{"id":4521,"date":"2017-01-25T11:30:54","date_gmt":"2017-01-25T10:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4521"},"modified":"2024-11-06T17:25:46","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:46","slug":"filosofia-eo-teologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/01\/filosofia-eo-teologia\/","title":{"rendered":"Filosofia e\/o teologia"},"content":{"rendered":"<h2><em>Pensare la fede: in dialogo con il prof. don Giordano Trapasso<\/em><\/h2>\n<p>La recente nuova edizione della \u00abRatio fundamentalis\u00bb sulla formazione nei seminari attribuisce molta importanza agli studi filosofici (cfr. 61-67). Dove filosofia e teologia possono dialogare con fruttuosit\u00e0?<\/p>\n<p>Ritengo che la filosofia sia di grande aiuto, congiuntamente alle scienze umane, per decifrare le domande fondamentali che l\u2019uomo porta nel cuore. Esse, per certi aspetti, sono le medesime, ma nei diversi tempi e nei diversi contesti, assumono forme sempre nuove. La teologia si incontra proprio con esse e si propone come risposta ultimativa rispetto ad esse. Di conseguenza le diverse forme assunte dalle domande possono incidere anche sulle diverse forme assunte dalla teologia, indice della insondabile ricchezza insita nell\u2019autocomunicazione di Dio all\u2019uomo. Tale dialogo \u00e8 sicuramente fruttuoso per la comprensione che l\u2019uomo pu\u00f2 avere di s\u00e9 e per quella che la comunit\u00e0 credente esprime nella vita, nel culto, nella riflessione teologica. L\u2019autentica teologia \u00e8 sempre nella consapevolezza del momento presente (Rm 13,11). In secondo luogo la teologia aiuta la ricerca filosofica a non limitare il proprio interrogare nell\u2019ambito del finito, cos\u00ec come il rigore della filosofia \u00e8 sempre salutare per una teologia rispettosa del mistero di Dio e dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Con la \u00abAeterni Patris\u00bb Leone XIII raccomanda25va lo studio del tomismo come filosofia pi\u00f9 adatta a mediare i contenuti del cristianesimo. Ma ci pu\u00f2 essere una \u00abfilosofia cristiana\u00bb?<\/p>\n<p>Ritengo che non sia necessario e opportuno oggi identificare una \u201cfilosofia cristiana\u201d. \u00c8 invece molto stimolante e fecondo il continuo dialogo che pu\u00f2 intercorrere tra cristianesimo e filosofie: salutari provocazioni possono nascere per entrambe. Ogni pensiero o corrente filosofica nasce sicuramente da un germe o un\u2019intuizione di verit\u00e0 e una elaborazione teologica non pu\u00f2 chiudersi a nessuna interrogazione che provenga da una prospettiva di verit\u00e0 sull\u2019uomo e sul reale. Allo stesso tempo \u00e8 interessante chiedersi \u201ccome pensa la Bibbia\u201d (cfr. Ricoeur), quale dinamismo di pensiero sull\u2019uomo e sul mistero della realt\u00e0 pu\u00f2 innescare un testo sacro, il cristianesimo o le diverse tradizioni religiose. Ci\u00f2 non \u00e8 funzionale all\u2019istituzione di un pensiero \u201cconfessionale\u201d, ma pu\u00f2 aiutare ad avere criteri di discernimento per rilevare che cosa, nelle diverse espressioni filosofiche o produzioni scientifiche, tecniche e culturali dell\u2019uomo, pu\u00f2 essere contro la sua dignit\u00e0. Infine, pi\u00f9 che un ritorno al \u201ctomismo\u201d o la canonizzazione di esso, ritengo fruttuoso, come sta facendo Papa Francesco, mettere in dialogo il pensiero di Tommaso con l\u2019oggi: potrebbero scaturirne diverse e incredibili sorprese positive, come aiuto a far fronte alle sfide attuali.<\/p>\n<p>Quali sono gli elementi di fondo dell\u2019orizzonte postmoderno e in che cosa essi sfidano i credenti?<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019interpretazione per certi versi sospesa del nostro contesto culturale (esito consequenziale della modernit\u00e0 o frattura rispetto ad essa), possiamo onestamente riconoscere le provocazioni e le sfide positive dell\u2019attuale cultura nei confronti del cristianesimo, che non ha esaurito la sua fecondit\u00e0 nell\u2019incarnarsi. Le provocazioni vengono dalle prospettive nichilista e finitista, per le quali sembrano aver perso senso le questioni di Dio, del senso e della verit\u00e0. D\u2019altro canto la frammentazione e disseminazione del senso e della verit\u00e0, la concezione debole dell\u2019essere e della verit\u00e0, l\u2019affermarsi di una nuova soggettivit\u00e0 di tipo impulsivo, vitale, affettivo, sentimentale potrebbero costituire sfide stimolanti. Il primo aspetto potrebbe assumere un effetto benefico se diventa stimolo per un\u2019identit\u00e0 non legata agli spazi occupati, ma di tipo comunicativo \u2013 ospitale. Il secondo potrebbe aiutarci a ripensare, in un senso che non sia pi\u00f9 scandaloso, categorie come l\u2019onnipotenza di Dio e l\u2019autorit\u00e0 autentica nella comunit\u00e0 cristiana e nel mondo. Il terzo potrebbe finalmente spingerci a congedarci dal proporre, in nome di Dio, un sacrificio della vita, per poter invece annunciare un Dio amante della vita.<\/p>\n<p>Come legge la proposta di papa Francesco di indire un sinodo dei giovani? Pu\u00f2 essere rilevante nel ripensare il \u201csoggetto-Chiesa\u201d?<\/p>\n<p>Ritengo tale scelta una logica conseguenza del cammino sinodale vissuto con le famiglie e per le famiglie. Solo uno sguardo miope non si renderebbe conto di queste come delle due priorit\u00e0 nella premura pastorale della comunit\u00e0 cristiana. Il novum cercato dall\u2019uomo e dalla Chiesa come fedelt\u00e0 alla novit\u00e0 del Vangelo stesso pu\u00f2 avvenire, per opera dello Spirito, nel concreto ascolto vissuto nei confronti delle nuove generazioni. Esso pu\u00f2 offrire un apporto decisivo nel ripensare il \u201csoggetto Chiesa\u201d.<\/p>\n<p>Ritiene che il convegno ecclesiale di Firenze abbia inciso sulla vita della Chiesa in Italia? Ci sono degli aspetti che ha visto disattesi o sui cui sarebbe stato lecito aspettarsi di pi\u00f9?<\/p>\n<p>Apparentemente il Convegno Ecclesiale di Firenze non ha occupato e non sembra occupare ancor oggi \u201cmolto spazio\u201d nella riflessione e nell\u2019agire delle nostre comunit\u00e0 cristiane, anche se in Italia diverse Chiese locali hanno impostato il loro cammino secondo i cinque verbi indicati. Forse questa pu\u00f2 essere la fortuna del Convegno: non affermarsi come l\u2019ennesimo evento straordinario tra due parentesi, una aperta e una chiusa, ma porsi come tappa di un cammino intrapreso nell\u2019ascolto della Parola, nella riscoperta del Concilio, nel tentativo di scrutare i segni dei tempi, sotto la decisiva spinta del Magistero di Papa Francesco. Il pi\u00f9 grande tradimento del Convegno di Firenze pu\u00f2 essere ogni interruzione del paziente lavorio della sinodalit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, qualcuno ha parlato delle \u00abcose nuove\u00bb di \u00abAmoris laetitia\u00bb. In che cosa questo documento innova la prospettiva teologica e pastorale della Chiesa?<\/p>\n<p>Apparentemente, la grande attesa riguardava e, per certi aspetti sembra per molti riguardare ancora, eventuali nuove norme della Chiesa nei confronti delle situazioni cosiddette irregolari. Penso che bisogna invece guardare oltre. Io indicherei tre direzioni. La prima consiste nel proporre la bellezza del matrimonio cristiano e della famiglia non pi\u00f9 in una modalit\u00e0 reattiva nei confronti di una modernit\u00e0 ostile o di istituzioni che pretenderebbero di avere competenza su tale realt\u00e0. Una nuova elaborazione teologica e una nuova prassi pastorale potrebbero invece ascoltare di nuovo la Parola di Dio, rivisitare la ricca tradizione della Chiesa e accogliere con serenit\u00e0 l\u2019oggi con tutto il suo carico di debolezza e fragilit\u00e0 umana come nuova possibilit\u00e0 di indicare ci\u00f2 che d\u00e0 senso a tutto, all\u2019intera vita umana: l\u2019amore, cuore anche dell\u2019identit\u00e0 di Dio. Una seconda direzione la coglierei nell\u2019invito ad assumere un nuovo stile globale, dettato dai verbi accogliere, accompagnare, discernere e integrare. Infine Papa Francesco sta esercitando un Magistero e un\u2019autorit\u00e0 che non pretendono di dire tutto, decidere tutto, fare tutto, ma affidano degli inizi ai movimenti creativi delle Chiese locali chiamate ad essere adulte, protagoniste e feconde. \u2022<\/p>\n<p>a cura dell&#8217;Istituto Teologico Marchigiano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensare la fede: in dialogo con il prof. don Giordano Trapasso La recente nuova edizione della \u00abRatio fundamentalis\u00bb sulla formazione nei seminari attribuisce molta importanza agli studi filosofici (cfr. 61-67). Dove filosofia e teologia possono dialogare con fruttuosit\u00e0? 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