{"id":4536,"date":"2017-01-25T15:00:15","date_gmt":"2017-01-25T14:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4536"},"modified":"2024-11-06T16:50:48","modified_gmt":"2024-11-06T15:50:48","slug":"ricominciare-da-chi-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/01\/ricominciare-da-chi-non-ce\/","title":{"rendered":"Ricominciare da chi non c\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<h2><em>Una nuova rubrica a cura di Rossano Buccioni: Il disagio di essere famiglia e di sentirsi sideralmente soli<\/em><\/h2>\n<p>Molte persone si tolgono la vita oppure scompaiono, apparentemente nel nulla. Sono tentativi di fuggire da s\u00e9, spesso senza la minima speranza di ritrovarsi, senza la pi\u00f9 tenue volont\u00e0 di credere che valga la pena dire ancora \u201cs\u00ec\u201d alla vita. Tutte le societ\u00e0 hanno da sempre stabilito nessi stringenti tra sofferenza privata e disagio collettivo, ma sembra che solo la nostra abbia costituito un enorme mercato dell\u2019equilibrio interiore, con la soggettivit\u00e0 \u2013 sana o malata &#8211; che ha guadagnato una indubbia centralit\u00e0.<br \/>\nL\u2019erosione dei valori conduce gli individui ad accettare innumerevoli comportamenti ambigui; le persone conoscono la pericolosit\u00e0 delle compromissioni di coscienza a cui vanno incontro, ma le accettano. La malafede, l\u2019ambiguit\u00e0, la bugia, l\u2019invidia, il diniego, il disprezzo, l\u2019arroganza: si tratta di tecniche relazionali che erodono le dimensioni di giustizia interpersonale ed intrapsichica, a met\u00e0 strada tra la patologia personale e quella sociale, tra il disturbo psico-nevrotico e la sconfitta morale. Certo, l\u2019individuo moderno esiste perch\u00e9 esprime il venir meno del rigido controllo esercitato da istituzioni familiari, religiose e politiche e maggiore \u00e8 il peso che l\u2019individuo assume rispetto al tutto, pi\u00f9 elevato sar\u00e0 il livello di modernizzazione raggiunto dalle strutture sociali. Ma sembra indubbio che questo processo storico di liberazione dell\u2019individuo occidentale, gli si ritorca ormai contro. Il costante mutamento sociale consegna rapidamente ad un\u2019altra epoca i caratteri e le forme di umanit\u00e0 che avevamo fatto in tempo a vedere sintetizzati nei comportamenti e nelle visioni dei nostri genitori. Conserviamo solo una memoria nostalgica di strutture etiche, politiche e psicologiche che nei fatti, non esistono pi\u00f9. Di fronte ad una tale mutazione i convincimenti vacillano e le passioni pi\u00f9 umane fluttuano. L\u2019ambiguit\u00e0 degli atteggiamenti diffusi lascia incancrenire i conflitti, smarrisce linee di coerenza negli atteggiamenti, non chiede pi\u00f9 nulla alla fatica della perseveranza, offrendo praterie al senso di colpa spesso celato dai narcisismi garantiti dal mercato, con la sua debole offerta di felicit\u00e0. Ci si accomoda in una serie impressionante di atteggiamenti mentali sfuggenti che rinviano a ferite solo apparentemente superficiali, a smagliature non proprio trascurabili delle proprie capacit\u00e0 di legame. Le compromissioni minime del senso di s\u00e9 e della realt\u00e0 costruita con gli altri, lasciano vivere, ma ci abituano ad un inquinamento discreto e costante del senso di noi, nutrendosi di alfabeti obliqui, dolcemente compromissori e irritanti. I legami sociali, e le regole della convivenza dileguano tra verit\u00e0 e fiction, tra provocazione e genialit\u00e0, tra coscienza ed inconscio, sfibrando la stessa capacit\u00e0 di essere presenti a se stessi dato che i principali inganni li giochiamo proprio alla nostra coerenza identitaria, scoprendo alla fine di essere i peggiori nemici di noi.<br \/>\n\u00c8 come se l\u2019esperienza umana di tante persone &#8211; o il loro stesso ricordo &#8211; stenti a sedimentarsi nella memoria sociale di concetti come \u201csofferenza\u201d o \u201ccoraggio\u201d dei quali siamo pur chiamati a fare esperienza quasi quotidiana. Questi concetti perdono la capacit\u00e0 di garantire un significato stabile ai miei sforzi e a quelli di chi costruisce relazioni con me. Sono concetti che perdono la fedelt\u00e0 alla storia che li ha prodotti e dentro cui li abbiamo vissuti. La crisi del legame fa s\u00ec che i primi a perdere efficacia siano i legami intrapsichici, con la frammentazione dell\u2019io che spesso non \u00e8 nemmeno vissuta come un problema. \u00c8 sempre pi\u00f9 difficile ricondurre i nostri frammenti ad unit\u00e0. Cos\u00ec, nella perdita del legame, il divenire persona e la definizione di se stessi finiscono spesso col prescindere dalla relazione con gli altri.<br \/>\nIn altri termini, se gli altri ci hanno costruito, soffriamo oggi della incapacit\u00e0 di proseguire da soli il completamento di quel progetto: non sappiamo fare qualcosa di ci\u00f2 che gli altri hanno provato a fare di noi. \u00c8 la Fede ri-scoperta che ci fa ris-coprire la vita. \u00c8 l\u2019affetto vero, essenziale, che ci ri-porta a sorridere. Solo cos\u00ec la fiction che giriamo su di noi ogni giorno pu\u00f2 essere interrotta. \u2022<\/p>\n<p>Rossano Buccioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova rubrica a cura di Rossano Buccioni: Il disagio di essere famiglia e di sentirsi sideralmente soli Molte persone si tolgono la vita oppure scompaiono, apparentemente nel nulla. 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