Mois\u00e8 e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa. Invece la famiglia Levi &#8211; con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse &#8211; diventa sempre pi\u00f9 numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio l\u00ec dove una volta c&#8217;era il ghetto e adesso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all&#8217;incontrario, ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianit\u00e0 dell&#8217;esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi &#8220;in una cosa sola che non \u00e8 troppo distante dalla felicit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Thomas Keneally, La lista di Schindler, Frassinelli, 1985<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Che cosa significava finire nella &#8220;lista di Schindler&#8221;? Chi era in realt\u00e0 Oskar Schindler, giovane industriale tedesco cattolico e corteggiatore di belle donne? Basandosi anche sulle testimonianze di quanti lo conobbero, Keneally ricostruisce la vita straordinaria di questo personaggio ambiguo e contraddittorio. Ritenuto da molti un collaborazionista, Schindler sottrasse uomini, donne e bambini ebrei allo sterminio nazista, trasferendoli dai lager ai suoi campi di lavoro in Polonia e in Cecoslovacchia, dove si produceva materiale bellico. Cos\u00ec, fornendo armi al governo tedesco e versando enormi somme di denaro, Schindler salv\u00f2 migliaia di persone. Resta per\u00f2 un mistero il motivo che lo spinse a intraprendere quella sua personale lotta al nazismo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Enrico Deaglio, La banalit\u00e0 del bene, Universale Economica Feltrinelli, 1993<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il titolo \u00e8 un chiaro riferimento, ribaltato, al titolo del libro di Hanna Arendt, La banalit\u00e0 del male, sul processo di Gerusalemme al gerarca nazista Adolf Eichmann. E\u2019 una storia vera, appassionante come un romanzo d\u2019avventure: l\u2019incredibile vicenda del commerciante padovano Giorgio Perlasca (1910- 1992) che, nell\u2019inverno 1944, a Budapest, riusc\u00ec a salvare dallo sterminio migliaia di ebrei, spacciandosi per il console spagnolo. Era stato un fascista entusiasta e aveva combattuto in Spagna come volontario per Franco. L\u20198 settembre lo trov\u00f2 lontano da casa, ricercato dalle SS. Avrebbe potuto mettersi in salvo, decise invece di rischiare la vita. Il 28 e il 29 gennaio 2002, su Raiuno, venne trasmesso il film \u201cPerlasca, un eroe italiano\u201d, la cui sceneggiatura \u00e8 stata tratta dal libro di Enrico Deaglio. L\u2019attore protagonista \u00e8 Luca Zingaretti nel ruolo di Giorgio Perlasca, considerato lo Schindler italiano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini, Einaudi, 1972<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli orrori della persecuzione fascista e razzista, la crudelt\u00e0 della storia, l&#8217;incantesimo dell&#8217;infanzia e la felicit\u00e0 del sogno, sono gli elementi intrecciati con grazia e eleganza, di questo romanzo triste e dolcissimo. Molti hanno voluto vedere in Giorgio Bassani, il cantore delle storie ferraresi, quasi un altro Proust di casa nostra. Bello il film di V. De Sica, riduzione cinematografica del romanzo Il giardino dei Finzi- Contini di G. Bassani.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">David Grossman, Vedi alla voce: amore, Mondadori, 2008<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come parlare dell&#8217;Olocausto alle nuove generazioni, a chi \u00e8 troppo giovane per aver vissuto l&#8217;orrore? A questa domanda &#8211; una necessit\u00e0 ineludibile &#8211; posta dallo scrittore Elie Wiesel, David Grossman ha risposto con questo romanzo. Protagonista e narratore \u00e8 il piccolo Momik che, figlio di deportati, sente parlare in modo oscuro e allusivo dell&#8217;Olocausto, si interroga sul mistero dei numeri tatuati sulla pelle dei genitori, crede che la &#8220;belva nazista&#8221; sia realmente un animale feroce, sconosciuto e terribile. Ma per capire davvero, dovr\u00e0 crescere, diventare scrittore e seguire le tracce del nonno in Polonia; poi compiere un viaggio impossibile per mare, lasciarsi trasportare da personaggi immaginari e approdare all&#8217;ultima fantastica invenzione del libro: un&#8217;enciclopedia dove si raccolgono i fili innumerevoli del romanzo, e della vita. Cos\u00ec, con questa grande creazione etica, con questo libro insieme folle e scientifico, ingenuo e poetico, drammatico e grottesco, Grossman realizza il tentativo di interpretare e inventare una realt\u00e0 segnata indelebilmente dal dolore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nedo Fiano, A5405 il coraggio di vivere, San Paolo, Milano 2015<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nedo Fiano \u00e8 uno dei pochi sopravvissuti ad Auschwitz ancora in vita. In questo libro autobiografico, racconta proprio la sua drammatica esperienza della Shoah. Bambino con una vita normale fino al settembre 1938, quando vengono promulgate le leggi razziali anche in Italia, viene arrestato nel 1944, condotto prima nel carcere fiorentino delle Murate e poi nel campo di Fossoli, vicino a Modena. Da qui, un giorno di primavera, insieme a quasi mille detenuti, viene deportato ad Auschwitz, dove sar\u00e0 sterminata tutta la sua famiglia. Nedo si salva perch\u00e9 conosce il tedesco, ma soprattutto perch\u00e9 crede nel coraggio di vivere. Malato, mal curato, viene liberato l\u201911 aprile 1945. Da Firenze, Fiano si sposta a Milano, dove vive tuttora. Matteo Renzi, che firma la Prefazione al volume, definisce questo libro \u201cun colpo al cuore perch\u00e9 Fiano non racconta di numeri, ma di persone con nome e cognome, di amici conosciuti oltre il filo spinato che cadono nella neve, di una madre abbracciata prima dell\u2019addio finale, di un padre che si trasforma sotto i suoi occhi e cede\u2026 Anche se \u00e8 un libro che parla di morte, Fiano lo riempie di vita, di colori, di profumi\u201d. Nedo Fiano \u00e8 venuto a Civitanova Marche nel febbraio del 2000 e ha reso la propria testimonianza della propria esperienza nel campo di sterminio Auschwitz davanti ad una folta rappresentanza di studenti, al cine \u2013 teatro Conti di San Marone. Conosco personalmente Nedo Fiano fin dai tempi del mio lungo soggiorno a Giussano, in Brianza e fui io a invitarlo a Civitanova Marche (Raimondo Giustozzi).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Adesso sono nel vento : Rimini e la memoria: dai viaggi-studio ai progetti didattici per le scuole, Comune di Rimini, 2003<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Laura Fontana, Giorgio Giovagnoli (curatori), I nemici sono gli \u201caltri\u201d: convegno sull\u2019Olocausto, Comune di Rimini, 1999<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giorgio Perlasca, L\u2019impostore, il Mulino, 1997Anne Grynberg, Shoah: gli ebrei e la catastrofe, Electa\/Gallimard, 1995<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Jean Am\u00e9ry, Intellettuale ad Auschwitz, Bollati Boringhieri, 1987<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Paride Piasenti, Il lungo inverno dei lager: dai campi nazisti, trent\u2019anni dopo, Associazione Nazionale ex internati, 1977<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vincenzo Pappalettera (curatore), Nei lager c\u2019ero anch\u2019io, Mursia, 1973<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cLa mia speranza \u00e8 che conoscere il passato ci aiuter\u00e0 in futuro a evitare la crudelt\u00e0 e la violenza. La mia speranza \u00e8 che, sapendo quali orrori possono venire dal pregiudizio e dall&#8217;intolleranza, si possa coltivare l&#8217;impegno a combattere tanto il pregiudizio che l&#8217;intolleranza (\u2026). La mia storia \u00e8 il mio messaggio: non arrendersi mai\u201d.<\/p>\n<p>L. Bitton-Jackson, Ho vissuto mille anni. Crescere durante l&#8217;Olocausto, Fabbri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 gennaio: data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Un elenco di libri sulla Shoah per ragazzi ed adulti La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4555,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[13],"tags":[1525,1490,835],"class_list":["post-4554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-attualita","tag-giornata-della-memoria","tag-numero-1-2017","tag-shoah"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Giornata-della-memoria.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-1bs","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4554"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4564,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4554\/revisions\/4564"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}